Il dubbio e la luce
Dunque la certezza non è tornata per mezzo di una prova, ma per mezzo di una luce che Dio ha gettato nel petto. Le prime verità non si dimostrano: sono date.
Se si può dubitare della ragione, nessuna prova può salvarla; la certezza che ritorna senza prova dev'essere un dono di Dio.
«Il dubbio e la luce» è un argomento di Al-Ghazali (Il salvatore dall'errore (al-Munqidh), 1106-1109 circa) sulla domanda «Si può essere certi di qualcosa?» (risposta: ciò che sfugge alle parole). La sua tesi: Dunque la certezza non è tornata per mezzo di una prova, ma per mezzo di una luce che Dio ha gettato nel petto. Le prime verità non si dimostrano: sono date. Secondo la verifica logica di AskPhilosophy (solutore Z3), l'argomento è valido solo se si ammette una premessa che l'autore non formula (P5). AskPhilosophy presenta 3 obiezioni, 0 delle quali con una risposta documentata, e il testo originale di ciascuna premessa, verificato parola per parola.
Da giovane, al-Ghazali notò che i figli dei cristiani diventano cristiani, quelli degli ebrei ebrei, quelli dei musulmani musulmani. Voleva una certezza che non derivasse dall'abitudine. Mise dunque tutto in dubbio: i sensi, poi la ragione stessa. Per due mesi, racconta, fu scettico «di fatto, se non a parole». Ne uscì, ma non per via di un ragionamento: grazie a una luce che Dio, dice, gettò nel suo petto. Questo racconto viene spesso paragonato al dubbio di Cartesio (i sogni, i sensi ingannevoli), scritto cinque secoli dopo; nessuna influenza è provata, e i due non escono dal dubbio allo stesso modo.
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Senza la premessa implicita: Senza P5, il computer trova un caso in cui la fiducia ritorna senza prova, ma senza luce divina: per esempio perché la nostra natura ci impedisce di dubitare a lungo. La seconda metà della conclusione non segue più.
Obiezioni
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CCartesio 1637 · attacca la premessa 3Si può uscire dal dubbio per mezzo della ragione. Anche se sogno, anche se tutto mi inganna, una verità resiste: penso, dunque sono. È così salda che le supposizioni più stravaganti degli scettici non possono scuoterla. Il dubbio stesso offre un primo punto fermo, a partire dal quale si può ricostruire.
senza risposta
Si può uscire dal dubbio per mezzo della ragione. Anche se sogno, anche se tutto mi inganna, una verità resiste: penso, dunque sono. È così salda che le supposizioni più stravaganti degli scettici non possono scuoterla. Il dubbio stesso offre un primo punto fermo, a partire dal quale si può ricostruire.
Hume 1748 · attacca la premessa 5Non serve alcuna luce divina per uscire dal dubbio radicale. La natura è sempre più forte dei princìpi: lo scettico più ostinato riacquista le sue credenze non appena deve agire. La nostra fiducia nella ragione e nei sensi viene dalla nostra natura, non da una prova né da un miracolo.
senza risposta
Non serve alcuna luce divina per uscire dal dubbio radicale. La natura è sempre più forte dei princìpi: lo scettico più ostinato riacquista le sue credenze non appena deve agire. La nostra fiducia nella ragione e nei sensi viene dalla nostra natura, non da una prova né da un miracolo.
Averroè 1179 · attacca la conclusioneLa via dei sufi, che attendono un'illuminazione dopo aver purificato l'anima, non è un metodo di conoscenza per tutti. Se fosse il cammino voluto per gli esseri umani, il ragionamento sarebbe inutile; eppure il Corano invita di continuo a riflettere e a giudicare. Egli concede soltanto che dominare i propri desideri è una condizione per pensare bene, come la salute è una condizione per apprendere, ma che questo non dà da solo la conoscenza.
senza risposta
La via dei sufi, che attendono un'illuminazione dopo aver purificato l'anima, non è un metodo di conoscenza per tutti. Se fosse il cammino voluto per gli esseri umani, il ragionamento sarebbe inutile; eppure il Corano invita di continuo a riflettere e a giudicare. Egli concede soltanto che dominare i propri desideri è una condizione per pensare bene, come la salute è una condizione per apprendere, ma che questo non dà da solo la conoscenza.