La volontà infinita: ciò che ci rende simili a Dio
La volontà infinita di Cartesio (il libero arbitrio cartesiano)
Dunque la mia volontà è realmente libera: è una delle nostre nozioni più evidenti, e la potenza di Dio non è una ragione per negarla. Questa libertà mi rende simile a Dio, i miei errori derivano dal mio uso della volontà e non da Dio, e la libertà più alta non è l'indifferenza.
Solo la mia volontà non ha un limite che io possa concepire, e la mia esperienza interiore più chiara mi mostra che agisco senza costrizione.
«La volontà infinita: ciò che ci rende simili a Dio» è un argomento di René Descartes (Meditazione quarta, 1641; Principi I, 35-41, 1644, 1641) sulla domanda «Siamo liberi?» (risposta: libero arbitrio). La sua tesi: Dunque la mia volontà è realmente libera: è una delle nostre nozioni più evidenti, e la potenza di Dio non è una ragione per negarla. Questa libertà mi rende simile a Dio, i miei errori derivano dal mio uso della volontà e non da Dio, e la libertà più alta non è l'indifferenza. Secondo la verifica logica di AskPhilosophy (solutore Z3), l'argomento è valido solo se si ammette una premessa che l'autore non formula (P6). AskPhilosophy presenta 4 obiezioni, 3 delle quali con una risposta documentata, e il testo originale di ciascuna premessa, verificato parola per parola.
Cartesio cerca l'origine dei nostri errori e fa una scoperta sulla libertà. Di tutte le nostre facoltà, una sola non ha un limite che possiamo concepire: la volontà. Per lui, essere liberi significa poter fare o non fare una cosa senza sentire alcuna costrizione esterna. È questa libertà che ci rende simili a Dio, ed è anche essa a spiegare i nostri errori: Dio ci ha dato una volontà perfetta, e noi la estendiamo troppo oltre. Cartesio aggiunge un'idea sorprendente: poter scegliere a testa o croce (l'indifferenza) è il grado più basso della libertà. Siamo tanto più liberi quanto più vediamo chiaramente il vero e il bene.
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Senza la premessa implicita: Senza P6, si può accettare tutto il resto e dire comunque: proviamo davvero una libertà, ma questo sentimento può derivare dalla nostra ignoranza delle cause. È esattamente la posizione di Spinoza.
Obiezioni
4Ogni obiezione è una conversazione: clicca per vedere chi risponde e a che punto è il dibattito.
Pierre Gassendi 1641 · attacca la premessa 1Perché Cartesio pone dei limiti all'intelletto e nessuno alla volontà? Le due facoltà sembrano avere uguale estensione, o almeno l'intelletto sembra esteso quanto la volontà: la volontà non può dirigersi verso nulla che l'intelletto non abbia prima visto.
Descartes risponde
Perché Cartesio pone dei limiti all'intelletto e nessuno alla volontà? Le due facoltà sembrano avere uguale estensione, o almeno l'intelletto sembra esteso quanto la volontà: la volontà non può dirigersi verso nulla che l'intelletto non abbia prima visto.
GGli autori delle Seste obiezioni (teologi e filosofi riuniti da Mersenne) 1641 · attacca la premessa 3Se l'indifferenza è un'imperfezione, allora Dio non è libero, perché è indifferente quando crea questo mondo piuttosto che un altro. Bisogna credere che Dio sia stato indifferente a creare un mondo, più mondi o nessuno. L'indifferenza deve dunque far parte della libertà, la nostra come quella di Dio.
Descartes risponde
Se l'indifferenza è un'imperfezione, allora Dio non è libero, perché è indifferente quando crea questo mondo piuttosto che un altro. Bisogna credere che Dio sia stato indifferente a creare un mondo, più mondi o nessuno. L'indifferenza deve dunque far parte della libertà, la nostra come quella di Dio.
Thomas Hobbes 1641 · attacca la premessa 5Hobbes osserva che la libertà del libero arbitrio è supposta senza essere dimostrata, e che questa supposizione è contraria all'opinione dei calvinisti.
Descartes risponde
Hobbes osserva che la libertà del libero arbitrio è supposta senza essere dimostrata, e che questa supposizione è contraria all'opinione dei calvinisti.
Baruch Spinoza 1677 · attacca la premessa 5Spinoza nega che abbiamo un libero potere di sospendere il giudizio. Quando diciamo che qualcuno sospende il giudizio, diciamo soltanto che vede di non percepire la cosa in modo adeguato. La sospensione del giudizio è dunque in realtà una percezione, e non una libera volontà.
senza risposta
Spinoza nega che abbiamo un libero potere di sospendere il giudizio. Quando diciamo che qualcuno sospende il giudizio, diciamo soltanto che vede di non percepire la cosa in modo adeguato. La sospensione del giudizio è dunque in realtà una percezione, e non una libera volontà.