Un po' di libero arbitrio, molta grazia
Dunque la volontà umana ha qualcosa di libero: un po' di libero arbitrio, anche se la parte di gran lunga maggiore spetta alla grazia.
Se la volontà non fosse libera affatto, punire sarebbe folle o crudele, come frustare uno schiavo incatenato; eppure Dio è giusto.
«Un po' di libero arbitrio, molta grazia» è un argomento di Erasmo (Il libero arbitrio (1524), contro Lutero) sulla domanda «Siamo liberi?» (risposta: libero arbitrio). La sua tesi: Dunque la volontà umana ha qualcosa di libero: un po' di libero arbitrio, anche se la parte di gran lunga maggiore spetta alla grazia. Secondo la verifica logica di AskPhilosophy (solutore Z3), l'argomento è valido solo se si ammette una premessa che l'autore non formula (P3). AskPhilosophy presenta 5 obiezioni, 1 delle quali con una risposta documentata, e il testo originale di ciascuna premessa, verificato parola per parola.
Nel 1524 Erasmo entra nella disputa della Riforma. Lutero sostiene che tutto ciò che facciamo avviene per necessità, e che solo la grazia di Dio può volgere la nostra volontà verso il bene. Erasmo risponde con prudenza: non ama le «asserzioni» e si schiererebbe volentieri con gli scettici. Ma ritiene che la Scrittura, presa nel suo insieme, presupponga che l'uomo possa volgersi al bene o allontanarsene. La sua tesi è modesta: la volontà ha «qualcosa» di libero, ma la parte di gran lunga maggiore spetta alla grazia di Dio. Questo dibattito a due voci è uno dei più celebri della storia.
clicca su una premessa per rifiutarla
Senza la premessa implicita: Senza P3, il computer trova un caso in cui Dio comanda, la volontà non è libera, e dunque comandare sarebbe folle o crudele: nulla nelle altre premesse esclude questo caso.
Obiezioni
5Ogni obiezione è una conversazione: clicca per vedere chi risponde e a che punto è il dibattito.
LLutero (Il servo arbitrio) 1525 · attacca la premessa 2Necessità non significa costrizione. L'uomo senza lo Spirito di Dio non fa il male contro la sua volontà, come un ladro trascinato al supplizio: lo fa da sé, volentieri. È dunque davvero colpevole. Ma non può, con le proprie forze, cambiare questa volontà. Essa è come una cavalcatura: se Dio la monta, va dove Dio vuole; se è Satana, va dove Satana vuole; e non sceglie il proprio cavaliere.
senza risposta
Necessità non significa costrizione. L'uomo senza lo Spirito di Dio non fa il male contro la sua volontà, come un ladro trascinato al supplizio: lo fa da sé, volentieri. È dunque davvero colpevole. Ma non può, con le proprie forze, cambiare questa volontà. Essa è come una cavalcatura: se Dio la monta, va dove Dio vuole; se è Satana, va dove Satana vuole; e non sceglie il proprio cavaliere.
LLutero (Il servo arbitrio) 1525 · attacca la premessa 2I comandamenti dicono ciò che dobbiamo fare, non ciò che possiamo fare. Non sono dati invano: l'uomo orgoglioso, cercando di adempierli, scopre la propria impotenza. E l'argomento di Erasmo prova troppo: se un ordine ha senso solo se lo si può eseguire, allora il libero arbitrio può tutto senza la grazia. È la tesi di Pelagio, che lo stesso Erasmo respinge.
senza risposta
I comandamenti dicono ciò che dobbiamo fare, non ciò che possiamo fare. Non sono dati invano: l'uomo orgoglioso, cercando di adempierli, scopre la propria impotenza. E l'argomento di Erasmo prova troppo: se un ordine ha senso solo se lo si può eseguire, allora il libero arbitrio può tutto senza la grazia. È la tesi di Pelagio, che lo stesso Erasmo respinge.
LLutero (Il servo arbitrio) 1525 · attacca la premessa 2Sì, Dio sembra crudele quando salva così pochi e ne condanna tanti. Ma proprio qui sta il culmine della fede: credere che sia clemente, lui che salva così pochi, e giusto, lui che ci rende necessariamente condannabili. Se la nostra ragione potesse comprendere come egli sia giusto, la fede non sarebbe più necessaria. Ciò che appare crudele alla nostra ragione non è dunque una prova contro la giustizia di Dio.
senza risposta
Sì, Dio sembra crudele quando salva così pochi e ne condanna tanti. Ma proprio qui sta il culmine della fede: credere che sia clemente, lui che salva così pochi, e giusto, lui che ci rende necessariamente condannabili. Se la nostra ragione potesse comprendere come egli sia giusto, la fede non sarebbe più necessaria. Ciò che appare crudele alla nostra ragione non è dunque una prova contro la giustizia di Dio.
LLutero (Il servo arbitrio) 1525 · attacca la conclusioneDio conosce tutto in anticipo, e ciò che conosce in anticipo lo vuole con una volontà eterna e immutabile. Dunque tutto ciò che facciamo accade necessariamente, anche se ci sembra accadere per caso. Questo «fulmine» abbatte il libero arbitrio.
Erasmo risponde
Dio conosce tutto in anticipo, e ciò che conosce in anticipo lo vuole con una volontà eterna e immutabile. Dunque tutto ciò che facciamo accade necessariamente, anche se ci sembra accadere per caso. Questo «fulmine» abbatte il libero arbitrio.
LLutero (Il servo arbitrio) 1525 · attacca la conclusioneUna conclusione «moderata» non basta. Il cristiano deve affermare ciò che la Scrittura insegna, non soppesare il pro e il contro come uno scettico: «Lo Spirito Santo non è uno scettico». Togli le asserzioni, e togli il cristianesimo.
senza risposta
Una conclusione «moderata» non basta. Il cristiano deve affermare ciò che la Scrittura insegna, non soppesare il pro e il contro come uno scettico: «Lo Spirito Santo non è uno scettico». Togli le asserzioni, e togli il cristianesimo.