DomandeChe cos'è una società giusta?Un principe deve essere filosofo
Che cos'è una società giusta?La virtù e l'armonia

Un principe deve essere filosofo

Erasmo 1466 · 1536Elogio della follia: il sapere contro il fanatismo.
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Che cosa sostiene

Dunque, se non sei filosofo, non puoi essere un principe; un tiranno, sì.

Perché

Il re governa per il bene di tutti, il tiranno per se stesso; chi scambia i falsi beni per veri non può mirare al bene di tutti.

In breve

«Un principe deve essere filosofo» è un argomento di Erasmo (L'educazione del principe cristiano (1516), capitolo 1) sulla domanda «Che cos'è una società giusta?» (risposta: la virtù e l'armonia). La sua tesi: Dunque, se non sei filosofo, non puoi essere un principe; un tiranno, sì. Secondo la verifica logica di AskPhilosophy (solutore Z3), l'argomento è valido solo se si ammette una premessa che l'autore non formula (P3). AskPhilosophy presenta 2 obiezioni, 2 delle quali con una risposta documentata, e il testo originale di ciascuna premessa, verificato parola per parola.

L'educazione del principe cristiano (1516), capitolo 1
Valido con una premessa implicita

Nel 1516 Erasmo scrive un manuale per il futuro Carlo V, allora sedicenne. Riprende l'idea di Platone: le città saranno felici solo se i re diventeranno filosofi. Ma precisa che cosa intende per «filosofo»: non un esperto di logica, ma qualcuno che vede attraverso i falsi beni (la gloria, la ricchezza, l'adulazione) e persegue quelli veri. E poiché il popolo imita il suo principe, un buon principe rende migliore un intero paese.

P1Ciò che distingue il re dal tiranno non è il titolo ma lo scopo: il re governa per il bene di tutti, il tiranno per se stesso.
P2Essere filosofo significa vedere attraverso le false immagini delle cose e perseguire i veri beni. Chi non è filosofo in questo senso scambia la gloria, il denaro o l'adulazione per veri beni.
P3 · premessa implicitaChi scambia i falsi beni per veri non governa per il bene di tutti, ma per i propri desideri e per quelli dei suoi adulatori.
Dunque, se non sei filosofo, non puoi essere un principe; un tiranno, sì.

clicca su una premessa per rifiutarla

Se accetti tutte le premesse, la logica ti obbliga ad accettare la conclusione. Il dibattito riguarda dunque le premesse.
Verificato da un solutore logico: è impossibile che tutte le premesse siano vere e la conclusione falsa.
Senza la premessa implicita: Senza P3, il computer trova un principe che non è filosofo, che non vede i veri beni, e che tuttavia governa per il bene di tutti: dunque non è un tiranno.
Con P3 la conclusione segue: non filosofo, dunque nessun vero bene in vista (P2), dunque nessun governo per tutti (P3), dunque tiranno (P1). Senza P3, si potrebbe immaginare un principe privo di saggezza che governa comunque per il bene di tutti, per interesse ben inteso, per prudenza o perché buone istituzioni lo obbligano a farlo. È esattamente ciò che diranno Machiavelli e poi i pensatori delle istituzioni (Montesquieu): è meglio contare su buone regole che su un principe virtuoso.
Analogia. Un capitano che scambia un miraggio per un'isola condurrà la sua nave sugli scogli, anche con la più bella delle uniformi. Non è il titolo di capitano a salvare l'equipaggio, ma il vedere giusto.

Obiezioni

2

Ogni obiezione è una conversazione: clicca per vedere chi risponde e a che punto è il dibattito.

Machiavelli (Il Principe, 15) 1532 · attacca la premessa 3

Scritto nel 1513, ma stampato solo nel 1532, sedici anni dopo l'Educazione del principe cristiano. Molti hanno immaginato principati che non sono mai esistiti. Il modo in cui si vive è tanto lontano da quello in cui si dovrebbe vivere che il principe che vuole essere buono in tutto va in rovina tra tanti che non lo sono. Per servire lo Stato, deve imparare a poter non essere buono, secondo la necessità.

Erasmo risponde
Erasmo Risposta anticipata di Erasmo (1516), a un cortigiano che gli muove già questo rimprovero
«Ci stai plasmando un filosofo, non un principe.» No, risponde Erasmo, è proprio un principe che sto plasmando: ciò che vuoi tu, invece, è un poco di buono a tua immagine.
Il dibattito continua (nostra sintesi) La risposta di Erasmo è rivolta a un cortigiano, non a Machiavelli, che difficilmente poteva aver letto nel 1516 (Il Principe circolava solo in forma manoscritta, a Firenze): afferma più di quanto confuti. Machiavelli non dice che il principe deve essere malvagio, ma che deve saper esserlo quando lo Stato è in pericolo. Il loro disaccordo riguarda la natura umana: Erasmo crede nell'educazione e nell'esempio, Machiavelli parte dagli uomini quali sono.
Machiavelli (Il Principe, 17) 1532 · attacca la conclusione

Il principe filosofo vuole essere amato. Ma gli uomini amano quando piace a loro e temono quando piace al principe. Se si deve scegliere, è molto più sicuro essere temuti che amati: un principe troppo mite perde il proprio Stato.

Erasmo risponde
Erasmo Risposta anticipata di Erasmo (1516, prima della pubblicazione del Principe)
Un regno fondato sulla virtù e sulla benevolenza è più pacifico e più gradevole, ma anche più duraturo e più stabile: la storia lo mostra. Nessuna tirannia, per quanto ben protetta, è durata a lungo. Chi è temuto da tutti deve temere molte persone, e colui di cui la maggior parte degli uomini desidera la morte non può essere al sicuro.
Il dibattito continua (nostra sintesi) Machiavelli aveva previsto questa risposta: consiglia di essere temuti senza essere odiati, rispettando i beni e le donne dei sudditi. L'odio, anche per lui, rovina il principe. La domanda diventa: il timore senza odio è possibile, ed è più sicuro dell'amore?