Che cos'è una società giusta?
Libertà, uguaglianza, potere e contratto sociale
Che cos'è una società giusta? I filosofi danno 7 risposte principali: il contratto, i diritti naturali, le libertà, l'uguaglianza, la virtù e l'armonia, la tradizione e una sola umanità. AskPhilosophy presenta 48 argomenti, da Laozi a Robert Nozick, ricostruiti passo per passo, controllati dalla logica e verificati parola per parola sui testi originali.
Le 7 risposte possibili
Ogni colonna è un modo di rispondere alla domanda: ciò che sostiene e i filosofi che la difendono. Clicca su una colonna per vedere solo i suoi argomenti.
Il potere è legittimo solo se poggia sul consenso dei cittadini.
Jean-Jacques Rousseau, Thomas Hobbes, Denis Diderot, John Rawls…
Ognuno possiede, per natura e prima di ogni Stato, dei diritti (vita, libertà, ragione) che la legge deve rispettare.
John Locke, Mary Wollstonecraft, Francisco de Vitoria, Thomas Paine…
Una società giusta protegge innanzitutto le libertà e i beni di ciascuno.
Voltaire, Niccolò Machiavelli, John Locke, Ibn Khaldun…
Una società giusta corregge le disuguaglianze che corrompono gli uomini.
Karl Marx, Simone de Beauvoir, Mary Wollstonecraft, Antonio Gramsci…
Governare bene significa dare l'esempio e lasciare che le cose seguano il loro corso, più che punire.
Confucio, Aristotele, Platone, Laozi…
Una società giusta si appoggia su ciò che l'esperienza delle generazioni ha messo alla prova (costumi, istituzioni, riforme prudenti) più che su un piano tracciato dalla ragione.
Edmund Burke, Friedrich Hayek, Michel de Montaigne, G. K. Chesterton
Prima di essere cittadino di un paese, ciascuno è cittadino del mondo.
Immanuel Kant, Cicerone, Marco Aurelio, Erasmo…
Gli argomenti
Clicca su un argomento per vederlo passo per passo, con le obiezioni e le risposte.
Il contratto
Il potere è legittimo solo se poggia sul consenso dei cittadini.
6 argomentiIl patto sociale: obbedire alla legge e restare liberi
Se le leggi nascono dalla volontà di tutti e si applicano a tutti, obbedire loro significa obbedire soltanto a se stessi.
Senza Stato, la guerra di tutti contro tutti
Gli uomini sono pressappoco uguali, dunque rivali per le stesse cose, dunque diffidenti: senza un potere comune, la guerra ne è la conseguenza logica.
Il contratto e il sovrano assoluto
Le promesse senza la spada sono semplici parole, e un potere limitato rinvia ogni disputa alla forza: occorre un sovrano assoluto.
Nessuno è nato per comandare
Nessuno ha ricevuto dalla natura il diritto di comandare; il potere viene dalla forza, che non fa diritto, o dal consenso.
Il velo d'ignoranza: scegliere le regole senza sapere chi si sarà
Se nessuno sa quale sarà il proprio posto nella società, ciascuno sceglie regole eque per tutti.
La giustizia è solo un patto utile
La giustizia non esiste in sé: è un accordo per non farsi del male a vicenda, e ciò che smette di servire a questo accordo smette di essere giusto.
I diritti naturali
Ognuno possiede, per natura e prima di ogni Stato, dei diritti (vita, libertà, ragione) che la legge deve rispettare.
5 argomentiLa proprietà attraverso il lavoro
Ciascuno possiede il proprio corpo, dunque il proprio lavoro, e mescolando il proprio lavoro a qualcosa tratto dalla natura ne fa la propria proprietà.
I diritti non derivano dagli antenati
Se l'antichità bastasse da sola a rendere giusta una consuetudine, la tratta degli schiavi sarebbe giusta: i diritti devono quindi derivare dalla ragione.
Gli indios erano i veri padroni delle loro terre
Né il peccato, né l'incredulità, né una presunta mancanza di ragione tolgono a un popolo i suoi beni: questo diritto viene dalla natura, non dalla fede.
I diritti derivano dalla nascita, non dai governi
La storia non prova nulla, c'è sempre una consuetudine contraria; all'origine tutti gli uomini nascono uguali nei diritti.
Il diritto naturale varrebbe anche se Dio non esistesse
L'uomo è fatto per vivere in società con la ragione, e ciò che ne deriva è vero per natura, come 2 più 2 fa 4: Dio non può cambiarlo.
Le libertà
Una società giusta protegge innanzitutto le libertà e i beni di ciascuno.
11 argomentiNessuno ha il diritto di dire «credi o muori»: la tolleranza
La regola d'oro vieta di dire agli altri «credi come me o muori»; una credenza è punibile solo se induce al fanatismo.
I conflitti tra il popolo e i grandi hanno reso libera Roma
Le contese tra il popolo e i grandi, condotte per vie legali, hanno prodotto leggi che proteggono la libertà.
Non si può costringere a credere: la tolleranza
La forza può far obbedire, non far credere; e una religione ha valore solo se vi si crede davvero.
Le imposte leggere rendono di più, l'ingiustizia rovina lo Stato
Le imposte leggere incoraggiano l'attività, che porta di più allo Stato; le imposte eccessive uccidono la volontà di lavorare e rovinano tutto.
La libertà di pensare e di parlare
Nessuno può essere costretto a pensare diversamente: vietare di parlare non cambia i pensieri, corrompe solo la buona fede.
Il potere ferma il potere
Chiunque abbia potere è portato ad abusarne finché non trova dei limiti, e solo un altro potere ne pone.
La libertà degli Antichi e quella dei Moderni
Oggi la quota di potere di ciascuno è minuscola: sacrificare per così poco la propria indipendenza costerebbe più di quanto renda.
Si usa la forza su qualcuno solo per impedirgli di nuocere agli altri
Quando la società impone il proprio modo di vivere a una minoranza, ha tante probabilità di sbagliare quante di avere ragione.
Wilt Chamberlain: la libertà sconvolge ogni schema di distribuzione
Se una distribuzione è giusta, persone libere che dispongono della propria parte come vogliono producono una nuova distribuzione altrettanto giusta.
Anche la maggioranza può essere tirannica, e un potere mite può far addormentare la libertà
Quando la maggioranza è l'unica autorità, nulla la ferma; e un potere mite che pensa al posto nostro ci toglie l'abitudine di essere liberi.
Vizi privati, pubblici benefici
Le passioni che la morale condanna fanno lavorare migliaia di persone: senza di esse l'alveare s'impoverisce; spetta alla legge incanalarle.
L'uguaglianza
Una società giusta corregge le disuguaglianze che corrompono gli uomini.
9 argomentiA ciascuno secondo i suoi bisogni: il diritto uguale resta un diritto borghese
Una stessa misura applicata a persone disuguali lascia sussistere la disuguaglianza: il diritto uguale non è la fine dell'ingiustizia.
L'uomo è il Soggetto, la donna è l'Altro
L'uomo si pone come il Soggetto e definisce la donna in rapporto a sé; questo posto di Altro le è imposto, non scelto.
I diritti della metà del genere umano
I diritti degli uomini poggiano sulla ragione, che le donne condividono, e il grado di ragione non è ciò che misura i diritti.
Il potere poggia sul consenso tanto quanto sulla forza
Il potere combina forza e consenso: in Occidente lo Stato è soltanto una trincea avanzata, dietro la quale sta la società civile.
Tutti gli uomini sono intellettuali
Nessun lavoro è puramente fisico, e fuori dal proprio mestiere ciascuno ha una concezione del mondo e una condotta morale consapevole.
La proprietà è un furto
Il proprietario trae un reddito da una cosa senza lavorare né produrre nulla: riceve prodotti in cambio di niente.
Uguaglianza di che cosa? Rendere uguale ciò che ciascuno può fare ed essere
Né i beni né la felicità misurano ciò che ciascuno può realmente fare ed essere: è questo che una teoria dell'uguaglianza deve avere di mira.
La lotteria naturale: nessuno merita i propri talenti né il proprio punto di partenza
Nessuno merita i propri talenti né il proprio ambiente di origine; una disuguaglianza è dunque giusta solo se giova anche ai più svantaggiati.
Ciò che si chiama natura delle donne è una cosa artificiale
La natura delle donne è sconosciuta, poiché le si è viste solo subordinate; e se decide la natura, non serve alcuna legge: basta la concorrenza.
La virtù e l'armonia
Governare bene significa dare l'esempio e lasciare che le cose seguano il loro corso, più che punire.
6 argomentiGovernare con la virtù e con i riti piuttosto che con la paura
Quando è guidato dai castighi, il popolo evita le colpe per paura, senza provare vergogna; imita l'esempio virtuoso e impara a vergognarsi.
A ciascuno secondo il merito: giustizia distributiva e giustizia correttiva
Il giusto è un'uguaglianza: le parti seguono il merito di ciascuno, mentre tra privati conta soltanto il torto.
La giustizia consiste nel fatto che ogni parte della città e dell'anima svolga il proprio compito
Una città è giusta quando ogni gruppo svolge il proprio compito; l'anima, che ha tre parti, è giusta allo stesso modo.
Governare con il non-agire
Più il potere moltiplica leggi e divieti, più c'è disordine: un popolo lasciato in pace si regola da sé.
Una legge buona qui può essere cattiva altrove
I popoli differiscono per clima e costumi; una legge contraria ai loro costumi li rende infelici.
Un principe deve essere filosofo
Il re governa per il bene di tutti, il tiranno per se stesso; chi scambia i falsi beni per veri non può mirare al bene di tutti.
La tradizione
Una società giusta si appoggia su ciò che l'esperienza delle generazioni ha messo alla prova (costumi, istituzioni, riforme prudenti) più che su un piano tracciato dalla ragione.
4 argomentiLa società è un contratto tra i morti, i vivi e coloro che devono ancora nascere
Le usanze ereditate contengono l'esperienza di molte generazioni, più ricca della ragione di un singolo: le si corregge con cura, non le si rifà.
Il sapere è disperso: nessun piano centrale può raccoglierlo
Il sapere utile è sparso tra milioni di persone: nessun piano centrale può raccoglierlo, mentre i prezzi lo fanno circolare.
Non cambiare facilmente una legge accolta
Toccare una legge scuote l'intero edificio, e il guadagno del cambiamento è spesso dubbio mentre il disordine è certo.
Lo steccato di Chesterton: capire perché è lì prima di rimuoverlo
Qualcuno ha messo questo steccato lì per una ragione, e finché non la conosciamo non possiamo giudicare se fosse ragionevole.
Una sola umanità
Prima di essere cittadino di un paese, ciascuno è cittadino del mondo.
7 argomentiLa pace perpetua: repubbliche, una federazione di Stati liberi e l'ospitalità universale
La pace non è naturale e deve essere istituita: in una repubblica, chi paga la guerra deve acconsentirvi.
Una stessa legge per Roma e per Atene
La vera legge è la ragione che la natura ha dato a tutti; se il giusto dipendesse dai voti, un voto potrebbe rendere giusto il furto.
Cittadino del mondo
Tutti condividiamo la ragione, dunque una legge comune, dunque un'unica città: il mondo.
Contro la guerra: una sola famiglia umana
L'uomo nasce nudo e debole, fatto per l'aiuto reciproco; ciascuno crede giusta la propria causa, e i mali della guerra pesano più dei suoi beni.
«Sono schiavi.» No, sono esseri umani
Lo schiavo ha la stessa natura del suo padrone e solo la sorte li separa: merita dunque lo stesso rispetto dovuto a un essere umano.
Il diritto di avere diritti: gli apolidi e il fallimento dei diritti dell'uomo
Quando si perde ogni comunità politica, i «diritti dell'uomo» non proteggono più nessuno: il primo diritto è quello di appartenere all'umanità.
L'ingiustizia, ovunque si trovi, è una minaccia alla giustizia ovunque
Siamo presi in una rete di legami che nessuno può lasciare: ciò che riguarda uno riguarda tutti, e dunque nessuno è estraneo dove c'è ingiustizia.
Le posizioni degli altri filosofi arriveranno man mano che le schede verranno completate. Nessuna posizione viene presentata come vincente.