Tutti gli uomini sono intellettuali
Dunque tutti gli uomini sono intellettuali, ma non tutti hanno nella società la funzione di intellettuali.
Nessun lavoro è puramente fisico, e fuori dal proprio mestiere ciascuno ha una concezione del mondo e una condotta morale consapevole.
«Tutti gli uomini sono intellettuali» è un argomento di Antonio Gramsci (Quaderni del carcere, Q 12, §1 e §3 (intorno al 1932)) sulla domanda «Che cos'è una società giusta?» (risposta: l'uguaglianza). La sua tesi: Dunque tutti gli uomini sono intellettuali, ma non tutti hanno nella società la funzione di intellettuali. Secondo la verifica logica di AskPhilosophy (solutore Z3), l'argomento è valido solo se si ammette una premessa che l'autore non formula (P4). AskPhilosophy presenta 2 obiezioni, 1 delle quali con una risposta documentata, e il testo originale di ciascuna premessa, verificato parola per parola.
Da una parte si collocano gli «intellettuali» (scrittori, professori, studiosi) e dall'altra chi lavora con le mani. Gramsci dice che questa divisione è falsa. Ogni lavoro richiede riflessione e ciascuno ha una visione del mondo. Ciò che distingue gli intellettuali è la funzione che la società assegna loro, non una natura speciale. Di qui il suo compito politico: ogni gruppo sociale deve far nascere i propri intellettuali, elevando il pensiero che già esiste in ciascuno. Collochiamo l'argomento nella questione della società giusta, dal lato dell'uguaglianza, in mancanza di meglio: riguarda il posto del sapere nella società, e questa collocazione resta approssimativa.
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Senza la premessa implicita: Senza P4, il computer trova un caso in cui ciascuno pensa un po', esistono categorie specializzate, ma «intellettuale» designa soltanto quelle categorie: allora la conclusione «tutti sono intellettuali» è falsa.
Obiezioni
2Ogni obiezione è una conversazione: clicca per vedere chi risponde e a che punto è il dibattito.
Platone, Repubblica, VI (Socrate) 375 a.C. · attacca la premessa 2Socrate sostiene che la folla non riconosce il bello in sé, ma solo la molteplicità delle cose belle. Ne conclude che è impossibile che il popolo sia filosofo. Dunque non tutti pensano allo stesso livello: la ricerca della saggezza è riservata a rare nature.
senza risposta
Socrate sostiene che la folla non riconosce il bello in sé, ma solo la molteplicità delle cose belle. Ne conclude che è impossibile che il popolo sia filosofo. Dunque non tutti pensano allo stesso livello: la ricerca della saggezza è riservata a rare nature.
LL'obiezione della parola troppo ampia attacca la conclusioneSe tutti sono intellettuali, la parola non significa più nulla. Chi frigge un uovo non è per questo un cuoco. Chiamare tutti gli uomini «intellettuali» è una formula a effetto, non una tesi.
Gramsci risponde
Se tutti sono intellettuali, la parola non significa più nulla. Chi frigge un uovo non è per questo un cuoco. Chiamare tutti gli uomini «intellettuali» è una formula a effetto, non una tesi.