DomandeChe cos'è una società giusta?La libertà degli Antichi e quella dei Moderni
Che cos'è una società giusta?Le libertà

La libertà degli Antichi e quella dei Moderni

La libertà antica e la libertà moderna

Benjamin Constant 1767 · 1830Contro Kant: dire la verità è un dovere solo verso coloro che hanno diritto alla verità.
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Che cosa sostiene

Dunque non si deve più sacrificare l'indipendenza privata (la libertà dei Moderni) alla partecipazione diretta al potere (la libertà degli Antichi): occorre un governo rappresentativo.

Perché

Oggi la quota di potere di ciascuno è minuscola: sacrificare per così poco la propria indipendenza costerebbe più di quanto renda.

La stessa idea attraverso la storia
Benjamin Constant1819Conferenza tenuta all'Athénée royal di Parigi. Constant vi distingue due libertà che la Rivoluzione aveva confuso, e vi vede una delle cause del Terrore.
John Stuart Mill1859Mill riprende l'idea che la libertà moderna sia l'indipendenza privata e ne ricava un principio preciso: la società può costringere un adulto solo per impedirgli di nuocere ad altri.
In breve

«La libertà degli Antichi e quella dei Moderni» è un argomento di Benjamin Constant (La libertà degli Antichi paragonata a quella dei Moderni, 1819, 1819) sulla domanda «Che cos'è una società giusta?» (risposta: le libertà). La sua tesi: Dunque non si deve più sacrificare l'indipendenza privata (la libertà dei Moderni) alla partecipazione diretta al potere (la libertà degli Antichi): occorre un governo rappresentativo. Secondo la verifica logica di AskPhilosophy (solutore Z3), l'argomento è valido solo se si ammette una premessa che l'autore non formula (P4). AskPhilosophy presenta 3 obiezioni, 3 delle quali con una risposta documentata, e il testo originale di ciascuna premessa, verificato parola per parola.

La libertà degli Antichi paragonata a quella dei Moderni, 1819
Valido con una premessa implicita

Che cosa significa essere liberi? Nel 1819, quindici anni dopo Napoleone e venticinque dopo il Terrore, Benjamin Constant spiega a Parigi che la parola ha due significati e che sono stati confusi. Per gli Antichi (Sparta, Atene, Roma), essere liberi significa votare, giudicare, decidere insieme sulla guerra e sulla pace, anche a costo di essere sorvegliati molto da vicino nella vita privata. Per i Moderni, significa avere una vita propria: pensare, lavorare, credere, muoversi senza rendere conto a nessuno. Constant sostiene che la Rivoluzione ha voluto imporre la prima libertà e ha schiacciato la seconda. Ne trae una conclusione che ha segnato il liberalismo: non si può più chiedere ai cittadini di sacrificare la propria indipendenza privata alla loro partecipazione al potere; il governo rappresentativo è la forma moderna della libertà politica.

P1Presso gli Antichi, l'individuo è sovrano negli affari pubblici ma schiavo in tutti i suoi rapporti privati: la collettività decide ogni cosa, fin nella sua vita personale.
P2Negli Stati moderni, la quota di potere di ogni individuo è diventata impercettibile: gli Stati sono molto grandi (inoltre la schiavitù è scomparsa, quindi non c'è più tempo libero per deliberare, e il commercio tiene occupate le persone).
P3Gli Antichi, sacrificando la propria indipendenza ai diritti politici, sacrificavano meno per ottenere di più; noi, facendo lo stesso sacrificio, daremmo di più per ottenere meno.
P4 · premessa implicitaNon si può esigere da un popolo un sacrificio che gli costa più di quanto gli renda.
P5La libertà politica resta indispensabile, perché è la garanzia della libertà individuale.
P6Il sistema rappresentativo è l'organizzazione con cui una nazione affida a poche persone ciò che non può o non vuole fare da sé.
Dunque non si deve più sacrificare l'indipendenza privata (la libertà dei Moderni) alla partecipazione diretta al potere (la libertà degli Antichi): occorre un governo rappresentativo.

clicca su una premessa per rifiutarla

Se accetti tutte le premesse, la logica ti obbliga ad accettare la conclusione. Il dibattito riguarda dunque le premesse.
Verificato da un solutore logico: è impossibile che tutte le premesse siano vere e la conclusione falsa.
Senza la premessa implicita: Senza P4, il computer trova un mondo in cui la libertà antica costerebbe più di quanto renda, ma in cui sarebbe comunque lecito esigerla (per esempio perché la si ritiene un bene per le persone loro malgrado).
Valido con P4. Da P1 a P3 risulta che la libertà degli Antichi costerebbe oggi più di quanto renda. Per concluderne che non va richiesta, serve P4: un sacrificio che costa più di quanto renda non può essere preteso. Constant lo scrive quasi («non bisogna mai chiederne il sacrificio»), ma non lo giustifica a parte. P5 e P6 forniscono il seguito: rinunciare alla partecipazione diretta non significa rinunciare alla libertà politica, che si esercita tramite rappresentanti. Constant non sostiene dunque che la libertà politica sia inutile: la fine della sua conferenza dice il contrario.
Analogia. In un piccolo club di dieci amici si decide tutto insieme e ognuno conta. In una scuola di duemila studenti, votare ogni regola in assemblea è impossibile e la tua voce è una goccia d'acqua. Si eleggono dei delegati. Constant dice la stessa cosa di un paese: meglio delegare, e tenere per sé il proprio tempo e la propria vita.

Obiezioni

3

Ogni obiezione è una conversazione: clicca per vedere chi risponde e a che punto è il dibattito.

Jean-Jacques Rousseau 1762 · attacca la conclusione

La sovranità non può essere rappresentata, perché consiste nella volontà generale, e una volontà non si rappresenta. Un popolo che si dà dei rappresentanti cessa di essere libero: il popolo inglese lo è soltanto durante le elezioni. Anche Rousseau vede la differenza tra Antichi e Moderni, ma ne trae la conclusione opposta: i Moderni che preferiscono il proprio guadagno alla propria libertà pagano la libertà altrui con la propria.

Constant risponde
vedi l'argomento
Constant Ciò che scrive Constant (non cita questo passo, ma critica Rousseau nella stessa conferenza)
Constant sostiene che il sistema rappresentativo è un'organizzazione con cui una nazione affida a poche persone ciò che non può o non vuole fare da sé, come i ricchi assumono dei fattori. Le stesse differenze tra l'antichità e noi lo rendono necessario.
A che punto è il dibattito (nostra sintesi)Entrambi concordano sui fatti (gli Antichi partecipavano direttamente, i Moderni non possono più farlo). Il disaccordo di fondo riguarda ciò che un popolo perde delegando: per Rousseau, la sua stessa libertà; per Constant, solo un esercizio che non è più in grado di sostenere, finché le garanzie restano. Nostra sintesi.
I
Isaiah Berlin 1958 · attacca la premessa 5

Berlin riprende la distinzione di Constant (vi vede quella tra libertà «negativa» e libertà «positiva»), ma nega che vadano di pari passo. Chi mi governa? e Fino a che punto sono governato? sono due domande distinte. Non c'è alcun legame necessario tra la libertà individuale e il governo democratico: una democrazia può privare gli individui di molte libertà, un regime autoritario può lasciarne molte.

Constant risponde
Constant Ciò che scrive Constant (molto prima dell'obiezione)
Constant ammette che le due libertà sono distinte, ma sostiene che la libertà politica è la garanzia della libertà individuale. Rinunciarvi significa godere dei propri piaceri privati senza alcuna garanzia: dove li si troverebbe, se si rinunciasse alla libertà politica?
A che punto è il dibattito (nostra sintesi)Berlin e Constant condividono la distinzione, non il legame: per Constant la libertà politica protegge la libertà privata; per Berlin questo legame è contingente, e non è garantito che la democrazia protegga gli individui dalla maggioranza. Nostra sintesi.
Benjamin Constant (lui stesso, alla fine del suo discorso) 1819 · attacca la conclusione

Il pericolo della libertà moderna è che, assorbiti dal godimento della nostra indipendenza privata e dai nostri interessi particolari, rinunciamo troppo facilmente alla nostra parte di potere politico. I governanti ci spingono a farlo: «lasciate fare a noi, vi daremo la felicità». Difendere soltanto l'indipendenza privata sarebbe un errore.

Constant risponde
Constant
Constant conclude che non si deve rinunciare a nessuna delle due libertà, ma bisogna imparare a combinarle. Le istituzioni devono anche completare l'educazione morale dei cittadini, senza turbarne l'indipendenza.
A che punto è il dibattito (nostra sintesi)Resta da stabilire come combinarle: fino a che punto il governo rappresentativo basta a coinvolgere i cittadini, e a partire da quando la partecipazione diventa un dovere. Constant lascia aperta la questione; essa è al cuore del dibattito con Rousseau. Nostra sintesi.