Il velo d'ignoranza: scegliere le regole senza sapere chi si sarà
Il velo d'ignoranza, la posizione originaria, il principio di differenza
Dunque l'uguale libertà e il principio di differenza sono i princìpi di giustizia che devono regolare la struttura di base della società.
Se nessuno sa quale sarà il proprio posto nella società, ciascuno sceglie regole eque per tutti.
«Il velo d'ignoranza: scegliere le regole senza sapere chi si sarà» è un argomento di John Rawls (Una teoria della giustizia, 1971, §3, 11, 24, 26, 1971) sulla domanda «Che cos'è una società giusta?» (risposta: il contratto). La sua tesi: Dunque l'uguale libertà e il principio di differenza sono i princìpi di giustizia che devono regolare la struttura di base della società. Secondo la verifica logica di AskPhilosophy (solutore Z3), l'argomento è valido solo se si ammette una premessa che l'autore non formula (P5). AskPhilosophy presenta 4 obiezioni, 4 delle quali con una risposta documentata, e il testo originale di ciascuna premessa, verificato parola per parola.
Come si può sapere se le regole di una società sono giuste? Rawls propone un esperimento mentale. Immagina di dover scegliere tutte le regole (leggi, scuola, tasse, diritti) senza sapere se sarai ricco o povero, forte o debole, dotato o no, di quale origine, con quali convinzioni. Questo «velo d'ignoranza» ti impedisce di barare a tuo favore. Rawls sostiene che, in questa situazione, si sceglierebbero due princìpi: libertà uguali per tutti, e disuguaglianze solo se aiutano i più svantaggiati.
clicca su una premessa per rifiutarla
Senza la premessa implicita: Senza P5, il computer trova un caso in cui il velo esiste, la scelta è equa e i due princìpi vengono scelti, ma non sono giusti: l'equità della scelta non garantirebbe nulla sul valore del risultato.
Obiezioni
4Ogni obiezione è una conversazione: clicca per vedere chi risponde e a che punto è il dibattito.
Robert Nozick 1974 · attacca la conclusioneRawls cerca un modello di distribuzione da realizzare (i più svantaggiati nella condizione migliore possibile). Ma se le persone sono libere, il modello viene distrutto subito. Esempio: in una società distribuita come vuole Rawls, un milione di persone paga 25 centesimi ciascuna per vedere giocare il cestista Wilt Chamberlain. Egli diventa ricco, e la distribuzione cambia, benché tutti abbiano agito liberamente. Per mantenere il modello, bisogna vietare gli scambi liberi. Ciò che conta è come si sono ottenuti i propri beni, non la forma della distribuzione.
Rawls risponde
Rawls cerca un modello di distribuzione da realizzare (i più svantaggiati nella condizione migliore possibile). Ma se le persone sono libere, il modello viene distrutto subito. Esempio: in una società distribuita come vuole Rawls, un milione di persone paga 25 centesimi ciascuna per vedere giocare il cestista Wilt Chamberlain. Egli diventa ricco, e la distribuzione cambia, benché tutti abbiano agito liberamente. Per mantenere il modello, bisogna vietare gli scambi liberi. Ciò che conta è come si sono ottenuti i propri beni, non la forma della distribuzione.
John Harsanyi 1975 · attacca la premessa 3Sotto il velo non sappiamo chi saremo, ma ciò non significa che non possiamo stimare nulla: possiamo supporre uguali probabilità di essere ciascuna persona. Allora la regola razionale è scegliere la società con il benessere medio più alto, non proteggersi dal peggio. Il maximin è troppo prudente: applicato alle decisioni quotidiane, vieterebbe di cogliere un grande guadagno ogni volta che esiste un piccolo rischio di disastro.
Rawls risponde
Sotto il velo non sappiamo chi saremo, ma ciò non significa che non possiamo stimare nulla: possiamo supporre uguali probabilità di essere ciascuna persona. Allora la regola razionale è scegliere la società con il benessere medio più alto, non proteggersi dal peggio. Il maximin è troppo prudente: applicato alle decisioni quotidiane, vieterebbe di cogliere un grande guadagno ogni volta che esiste un piccolo rischio di disastro.
MMichael Sandel 1982 · attacca la premessa 1Perché delle persone scelgano senza conoscere i propri scopi, i propri legami o i propri valori, bisogna immaginarle come un sé già costituito prima dei suoi fini. Ma noi non ci comprendiamo in questo modo: i nostri legami (famiglia, patria, convinzioni) fanno parte di ciò che siamo. Sandel sostiene perfino che una difesa convincente del principio di differenza presupponga una concezione della persona che la teoria di Rawls non consente.
Rawls risponde
Perché delle persone scelgano senza conoscere i propri scopi, i propri legami o i propri valori, bisogna immaginarle come un sé già costituito prima dei suoi fini. Ma noi non ci comprendiamo in questo modo: i nostri legami (famiglia, patria, convinzioni) fanno parte di ciò che siamo. Sandel sostiene perfino che una difesa convincente del principio di differenza presupponga una concezione della persona che la teoria di Rawls non consente.
GG. A. Cohen 1992 · attacca la premessa 4Il principio di differenza ammette disuguaglianze affinché i più talentuosi lavorino di più. Ma se questi talentuosi accettassero davvero il principio, non avrebbero bisogno di questi incentivi per lavorare bene. Le disuguaglianze non sono dunque richieste dalla giustizia: nascono dal fatto che i meglio posizionati pretendono di più per agire. Un principio di giustizia deve applicarsi anche alle nostre scelte personali, non solo alle regole della società.
Rawls risponde
Il principio di differenza ammette disuguaglianze affinché i più talentuosi lavorino di più. Ma se questi talentuosi accettassero davvero il principio, non avrebbero bisogno di questi incentivi per lavorare bene. Le disuguaglianze non sono dunque richieste dalla giustizia: nascono dal fatto che i meglio posizionati pretendono di più per agire. Un principio di giustizia deve applicarsi anche alle nostre scelte personali, non solo alle regole della società.