DomandeChe cos'è una società giusta?I diritti della metà del genere umano
Che cos'è una società giusta?L'uguaglianza

I diritti della metà del genere umano

Mary Wollstonecraft 1759 · 1797Le donne possiedono la stessa ragione: le si educhi di conseguenza.
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Che cosa sostiene

Dunque le donne hanno diritto agli stessi diritti naturali degli uomini. Escluderle senza provare che mancano di ragione significa agire da tiranno: la ragione «reclama a gran voce giustizia per una metà del genere umano».

Perché

I diritti degli uomini poggiano sulla ragione, che le donne condividono, e il grado di ragione non è ciò che misura i diritti.

In breve

«I diritti della metà del genere umano» è un argomento di Mary Wollstonecraft (Rivendicazione dei diritti della donna, dedica a Talleyrand) sulla domanda «Che cos'è una società giusta?» (risposta: l'uguaglianza). La sua tesi: Dunque le donne hanno diritto agli stessi diritti naturali degli uomini. Escluderle senza provare che mancano di ragione significa agire da tiranno: la ragione «reclama a gran voce giustizia per una metà del genere umano». Secondo la verifica logica di AskPhilosophy (solutore Z3), l'argomento è valido solo se si ammette una premessa che l'autore non formula (P3). AskPhilosophy presenta 3 obiezioni, 3 delle quali con una risposta documentata, e il testo originale di ciascuna premessa, verificato parola per parola.

Rivendicazione dei diritti della donna, dedica a Talleyrand
Valido con una premessa implicita

Nel 1791 la Francia rivoluzionaria proclama i diritti dell'uomo ma esclude le donne dalla vita politica. Talleyrand, in un rapporto sull'istruzione pubblica, prevede per le ragazze solo un'educazione domestica. Wollstonecraft gli dedica il suo libro e rivolge contro di lui i principi stessi della Rivoluzione: se i diritti poggiano sulla ragione, le donne vi hanno diritto quanto gli uomini.

P1I diritti naturali che gli uomini rivendicano (essere liberi, giudicare da sé la propria felicità) poggiano sulla ragione. Per «parità di ragionamento», ogni essere dotato di sufficiente ragione vi ha diritto.
P2Le donne condividono con gli uomini il dono della ragione.
P3 · premessa implicitaAvere la ragione basta, qualunque ne sia il grado: nemmeno gli uomini ne hanno tutti la stessa quantità, e i loro diritti non si misurano in base alla loro intelligenza.
Dunque le donne hanno diritto agli stessi diritti naturali degli uomini. Escluderle senza provare che mancano di ragione significa agire da tiranno: la ragione «reclama a gran voce giustizia per una metà del genere umano».

clicca su una premessa per rifiutarla

Se accetti tutte le premesse, la logica ti obbliga ad accettare la conclusione. Il dibattito riguarda dunque le premesse.
Verificato da un solutore logico: è impossibile che tutte le premesse siano vere e la conclusione falsa.
Senza la premessa implicita: Senza P3, il computer trova una situazione in cui i diritti derivano dalla ragione e le donne hanno la ragione, ma per avere i diritti occorrerebbe un certo livello di ragione, livello che le donne non raggiungerebbero: esse allora non avrebbero i diritti.
Valido con P3. P3 è necessaria perché la stessa Wollstonecraft non esclude che le donne abbiano, in media, minore forza di mente: chiede soltanto che le loro virtù siano «della stessa natura». Occorre dunque che sia la ragione, e non un certo livello di ragione, a conferire i diritti. È qui che i suoi avversari dell'epoca la attaccano (si veda Sieyès).
Analogia. Una scuola annuncia: «Ogni alunno che sa leggere può usare la biblioteca.» Non può respingere gli alunni di una classe dicendo che leggono un po' più lentamente: la regola riguarda il saper leggere, non il leggere più in fretta.

Obiezioni

3

Ogni obiezione è una conversazione: clicca per vedere chi risponde e a che punto è il dibattito.

T
Talleyrand (rapporto sull'istruzione pubblica) 1791 · attacca la premessa 1

Talleyrand riconosce che escludere metà del genere umano da ogni governo è «impossibile da spiegare secondo i princìpi astratti». Ma la politica non si regola sui soli princìpi: bisogna mirare alla felicità di tutti, compresa quella delle donne, che la vita domestica renderebbe più felici.

Wollstonecraft risponde
Wollstonecraft
Quando gli uomini rivendicano la libertà e il diritto di giudicare da sé la propria felicità, non è incoerente e ingiusto sottomettere le donne, pur credendo sinceramente di agire per la loro felicità? Chi ha fatto dell'uomo l'unico giudice, se la donna condivide con lui il dono della ragione?
L
L'argomento della tradizione («prescrizione») attacca la premessa 2

Ovunque e da sempre le donne sono state soggette agli uomini. Un fatto così universale e così antico mostra che non sono fatte per governarsi da sé. Ella osserva che questo argomento («prescrizione») è quello che in Francia serve a giustificare l'oppressione delle donne, e in Inghilterra a respingere gli stessi diritti dell'uomo.

Wollstonecraft risponde
Wollstonecraft
L'argomento si ritorce contro gli uomini. I pochi hanno sempre asservito i molti, e uomini di valore si sono sempre inchinati davanti a re mediocri. Finché non sarà provato che il cortigiano che rinuncia ai suoi diritti non è un essere morale, non si potrà dimostrare che la donna è inferiore perché è sempre stata soggiogata.
S
Sieyès (cittadini attivi e cittadini passivi) 1789 · attacca la premessa 3

Tutti gli abitanti hanno i diritti naturali e civili: sicurezza, libertà, proprietà. Ma i diritti politici richiedono una capacità di partecipare alla cosa pubblica. Le donne, «almeno nello stato attuale», i bambini e gli stranieri saranno cittadini «passivi»: protetti dalla legge, senza diritto di voto. La Costituzione del 1791 segue questa distinzione.

Wollstonecraft risponde
Wollstonecraft
Se si vogliono escludere le donne, senza che abbiano voce, dai diritti naturali del genere umano, si provi prima, per liberarsi dall'accusa di ingiustizia e di incoerenza, che mancano di ragione. Altrimenti la prima costituzione fondata sulla ragione mostrerà che l'uomo agisce ancora da tiranno.
Il dibattito continua (nostra sintesi) Sieyès non nega che le donne abbiano ragione: dice «nello stato attuale», il che rinvia appunto alla loro mancanza di istruzione. Dunque lui e Wollstonecraft concordano sui fatti; divergono sulla conseguenza (aspettare, oppure istruire e includere). Le francesi votarono per la prima volta solo nel 1945, le britanniche alla pari degli uomini solo nel 1928.