Il diritto naturale varrebbe anche se Dio non esistesse
Etiamsi daremus («anche se concedessimo»)
Dunque il diritto naturale avrebbe una certa validità anche se si concedesse che Dio non esiste o non si occupa delle vicende umane.
L'uomo è fatto per vivere in società con la ragione, e ciò che ne deriva è vero per natura, come 2 più 2 fa 4: Dio non può cambiarlo.
«Il diritto naturale varrebbe anche se Dio non esistesse» è un argomento di Hugo Grotius (Grozio, Il diritto della guerra e della pace, 1625: Prolegomeni 8 e 11; I, 1, 10, 5) sulla domanda «Che cos'è una società giusta?» (risposta: i diritti naturali). La sua tesi: Dunque il diritto naturale avrebbe una certa validità anche se si concedesse che Dio non esiste o non si occupa delle vicende umane. Secondo la verifica logica di AskPhilosophy (solutore Z3), l'argomento è valido solo se si ammette una premessa che l'autore non formula (P4). AskPhilosophy presenta 4 obiezioni, 3 delle quali con una risposta documentata, e il testo originale di ciascuna premessa, verificato parola per parola.
Grozio scrive il suo grande trattato nel pieno della guerra dei Trent'anni. Vuole regole che cattolici, protestanti e persino i popoli non cristiani possano accettare. La sua risposta: il diritto naturale deriva dalla natura dell'uomo, un essere che desidera vivere in società e sa giudicare secondo principi generali. È vero in sé, come una verità matematica, e Dio non potrebbe cambiarlo. Aggiunge che questo diritto varrebbe anche se si concedesse, cosa che non si può fare senza la più grande empietà, che Dio non esista o non si occupi delle vicende umane. Attenzione: Grozio non è ateo. Afferma subito che Dio esiste, che gli si deve obbedienza, e che la sua volontà è una seconda fonte del diritto accanto alla natura.
clicca su una premessa per rifiutarla
Senza la premessa implicita: Senza P4, il computer trova un mondo in cui il diritto deriva dalla natura umana e non dipende da alcuna volontà, ma in cui ha forza di legge solo perché un legislatore divino lo ordina: allora, senza Dio, resterebbe un semplice consiglio di prudenza.
Obiezioni
4Ogni obiezione è una conversazione: clicca per vedere chi risponde e a che punto è il dibattito.
GGuglielmo di Ockham (teoria del comando divino) 1318 · attacca la premessa 3Per Ockham, gli atti che chiamiamo cattivi, come il furto o l'adulterio, sono cattivi solo perché Dio li proibisce. Potrebbero perfino essere compiuti in modo meritorio se rientrassero in un comando divino. Nulla è cattivo per natura al di sopra della volontà di Dio.
un difensore risponde
Per Ockham, gli atti che chiamiamo cattivi, come il furto o l'adulterio, sono cattivi solo perché Dio li proibisce. Potrebbero perfino essere compiuti in modo meritorio se rientrassero in un comando divino. Nulla è cattivo per natura al di sopra della volontà di Dio.
Thomas Hobbes (Leviatano) 1651 · attacca la conclusionePer Hobbes è improprio chiamare «leggi» questi dettami della ragione: sono soltanto conclusioni su ciò che conserva e difende una persona. La legge, in senso proprio, è la parola di colui che ha per diritto il comando sugli altri. Sono leggi solo se considerate come espresse nella parola di Dio.
un difensore risponde
Per Hobbes è improprio chiamare «leggi» questi dettami della ragione: sono soltanto conclusioni su ciò che conserva e difende una persona. La legge, in senso proprio, è la parola di colui che ha per diritto il comando sugli altri. Sono leggi solo se considerate come espresse nella parola di Dio.
SSamuel Pufendorf (Il diritto della natura e delle genti) 1672 · attacca la conclusionePer Pufendorf, una legge è un decreto con cui un sovrano obbliga un suddito a conformare le proprie azioni a ciò che egli prescrive. La definizione di Grozio suppone che vi sia qualcosa di giusto prima di ogni legge: la legge naturale si limiterebbe allora a indicarlo. Pufendorf difende l'idea che l'obbligazione venga da un superiore, dunque da Dio.
un difensore risponde
Per Pufendorf, una legge è un decreto con cui un sovrano obbliga un suddito a conformare le proprie azioni a ciò che egli prescrive. La definizione di Grozio suppone che vi sia qualcosa di giusto prima di ogni legge: la legge naturale si limiterebbe allora a indicarlo. Pufendorf difende l'idea che l'obbligazione venga da un superiore, dunque da Dio.
DDostoevskij (I fratelli Karamazov, parole di Ivan) 1880 · attacca la conclusioneIl contrario di Grozio, in un romanzo: per Ivan Karamazov, senza Dio né immortalità non c'è virtù, e tutto è permesso. L'idea è discussa nell'argomento a essa dedicato: un'inclinazione o una natura socievole obbligano davvero chi non lo vuole?
senza risposta
Il contrario di Grozio, in un romanzo: per Ivan Karamazov, senza Dio né immortalità non c'è virtù, e tutto è permesso. L'idea è discussa nell'argomento a essa dedicato: un'inclinazione o una natura socievole obbligano davvero chi non lo vuole?