Anche la maggioranza può essere tirannica, e un potere mite può far addormentare la libertà
La tirannide della maggioranza; il dispotismo mite
Dunque una società giusta protegge innanzitutto le libertà di ciascuno, anche contro la maggioranza e contro uno Stato protettore, e coltiva le abitudini che permettono di difenderle (associazioni, libertà locale, libertà di stampa).
Quando la maggioranza è l'unica autorità, nulla la ferma; e un potere mite che pensa al posto nostro ci toglie l'abitudine di essere liberi.
«Anche la maggioranza può essere tirannica, e un potere mite può far addormentare la libertà» è un argomento di Alexis de Tocqueville (La democrazia in America, 1835 e 1840, 1835) sulla domanda «Che cos'è una società giusta?» (risposta: le libertà). La sua tesi: Dunque una società giusta protegge innanzitutto le libertà di ciascuno, anche contro la maggioranza e contro uno Stato protettore, e coltiva le abitudini che permettono di difenderle (associazioni, libertà locale, libertà di stampa). Secondo la verifica logica di AskPhilosophy (solutore Z3), l'argomento è valido solo se si ammette una premessa che l'autore non formula (P5). AskPhilosophy presenta 3 obiezioni, 2 delle quali con una risposta documentata, e il testo originale di ciascuna premessa, verificato parola per parola.
Tocqueville visitò gli Stati Uniti nel 1831 e ammirò quella democrazia. Ma vi vide due pericoli che i democratici dimenticano. Il primo: quando la maggioranza è l'unica autorità, nulla la ferma. Il secondo, che descrive nel libro del 1840: cittadini uguali, occupati nei loro piccoli piaceri, rimettono il proprio destino a un potere immenso ma mite, che pensa al posto loro. Per lui, una società giusta protegge la libertà di ciascuno, anche contro un potere eletto o benevolo.
clicca su una premessa per rifiutarla
Senza la premessa implicita: Senza P5, il computer trova un caso in cui la maggioranza è onnipotente, l'opinione schiaccia i dissidenti, e tuttavia la società è giusta, perché i dissidenti sono in minoranza e la giustizia è definita come ciò che vuole la maggioranza.
Obiezioni
3Ogni obiezione è una conversazione: clicca per vedere chi risponde e a che punto è il dibattito.
Jean-Jacques Rousseau 1762 · attacca la premessa 5Molto prima di Tocqueville, Rousseau sostiene che la volontà generale, formata da cittadini uguali che decidono ciò che è comune a loro, non può essere ingiusta nei loro confronti: ciascuno obbedisce a se stesso. Secondo questa idea, limitare la volontà generale in nome della libertà individuale significa anteporre l'interesse particolare alla legge che tutti hanno voluto.
Tocqueville risponde
Molto prima di Tocqueville, Rousseau sostiene che la volontà generale, formata da cittadini uguali che decidono ciò che è comune a loro, non può essere ingiusta nei loro confronti: ciascuno obbedisce a se stesso. Secondo questa idea, limitare la volontà generale in nome della libertà individuale significa anteporre l'interesse particolare alla legge che tutti hanno voluto.
JJeremy Waldron 1993 · attacca la premessa 5Quando i cittadini sono in disaccordo sui diritti, è più rispettoso della loro uguaglianza decidere la questione con un voto che affidarla a pochi giudici non eletti. I limiti alla maggioranza non sono neutrali: danno l'ultima parola a un piccolo gruppo, altrettanto capace di sbagliare.
un difensore risponde
Quando i cittadini sono in disaccordo sui diritti, è più rispettoso della loro uguaglianza decidere la questione con un voto che affidarla a pochi giudici non eletti. I limiti alla maggioranza non sono neutrali: danno l'ultima parola a un piccolo gruppo, altrettanto capace di sbagliare.
TT. H. Marshall 1950 · attacca la premessa 4Per Marshall, uno Stato che garantisce istruzione, salute e un reddito minimo non addormenta la libertà: rende possibile l'esercizio dei diritti civili e politici a chi non ha i mezzi per esercitarli. Senza diritti sociali, la cittadinanza resta formale.
senza risposta
Per Marshall, uno Stato che garantisce istruzione, salute e un reddito minimo non addormenta la libertà: rende possibile l'esercizio dei diritti civili e politici a chi non ha i mezzi per esercitarli. Senza diritti sociali, la cittadinanza resta formale.