Il gioco dell'imitazione: sostituire la domanda con un test
Il test di Turing
Dunque, se una macchina non può essere distinta da un essere umano per le sue risposte, non abbiamo più ragione di negarle il pensiero di quanta ne abbiamo di negarlo agli altri esseri umani.
Degli altri esseri umani conosciamo soltanto le risposte; se una macchina risponde allo stesso modo, non abbiamo alcuna ragione di negarle il pensiero.
«Il gioco dell'imitazione: sostituire la domanda con un test» è un argomento di Alan Turing («Computing Machinery and Intelligence», Mind, 1950) sulla domanda «Può una macchina pensare?» (risposta: pensare è calcolare). La sua tesi: Dunque, se una macchina non può essere distinta da un essere umano per le sue risposte, non abbiamo più ragione di negarle il pensiero di quanta ne abbiamo di negarlo agli altri esseri umani. Secondo la verifica logica di AskPhilosophy (solutore Z3), l'argomento è valido solo se si ammette una premessa che l'autore non formula (P4). AskPhilosophy presenta 5 obiezioni, 4 delle quali con una risposta documentata, e il testo originale di ciascuna premessa, verificato parola per parola.
Nel 1950 Turing giudica la domanda «Le macchine possono pensare?» troppo vaga per essere discussa, poiché ciascuno dà alle parole «macchina» e «pensare» un proprio significato. La sostituisce con un gioco: un interrogante pone domande scritte a un essere umano e a una macchina, senza vederli. Se la macchina viene scambiata per l'essere umano, non abbiamo più ragione di negarle il pensiero di quanta ne abbiamo di negarlo agli altri esseri umani, il cui pensiero giudichiamo solo dalle loro risposte. Nello stesso articolo confuta nove obiezioni.
clicca su una premessa per rifiutarla
Senza la premessa implicita: Senza P4, il computer trova un caso in cui la macchina dà le stesse risposte dell'umano e in cui, tuttavia, c'è una ragione per negarle il pensiero (per esempio, sappiamo che si limita a recitare risposte già pronte).
Obiezioni
5Ogni obiezione è una conversazione: clicca per vedere chi risponde e a che punto è il dibattito.
Geoffrey Jefferson 1949 · attacca la premessa 3Finché una macchina non potrà scrivere un sonetto o comporre un concerto a causa di pensieri ed emozioni provati, e non per una caduta casuale di simboli, non potremo dire che la macchina eguaglia il cervello. Dovrebbe sapere di averlo scritto e sentirlo.
Turing risponde
Finché una macchina non potrà scrivere un sonetto o comporre un concerto a causa di pensieri ed emozioni provati, e non per una caduta casuale di simboli, non potremo dire che la macchina eguaglia il cervello. Dovrebbe sapere di averlo scritto e sentirlo.
Ada Lovelace 1843 · attacca la conclusioneLa macchina analitica non ha alcuna pretesa di originare alcunché. Può fare tutto ciò che sappiamo ordinarle di eseguire. Una macchina non può dunque mai fare nulla di davvero nuovo, cosa che il pensare richiederebbe.
Turing risponde
La macchina analitica non ha alcuna pretesa di originare alcunché. Può fare tutto ciò che sappiamo ordinarle di eseguire. Una macchina non può dunque mai fare nulla di davvero nuovo, cosa che il pensare richiederebbe.
Kurt Gödel 1931 · attacca la conclusioneIn ogni sistema logico sufficientemente potente si possono formulare enunciati che il sistema non può né dimostrare né confutare. Una macchina, essendo un tale sistema, ha dunque domande a cui non può rispondere, mentre la mente umana non avrebbe un simile limite.
Turing risponde
In ogni sistema logico sufficientemente potente si possono formulare enunciati che il sistema non può né dimostrare né confutare. Una macchina, essendo un tale sistema, ha dunque domande a cui non può rispondere, mentre la mente umana non avrebbe un simile limite.
John Searle 1980 · attacca la premessa 4Un uomo chiuso in una stanza che segue un programma per manipolare segni cinesi può dare risposte indistinguibili da quelle di un parlante cinese senza capire una parola di cinese. Le stesse risposte non provano dunque la stessa comprensione.
un difensore risponde
Un uomo chiuso in una stanza che segue un programma per manipolare segni cinesi può dare risposte indistinguibili da quelle di un parlante cinese senza capire una parola di cinese. Le stesse risposte non provano dunque la stessa comprensione.
NNed Block 1981 · attacca la premessa 4Si può immaginare una macchina che immagazzina in anticipo una risposta sensata per ogni possibile conversazione di durata limitata: un «Blockhead». Supererebbe il test con l'intelligenza di un jukebox. Superare il test non basta dunque per pensare: conta il modo in cui le risposte sono prodotte.
senza risposta
Si può immaginare una macchina che immagazzina in anticipo una risposta sensata per ogni possibile conversazione di durata limitata: un «Blockhead». Supererebbe il test con l'intelligenza di un jukebox. Superare il test non basta dunque per pensare: conta il modo in cui le risposte sono prodotte.