Una persona è una persona attraverso le altre persone (ubuntu)
Ubuntu; umuntu ngumuntu ngabantu; «io sono perché noi siamo»
Dunque non si nasce pienamente persona né pienamente se stessi: lo si diventa, attraverso le proprie relazioni con gli altri.
Nessuno viene al mondo già formato: si diventa una persona attraverso le relazioni con gli altri, all'interno della comunità.
«Una persona è una persona attraverso le altre persone (ubuntu)» è un argomento di Desmond Tutu (Mbiti 1969; Menkiti 1984; Tutu 1999 e 2004; Ramose 1999, 1999) sulla domanda «Chi sono io, davvero?» (risposta: un sé da costruire). La sua tesi: Dunque non si nasce pienamente persona né pienamente se stessi: lo si diventa, attraverso le proprie relazioni con gli altri. Secondo la verifica logica di AskPhilosophy (solutore Z3), l'argomento è valido solo se si ammette una premessa che l'autore non formula (P4). AskPhilosophy presenta 3 obiezioni, 3 delle quali con una risposta documentata, e il testo originale di ciascuna premessa, verificato parola per parola.
In diverse lingue dell'Africa australe si dice umuntu ngumuntu ngabantu (zulu, xhosa), motho ke motho ka batho (sotho): «una persona è una persona attraverso altre persone». È il cuore dell'ubuntu. L'idea è che diventiamo pienamente umani solo nella relazione con gli altri: famiglia, vicini, comunità, antenati. Il filosofo keniano John Mbiti le dà forma nel 1969 («io sono perché noi siamo»), il nigeriano Ifeanyi Menkiti vi vede una tesi sulla persona (1984), e l'arcivescovo Desmond Tutu, presiedendo la Commissione per la verità e la riconciliazione, la fa conoscere al mondo. Qui risponde alla domanda «Chi sono io?»: non nasciamo pienamente noi stessi, lo diventiamo. Le formulazioni variano da una lingua all'altra e da un autore all'altro: citiamo brevi passi di libri protetti da diritto d'autore, verificati.
clicca su una premessa per rifiutarla
Senza la premessa implicita: Senza P4, si possono accettare da P1 a P3 e dire che la persona esiste pienamente fin dalla nascita, mentre la comunità non fa che rivelare ciò che è già presente. L'incorporazione sarebbe allora un riconoscimento, non un divenire.
Obiezioni
3Ogni obiezione è una conversazione: clicca per vedere chi risponde e a che punto è il dibattito.
John Locke 1690 · attacca la premessa 1Per Locke, una persona è un essere pensante e intelligente che può considerarsi lo stesso in tempi diversi, e lo fa per la sola coscienza, inseparabile dal pensiero. L'identità personale poggia dunque sulla coscienza e sulla memoria di ciascuno, non sul posto che si occupa in una comunità.
un difensore risponde
Per Locke, una persona è un essere pensante e intelligente che può considerarsi lo stesso in tempi diversi, e lo fa per la sola coscienza, inseparabile dal pensiero. L'identità personale poggia dunque sulla coscienza e sulla memoria di ciascuno, non sul posto che si occupa in una comunità.
KKwame Gyekye 1997 · attacca la premessa 1Gyekye, filosofo ghanese, difende un comunitarismo «moderato». La comunità conta molto, ma la persona possiede capacità proprie (ragione, valutazione, scelta) che le permettono di giudicare i valori della propria comunità e di rivederli. Se la comunità «definisse» interamente la persona, nessuna critica della comunità sarebbe possibile e i diritti individuali sarebbero minacciati.
un difensore risponde
Gyekye, filosofo ghanese, difende un comunitarismo «moderato». La comunità conta molto, ma la persona possiede capacità proprie (ragione, valutazione, scelta) che le permettono di giudicare i valori della propria comunità e di rivederli. Se la comunità «definisse» interamente la persona, nessuna critica della comunità sarebbe possibile e i diritti individuali sarebbero minacciati.
BBernard Matolino e Wenceslaus Kwindingwi 2013 · attacca la conclusioneIn «The End of Ubuntu», Matolino e Kwindingwi sostengono che l'ubuntu, rilanciato in Sudafrica dopo l'avvento della democrazia, serve soprattutto come discorso per le élite politiche, che lo presentano come un ritorno a un passato armonioso precedente alla colonizzazione. I suoi ideali si addicono alle piccole comunità di un tempo, non alle società moderne e urbane: come teoria della persona e come etica, avrebbe raggiunto la sua fine.
un difensore risponde
In «The End of Ubuntu», Matolino e Kwindingwi sostengono che l'ubuntu, rilanciato in Sudafrica dopo l'avvento della democrazia, serve soprattutto come discorso per le élite politiche, che lo presentano come un ritorno a un passato armonioso precedente alla colonizzazione. I suoi ideali si addicono alle piccole comunità di un tempo, non alle società moderne e urbane: come teoria della persona e come etica, avrebbe raggiunto la sua fine.