DomandeChi sono io, davvero?Una persona è una persona attraverso le altre persone (ubuntu)
Chi sono io, davvero?Un sé da costruire

Una persona è una persona attraverso le altre persone (ubuntu)

Ubuntu; umuntu ngumuntu ngabantu; «io sono perché noi siamo»

Desmond Tutu 1931 · 2021Arcivescovo sudafricano: attraverso l'ubuntu, «una persona è una persona attraverso altre persone».
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Che cosa sostiene

Dunque non si nasce pienamente persona né pienamente se stessi: lo si diventa, attraverso le proprie relazioni con gli altri.

Perché

Nessuno viene al mondo già formato: si diventa una persona attraverso le relazioni con gli altri, all'interno della comunità.

La stessa idea attraverso la storia
John S. Mbiti1969In African Religions and Philosophy, Mbiti descrive società africane in cui l'individuo esiste solo attraverso il gruppo, e ne ricava la formula «io sono perché noi siamo, e poiché noi siamo, dunque io sono».
Ifeanyi Menkiti1984Menkiti ne fa una tesi di filosofia della persona: non si nasce pienamente persona, lo si diventa attraverso l'incorporazione nella comunità.
Desmond Tutu1999Tutu, che ha presieduto la Commissione per la verità e la riconciliazione del Sudafrica, rende famosa l'idea in tutto il mondo con la formula «una persona è una persona attraverso altre persone». Il filosofo Mogobe Ramose ne offre un'analisi lo stesso anno in African Philosophy through Ubuntu (1999).
In breve

«Una persona è una persona attraverso le altre persone (ubuntu)» è un argomento di Desmond Tutu (Mbiti 1969; Menkiti 1984; Tutu 1999 e 2004; Ramose 1999, 1999) sulla domanda «Chi sono io, davvero?» (risposta: un sé da costruire). La sua tesi: Dunque non si nasce pienamente persona né pienamente se stessi: lo si diventa, attraverso le proprie relazioni con gli altri. Secondo la verifica logica di AskPhilosophy (solutore Z3), l'argomento è valido solo se si ammette una premessa che l'autore non formula (P4). AskPhilosophy presenta 3 obiezioni, 3 delle quali con una risposta documentata, e il testo originale di ciascuna premessa, verificato parola per parola.

Mbiti 1969; Menkiti 1984; Tutu 1999 e 2004; Ramose 1999
Valido con una premessa implicita

In diverse lingue dell'Africa australe si dice umuntu ngumuntu ngabantu (zulu, xhosa), motho ke motho ka batho (sotho): «una persona è una persona attraverso altre persone». È il cuore dell'ubuntu. L'idea è che diventiamo pienamente umani solo nella relazione con gli altri: famiglia, vicini, comunità, antenati. Il filosofo keniano John Mbiti le dà forma nel 1969 («io sono perché noi siamo»), il nigeriano Ifeanyi Menkiti vi vede una tesi sulla persona (1984), e l'arcivescovo Desmond Tutu, presiedendo la Commissione per la verità e la riconciliazione, la fa conoscere al mondo. Qui risponde alla domanda «Chi sono io?»: non nasciamo pienamente noi stessi, lo diventiamo. Le formulazioni variano da una lingua all'altra e da un autore all'altro: citiamo brevi passi di libri protetti da diritto d'autore, verificati.

P1È la comunità a definire la persona, e non una qualità isolata e statica come la ragione, la volontà o la memoria: si diventa pienamente una persona solo venendo incorporati nella comunità.
P2L'individuo ha consapevolezza di sé, dei doveri e dei diritti solo in relazione agli altri: può dire soltanto «io sono perché noi siamo, e poiché noi siamo, dunque io sono».
P3Nessuno di noi viene al mondo già formato: l'umanità di una persona dipende da quella degli altri, secondo la formula «una persona è una persona attraverso altre persone».
P4 · premessa implicitaSe non siamo formati alla nascita, e ciò che ci forma è la nostra relazione con gli altri, allora essere una persona è un processo che prosegue lungo la vita, non uno stato dato in anticipo.
Dunque non si nasce pienamente persona né pienamente se stessi: lo si diventa, attraverso le proprie relazioni con gli altri.

clicca su una premessa per rifiutarla

Se accetti tutte le premesse, la logica ti obbliga ad accettare la conclusione. Il dibattito riguarda dunque le premesse.
Verificato da un solutore logico: è impossibile che tutte le premesse siano vere e la conclusione falsa.
Senza la premessa implicita: Senza P4, si possono accettare da P1 a P3 e dire che la persona esiste pienamente fin dalla nascita, mentre la comunità non fa che rivelare ciò che è già presente. L'incorporazione sarebbe allora un riconoscimento, non un divenire.
L'argomento è valido con la premessa nascosta P4. P1 dice che la comunità definisce la persona; P2 che l'individuo esiste solo in relazione agli altri; P3 che nessuno nasce già formato; P4 ne ricava che la persona è un divenire. I dibattiti riguardano P1 (la comunità definisce la persona, oppure conta anche la coscienza individuale?) e ciò che «divenire» implica: una persona che non è stata incorporata è meno persona?
Analogia. Una lingua non si impara da soli: un bambino che non sente mai parlare non diventa parlante. Nasce con la capacità, ma è parlando con gli altri che diventa qualcuno che parla. L'ubuntu dice che diventare una persona è così.

Obiezioni

3

Ogni obiezione è una conversazione: clicca per vedere chi risponde e a che punto è il dibattito.

John Locke 1690 · attacca la premessa 1

Per Locke, una persona è un essere pensante e intelligente che può considerarsi lo stesso in tempi diversi, e lo fa per la sola coscienza, inseparabile dal pensiero. L'identità personale poggia dunque sulla coscienza e sulla memoria di ciascuno, non sul posto che si occupa in una comunità.

un difensore risponde
vedi l'argomento
Nessuna risposta possibile: obiezione formulata nel 1690, dopo la morte dell'autore (2021).
Ifeanyi Menkiti difensore dell'argomento · 1984
Menkiti risponde, a proposito della concezione occidentale della persona, che è la comunità a definire la persona come persona, e non una qualità isolata e statica di razionalità, volontà o memoria.
Il dibattito continua (nostra sintesi) Menkiti scrive quasi tre secoli dopo Locke e non lo nomina nel passo citato: prende di mira una concezione occidentale della persona incentrata sulla coscienza di sé. Locke, da parte sua, parla di identità personale, non di ciò che fa un membro compiuto di una comunità: forse i due non rispondono alla stessa domanda.
A che punto è il dibattito (nostra sintesi)Disaccordo di fondo: «persona» designa un essere consapevole di sé (senso di Locke) o uno status morale acquisito all'interno di una comunità (senso di Menkiti)? Ciascuno può accettare la tesi dell'altro cambiando il significato della parola (nostra sintesi).
K
Kwame Gyekye 1997 · attacca la premessa 1

Gyekye, filosofo ghanese, difende un comunitarismo «moderato». La comunità conta molto, ma la persona possiede capacità proprie (ragione, valutazione, scelta) che le permettono di giudicare i valori della propria comunità e di rivederli. Se la comunità «definisse» interamente la persona, nessuna critica della comunità sarebbe possibile e i diritti individuali sarebbero minacciati.

un difensore risponde
Nessuna risposta possibile: obiezione formulata nel 1997, dopo la morte dell'autore (2021).
Ifeanyi Menkiti difensore dell'argomento · 2004
In un saggio successivo, Menkiti precisa che la «persona» è una nozione normativa: si diventa persona adempiendo i propri doveri verso gli altri, il che è un traguardo morale e non un semplice fatto biologico. Egli sostiene che la comunità ha la priorità, e che ciò non abolisce la libertà della persona matura.
A che punto è il dibattito (nostra sintesi)Dibattito centrale nella filosofia africana della persona: la comunità viene prima dell'individuo (Menkiti) o in equilibrio con lui (Gyekye)? Oggi entrambe le posizioni sono difese, e diversi autori cercano una via intermedia (nostra sintesi).
B
Bernard Matolino e Wenceslaus Kwindingwi 2013 · attacca la conclusione

In «The End of Ubuntu», Matolino e Kwindingwi sostengono che l'ubuntu, rilanciato in Sudafrica dopo l'avvento della democrazia, serve soprattutto come discorso per le élite politiche, che lo presentano come un ritorno a un passato armonioso precedente alla colonizzazione. I suoi ideali si addicono alle piccole comunità di un tempo, non alle società moderne e urbane: come teoria della persona e come etica, avrebbe raggiunto la sua fine.

un difensore risponde
Nessuna risposta possibile: obiezione formulata nel 2013, dopo la morte dell'autore (2021).
T
Thaddeus Metz difensore dell'argomento · 2014
Metz risponde che le loro prove non bastano logicamente a sostenere la loro conclusione: il fatto che un ideale sia usato male dai politici non dimostra che sia falso. Le virtù dell'ubuntu, come il rispetto e l'ospitalità verso gli stranieri, restano compatibili con le grandi società e con la vita nelle città. Lo studio accademico dell'ubuntu, secondo lui, è appena agli inizi.
B
Bernard Matolino 2015
Matolino replica a sua volta che la risposta di Metz non minaccia la loro posizione originaria.
A che punto è il dibattito (nostra sintesi)Questione aperta: l'ubuntu è un'antica saggezza africana, una ricostruzione moderna, o entrambe le cose? Il dibattito Matolino-Kwindingwi-Metz ha suscitato altre risposte, e gli specialisti restano divisi (nostra sintesi).