FilosofiAvicenna

Avicenna

L'anima sa di esistere prima di ogni corpo: l'uomo volante.

Falsafa (aristotelismo arabo)ca. 980 · ca. 1037 IranFilosofo (falsafa)MetafisicoMedicoLogico
وجدتها قد غفلت عن كل شيء، إلا عن ثبوت إنيتها
Lo troveresti attento a nulla, se non al fatto che esiste. Indicazioni e annotazioni, namat 3, sull'uomo volante (nostra traduzione).
Verificata parola per parola
فالفرسية فى نفسها فرسية فقط
La cavallinità, in se stessa, è solo cavallinità. Metafisica, V, 1: la natura «cavallo», presa in se stessa, non è né una né molteplice, né esistente né inesistente.
Verificata parola per parola
إن الأول لا ماهية له غير الإنية
Il Primo non ha altra quiddità che la sua esistenza. Metafisica, VIII, 4.
Verificata parola per parola
ونسبته إلى نفوسنا نسبة الشمس إلى أبصارنا
Esso sta alle nostre anime come il sole sta ai nostri occhi. Libro dell'anima, V, 5, sull'intelletto agente (nostra traduzione).
Verificata parola per parola
إن هذا حكم الصديقين الذين يستشهدون به، لا عليه
Tale è la via dei veridici, che prendono Dio come testimone di ogni cosa, e non le cose come testimoni di Dio. Indicazioni e annotazioni, namat 4 (nostra traduzione).
Verificata parola per parola

Idee sbagliate comuni

Da sfumare
Cartesio ha copiato l'uomo volante di Avicenna per inventare il cogito.

La somiglianza è reale: in entrambi i casi sono certo di esistere facendo astrazione dal mio corpo. Il Libro dell'anima di Avicenna circolava in latino in Europa fin dal XII secolo. Ma nulla prova che Cartesio l'abbia letto, e gli scopi differiscono: Cartesio cerca una certezza che resista al dubbio; Avicenna vuole «risvegliare» il lettore al fatto che l'anima è altro dal corpo. L'influenza resta dibattuta.

Da sfumare
Per Avicenna il mondo è eterno, quindi non è stato creato.

Egli sostiene davvero che il mondo non abbia avuto inizio nel tempo. Ma lo dice creato: essere creato significa ricevere la propria esistenza da un altro, e tutto ciò che non è Dio la riceve da lui a ogni istante. Al-Ghazali giudicherà che un mondo eterno non possa essere veramente creato.

Da sfumare
Per Avicenna, Dio non conosce le cose particolari.

È l'accusa di al-Ghazali, che la giudica contraria all'islam. In realtà Avicenna scrive che Dio conosce tutto «in modo universale», attraverso le cause, e che nessuna cosa singola gli sfugge, «nemmeno il peso di un atomo». Il dibattito riguarda il modo: un Dio che non cambia mai può sapere ciò che accade adesso?