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FilosofiSocrate

Socrate

So di non sapere.

Filosofia socraticaca. 470 a.C. · ca. 399 a.C. GreciaInterrogatoreFilosofa moraleNon scrisse nullaConosciuto tramite testimoni
ὁ δὲ ἀνεξέταστος βίος οὐ βιωτὸς ἀνθρώπῳ
Una vita senza ricerca non vale la pena di essere vissuta.
Verificata parola per parola
ὅτι ἃ μὴ οἶδα οὐδὲ οἴομαι εἰδέναι
Ciò che non so, non credo nemmeno di saperlo.
Verificata parola per parola
οὐκ ἄρα βούλεται, ὦ Μένων, τὰ κακὰ οὐδείς
Nessuno desidera il male.
Verificata parola per parola
ἀλλὰ πολὺ μᾶλλον ποιεῖν ἃ οὑτοσὶ νῦν ποιεῖ, ἄνδρα ἀδίκως ἐπιχειρεῖν ἀποκτεινύναι
È un male molto più grande fare ciò che costui sta facendo ora: cercare di mettere a morte un uomo ingiustamente.
Verificata parola per parola
εἰδέναι μὲν μηδὲν πλὴν αὐτὸ τοῦτο
Non sapeva nulla, tranne il semplice fatto della sua ignoranza (Diogene Laerzio, sei secoli dopo).
Verificata parola per parola

Idee sbagliate comuni

Da sfumare
Socrate disse: «So di non sapere».

La formula non compare nell'Apologia di Platone, il nostro più antico testimone del processo. Il testo dice qualcosa di più preciso: Socrate si giudica «un poco più sapiente» di un uomo ritenuto dotto perché «ciò che non so, non penso nemmeno di saperlo». Aggiunge anzi che sa una cosa: che è male commettere ingiustizia e disobbedire a chi è più sapiente di noi. La forma più vicina alla celebre formula si trova in Diogene Laerzio, sei secoli dopo di lui: «non sapeva nulla, tranne il semplice fatto della sua ignoranza». Non è assurda, poiché conserva un'eccezione, ma è più radicale dell'Apologia, dove Socrate dice di sapere almeno che commettere ingiustizia è un male. Socrate può aver detto qualcosa di simile; la frase esatta non proviene da un testimone diretto.

Da sfumare
Il Socrate dei dialoghi di Platone è il vero Socrate.

Non possiamo affermarlo. Platone è un testimone straordinario, ma è anche un filosofo con una propria dottrina (le Idee, l'anima immortale). Diogene Laerzio osserva già che Platone stesso tratta argomenti (la fisica di Anassagora) che Socrate, nell'Apologia, diceva di lasciare da parte, pur mettendo tutto in bocca a Socrate. Aristotele precisa che non vanno confusi: Socrate cercava definizioni universali, ma non le separava dal mondo sensibile; sono i platonici che ne fecero Idee separate.

Da sfumare
Socrate si interessava solo di morale e mai della natura.

È l'immagine che ne danno Aristotele e Senofonte: avrebbe lasciato da parte la natura per cercare l'universale nell'etica. Diogene Laerzio non è d'accordo: «a mio parere Socrate discorreva di fisica oltre che di etica», dal momento che parla spesso della Provvidenza, anche secondo Senofonte. Su questo punto i nostri testimoni si contraddicono.