Ogni nascita è un nuovo inizio: la storia non è scritta in anticipo
La natalità; il miracolo che salva il mondo
Dunque la storia non obbedisce ad alcuna legge e non ha uno scopo fissato in anticipo: resta aperta, fatta di inizi imprevedibili. Il «miracolo che salva il mondo» è la natalità.
Ogni essere umano che nasce può iniziare qualcosa di nuovo: ciò che farà non si deduce dal passato, dunque nessuna legge può predire la storia.
«Ogni nascita è un nuovo inizio: la storia non è scritta in anticipo» è un argomento di Hannah Arendt (Vita activa. La condizione umana (1958), §1 e §34, 1958) sulla domanda «La storia ha un senso?» (risposta: nessun senso). La sua tesi: Dunque la storia non obbedisce ad alcuna legge e non ha uno scopo fissato in anticipo: resta aperta, fatta di inizi imprevedibili. Il «miracolo che salva il mondo» è la natalità. Secondo la verifica logica di AskPhilosophy (solutore Z3), l'argomento è valido solo se si ammette una premessa che l'autore non formula (P3). AskPhilosophy presenta 4 obiezioni, 1 delle quali con una risposta documentata, e il testo originale di ciascuna premessa, verificato parola per parola.
Molti pensatori hanno creduto che la storia segua una legge, come i pianeti seguono la loro orbita. Arendt risponde con un fatto semplice: in ogni istante nascono esseri nuovi, e ciascuno è capace di iniziare qualcosa che nessuno aveva previsto. L'azione umana somiglia dunque a un miracolo, nel senso di un evento molto improbabile che tuttavia accade regolarmente. Non c'è alcun senso nascosto della storia da scoprire; ci sono inizi, e racconti che ne facciamo a posteriori. Attenzione: «caso» non significa «tutto è permesso». Per Arendt l'imprevedibile è il segno della libertà, non quello del dado che rotola.
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Obiezioni
4Ogni obiezione è una conversazione: clicca per vedere chi risponde e a che punto è il dibattito.
Hegel 1837 · attacca la conclusionePer Hegel, la storia del mondo è il progresso della coscienza della libertà, e in essa governa la ragione: gli individui credono di agire per i propri fini, ma realizzano a loro insaputa un disegno più grande (l'«astuzia della ragione»). L'apparente imprevedibilità delle azioni individuali non impedisce dunque un senso complessivo.
senza risposta
Per Hegel, la storia del mondo è il progresso della coscienza della libertà, e in essa governa la ragione: gli individui credono di agire per i propri fini, ma realizzano a loro insaputa un disegno più grande (l'«astuzia della ragione»). L'apparente imprevedibilità delle azioni individuali non impedisce dunque un senso complessivo.
Karl Marx 1852 · attacca la premessa 3Marx scrive che gli uomini fanno la propria storia, ma non in condizioni scelte da loro: la fanno in circostanze ereditate dal passato. Le loro iniziative sono dunque limitate da strutture (economia, classi) di cui si possono individuare le tendenze. Una certa previsione diventa possibile.
senza risposta
Marx scrive che gli uomini fanno la propria storia, ma non in condizioni scelte da loro: la fanno in circostanze ereditate dal passato. Le loro iniziative sono dunque limitate da strutture (economia, classi) di cui si possono individuare le tendenze. Una certa previsione diventa possibile.
PPeter Turchin (cliodinamica) 2003 · attacca la conclusioneTurchin sostiene che la storia possa essere studiata con modelli matematici verificabili (la «cliodinamica») e che alcune regolarità si ripetano (cicli di ascesa e declino degli Stati, ondate di instabilità). Se tali regolarità esistono, la storia non è priva di leggi.
senza risposta
Turchin sostiene che la storia possa essere studiata con modelli matematici verificabili (la «cliodinamica») e che alcune regolarità si ripetano (cicli di ascesa e declino degli Stati, ondate di instabilità). Se tali regolarità esistono, la storia non è priva di leggi.
Una difficoltà sollevata dalla stessa Arendt (i risvolti negativi dell'azione) 1958 · attacca la premessa 4Arendt osserva che l'azione ha anche due risvolti negativi: è irreversibile (non si può disfare ciò che si è fatto) e imprevedibile nei suoi effetti. Di qui l'obiezione (formulata da noi a partire da questa osservazione): un inizio non è sempre un bene, e la natalità non «salva» nulla se i nuovi venuti fanno del male.
un difensore risponde
Arendt osserva che l'azione ha anche due risvolti negativi: è irreversibile (non si può disfare ciò che si è fatto) e imprevedibile nei suoi effetti. Di qui l'obiezione (formulata da noi a partire da questa osservazione): un inizio non è sempre un bene, e la natalità non «salva» nulla se i nuovi venuti fanno del male.