DomandeSi può essere certi di qualcosa?L'induzione per eliminazione
Si può essere certi di qualcosa?Attraverso l'esperienza, con prudenza

L'induzione per eliminazione

Francesco Bacone 1561 · 1626Sapere è potere: osservare e sperimentare.
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Che cosa sostiene

Dunque l'induzione per eliminazione trova la vera causa di un fenomeno (la sua «forma», dice Bacone), in modo molto più sicuro dell'induzione per semplice enumerazione.

Perché

Un solo caso contrario basta a escludere un'ipotesi; eliminando tutto ciò che è assente quando il fenomeno è presente, rimane la causa.

In breve

«L'induzione per eliminazione» è un argomento di Francesco Bacone (Novum Organum, I, 105 e II, 11-20 (1620)) sulla domanda «Si può essere certi di qualcosa?» (risposta: attraverso l'esperienza, con prudenza). La sua tesi: Dunque l'induzione per eliminazione trova la vera causa di un fenomeno (la sua «forma», dice Bacone), in modo molto più sicuro dell'induzione per semplice enumerazione. Secondo la verifica logica di AskPhilosophy (solutore Z3), l'argomento è valido solo se si ammette una premessa che l'autore non formula (P4, P5). AskPhilosophy presenta 4 obiezioni, 1 delle quali con una risposta documentata, e il testo originale di ciascuna premessa, verificato parola per parola.

Novum Organum, I, 105 e II, 11-20 (1620)
Valido con una premessa implicita

Prendiamo un esempio moderno: «tutti i cigni che ho visto sono bianchi, dunque tutti i cigni sono bianchi». Bacone chiama questo tipo di ragionamento, per semplice enumerazione, un'induzione «puerile», perché un solo esempio contrario (un cigno nero) basta a demolirlo. Propone di rovesciare la difficoltà: poiché un solo esempio contrario basta a escludere un'ipotesi, serviamocene. Per trovare la causa del calore, si compilano tre tavole: i casi in cui c'è calore, i casi vicini in cui non ce n'è, i casi in cui esso aumenta o diminuisce. Poi si elimina ogni spiegazione che non superi anche uno solo di questi test. Ciò che resta è la causa. Il suo tentativo personale, la sua «prima vendemmia», conclude che il calore è un movimento.

P1Un solo esempio contrario basta a escludere un'ipotesi sulla causa di un fenomeno.
P2Si possono raccogliere, alla maniera di uno storico e senza speculazioni affrettate, gli esempi in cui il fenomeno è presente, quelli, molto vicini, in cui è assente, e quelli in cui varia: sono le tre tavole.
P3Con queste tavole, si esclude ogni spiegazione che sia assente dove il fenomeno è presente, presente dove esso è assente, o che non vari con esso. Ne resta una sola.
P4 · premessa implicitaLa vera causa era tra le spiegazioni esaminate, e queste erano ben definite: quella che resta è dunque la causa, nei casi studiati.
P5 · premessa implicitaUna causa trovata nei casi studiati vale ovunque e sempre: la natura segue le stesse leggi nei casi che non sono stati osservati.
Dunque l'induzione per eliminazione trova la vera causa di un fenomeno (la sua «forma», dice Bacone), in modo molto più sicuro dell'induzione per semplice enumerazione.

clicca su una premessa per rifiutarla

Se accetti tutte le premesse, la logica ti obbliga ad accettare la conclusione. Il dibattito riguarda dunque le premesse.
Verificato da un solutore logico: è impossibile che tutte le premesse siano vere e la conclusione falsa.
Senza la premessa implicita: Senza P4, il computer trova un caso in cui tutte le spiegazioni tranne una sono state scartate, ma la vera causa non figurava nell'elenco: la superstite è sbagliata. Senza P5, la causa viene trovata per i casi studiati, ma nulla garantisce che valga per gli altri.
Valido con due premesse implicite, e tutte le premesse sono indispensabili. La parte negativa è molto solida: escludere un'ipotesi smentita da un fatto è un ragionamento ineccepibile (P1). La fragilità sta nella parte positiva: perché la superstite sia la vera causa, occorre che la risposta giusta fosse nell'elenco (P4), e che ciò che vale per i casi studiati valga altrove (P5). Bacone stesso vede la difficoltà di P4 (NO II, 19); P5 è ciò che Hume attaccherà.
Analogia. Un investigatore ha cinque sospettati. Uno era all'estero, un altro in ospedale, tre non hanno la chiave: ne resta uno solo. Il ragionamento è solido, a una condizione: che il colpevole sia davvero tra i cinque. Anche Bacone ha una sua immagine: il vero scienziato non è né la formica che accumula, né il ragno che trae la tela da se stesso, ma l'ape che raccoglie e poi trasforma.

Obiezioni

4

Ogni obiezione è una conversazione: clicca per vedere chi risponde e a che punto è il dibattito.

Obiezione anticipata da Bacone attacca la premessa 4

Ma se le nostre nozioni delle nnature semplici (l'elementare, il celeste, il raro…) sono ancora vaghe e mal definite, come può l'esclusione essere esatta?

Bacone risponde
Bacone
Poiché la verità emerge più facilmente dall'errore che dalla confusione, Bacone permette alla mente, una volta compilate e valutate le tre tavole, di azzardare una prima interpretazione positiva, provvisoria: la sua «prima vendemmia». Sul calore, essa conclude che il calore è un movimento.
Il dibattito continua (nostra sintesi) Poco prima (II, 19), Bacone riconosce che l'esclusione non può essere perfetta all'inizio, e annuncia aiuti più potenti per l'intelletto. Ma il libro II si interrompe incompiuto prima di averli forniti tutti. La «vendemmia» risponde al problema delle nozioni vaghe accettando un'ipotesi provvisoria; non garantisce che la vera causa fosse nell'elenco (P4).
Hume 1748 · attacca la premessa 5

Ogni conclusione tratta dall'esperienza presuppone che il futuro somiglierà al passato. Ma questa somiglianza non può essere provata dall'esperienza senza cadere in un circolo vizioso. Le tavole di Bacone mostrano ciò che è accaduto nei casi osservati: nulla di più. Credere che la causa trovata varrà domani è un'abitudine, non una prova.

senza risposta
Nessuna risposta possibile: obiezione formulata nel 1748, dopo la morte dell'autore (1626).
Il dibattito continua (nostra sintesi) L'obiezione non riguarda solo Bacone: colpisce tutta la scienza sperimentale. Bacone, come i suoi successori, dà per scontato che la natura abbia leggi costanti. Il problema di Hume è ancora oggi dibattuto (si veda l'argomento di Hume sull'induzione).
Kant 1787 · attacca la premessa 2

Osservazioni fatte a caso, senza alcun piano prestabilito, non producono mai una legge. La ragione deve interrogare la natura come un giudice interroga i testimoni: con le proprie domande, progettando i suoi esperimenti secondo i propri princìpi. Raccogliere i fatti «senza speculazione precipitosa» non basta dunque: occorrono prima una domanda e un principio.

senza risposta
Nessuna risposta possibile: obiezione formulata nel 1787, dopo la morte dell'autore (1626).
Il dibattito continua (nostra sintesi) Kant non rifiuta Bacone: nella stessa prefazione riconosce a «Bacone da Verulamio» il merito di aver in parte provocato, in parte stimolato la rivoluzione della fisica sperimentale. Ciò che gli rimprovera è soprattutto l'idea di un'osservazione neutrale. Bacone, dal canto suo, voleva un'esperienza «debitamente ordinata» (NO I, 82) e ammetteva un'ipotesi provvisoria (NO II, 20).
Karl Popper 1934 · attacca la premessa 4

L'elenco delle spiegazioni possibili non è mai completo: ce ne sono sempre infinite. L'eliminazione non può dunque mai provare che una teoria è vera. La scienza avanza per congetture audaci, che si cerca di confutare; una teoria che resiste non è provata, è solo non ancora confutata.

senza risposta
sintesi: il suo testo non è ancora nel nostro corpus
Nessuna risposta possibile: obiezione formulata nel 1934, dopo la morte dell'autore (1626).
Il dibattito continua (nostra sintesi) Popper conserva l'idea più forte di Bacone: l'asimmetria tra confermare e confutare (P1). Ne trae una conclusione più modesta: la scienza non trova «la forma vera», scarta errori. Entrambi concordano sul ruolo decisivo dell'istanza contraria.