Si può essere certi di qualcosa?Sì, attraverso la ragione

Il cogito

René Descartes 1596 · 1650Dubitare di tutto per trovare ciò che resiste al dubbio.
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Che cosa sostiene

Dunque sono.

Perché

Anche se dubito o sono ingannato, penso; e per pensare, bisogna esistere.

In breve

«Il cogito» è un argomento di René Descartes (Discorso IV · Meditazione II) sulla domanda «Si può essere certi di qualcosa?» (risposta: sì, attraverso la ragione). La sua tesi: Dunque sono. Secondo la verifica logica di AskPhilosophy (solutore Z3), l'argomento è valido solo se si ammette una premessa che l'autore non formula (P2). AskPhilosophy presenta 3 obiezioni, 2 delle quali con una risposta documentata, e il testo originale di ciascuna premessa, verificato parola per parola.

Discorso IV · Meditazione II
Valido con una premessa implicita

Cartesio cerca una sola verità che non possa essere messa in dubbio, anche immaginando un genio maligno che lo inganni su tutto.

P1Penso: dubito, credo di essere ingannato.
P2 · premessa implicitaPer pensare, bisogna essere: ciò che pensa non può non esistere.
Dunque sono.

clicca su una premessa per rifiutarla

Se accetti tutte le premesse, la logica ti obbliga ad accettare la conclusione. Il dibattito riguarda dunque le premesse.
Verificato da un solutore logico: è impossibile che tutte le premesse siano vere e la conclusione falsa.
Senza la premessa implicita: Senza P2, il computer trova un mondo possibile in cui qualcosa pensa senza esistere. È assurdo, ma nulla nella sola P1 lo esclude.
Così com'è, «penso, dunque sono» salta un passaggio: serve P2, che lo stesso Cartesio ammette nei Principi (I, 10). Con P2 la conclusione segue necessariamente. Ma Cartesio precisa che non si tratta di un ragionamento in più passaggi: è un'intuizione immediata.
Analogia. Si può dubitare di tutto ciò che si vede in un sogno: i luoghi, le persone, il proprio corpo. Non si può dubitare che ci sia qualcuno che sta sognando.

Obiezioni

3

Ogni obiezione è una conversazione: clicca per vedere chi risponde e a che punto è il dibattito.

Gassendi 1641 · attacca la premessa 1

Perché il pensiero? «Passeggio, dunque sono» funzionerebbe altrettanto bene: qualsiasi azione prova che si esiste.

Descartes risponde
Descartes
Posso sognare di camminare senza avere nemmeno un corpo. Solo la consapevolezza di camminare, che è un pensiero, è certa.
L
La lettura «sillogistica» 1641 · attacca la premessa 2

Se il cogito poggia sulla regola generale «tutto ciò che pensa esiste», Cartesio sapeva già qualcosa prima della sua prima certezza. Cartesio formula lui stesso questa obiezione per rispondervi.

Descartes risponde
Descartes
Non è un sillogismo: «penso, dunque sono» si coglie come qualcosa di per sé evidente. La regola generale si apprende a partire da questo caso, non il contrario.
L
Lichtenberg 1790 · attacca la premessa 1

L'«io» è di troppo. Dovremmo dire «pensa», come diciamo «lampeggia». Che il pensiero appartenga a un soggetto è già un'ipotesi.

senza risposta
Nessuna risposta possibile: obiezione formulata nel 1790, dopo la morte dell'autore (1650).