Gli universi in rotazione: se si può risalire nel passato, il trascorrere del tempo non è oggettivo
L'universo di Gödel; le curve di tipo tempo chiuse
Dunque il passaggio del tempo non è un fatto oggettivo, nemmeno nel nostro mondo: il tempo che passa è un'apparenza legata al nostro modo di percezione, come hanno pensato Parmenide, Kant e gli idealisti.
Le leggi di natura permettono mondi in cui si ritorna nel proprio passato: nulla giustifica allora un fluire oggettivo del tempo.
«Gli universi in rotazione: se si può risalire nel passato, il trascorrere del tempo non è oggettivo» è un argomento di Kurt Gödel («A Remark about the Relationship between Relativity Theory and Idealistic Philosophy» (1949); Rev. Mod. Phys. 21 (1949), 1949) sulla domanda «Il tempo esiste davvero?» (risposta: il passare è un'illusione). La sua tesi: Dunque il passaggio del tempo non è un fatto oggettivo, nemmeno nel nostro mondo: il tempo che passa è un'apparenza legata al nostro modo di percezione, come hanno pensato Parmenide, Kant e gli idealisti. Secondo la verifica logica di AskPhilosophy (solutore Z3), l'argomento è valido solo se si ammette una premessa che l'autore non formula (P5). AskPhilosophy presenta 3 obiezioni, 1 delle quali con una risposta documentata, e il testo originale di ciascuna premessa, verificato parola per parola.
Einstein aveva mostrato che «adesso» dipende dall'osservatore. Gödel va oltre. Nel 1949 trova una soluzione delle equazioni di Einstein: un universo in rotazione in cui, viaggiando su un razzo lungo una curva sufficientemente ampia, si può raggiungere qualsiasi regione del passato, del presente e del futuro. Un tempo che scorre oggettivamente sarebbe un tempo in cui il passato non ritorna mai. Eppure qui il passato può essere visitato. Gödel ne conclude che non si può addurre alcuna ragione per ammettere un trascorrere oggettivo del tempo in questi mondi, e che ciò getta luce anche sul nostro mondo: la nostra esperienza del tempo che passa potrebbe essere un'apparenza, come pensavano Parmenide e Kant.
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Obiezioni
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II cosmologi (osservazioni) 1949 · attacca la premessa 5Il nostro universo non ruota come il modello di Gödel: è in espansione, e le osservazioni non vi mostrano curve di tipo tempo chiuse. Un argomento tratto da un mondo che non è il nostro non dice dunque nulla sul tempo reale.
un difensore risponde
Il nostro universo non ruota come il modello di Gödel: è in espansione, e le osservazioni non vi mostrano curve di tipo tempo chiuse. Un argomento tratto da un mondo che non è il nostro non dice dunque nulla sul tempo reale.
Stephen Hawking 1992 · attacca la premessa 1Hawking propone la «congettura della protezione cronologica»: le leggi della fisica (in particolare gli effetti quantistici) impedirebbero la formazione di curve di tipo tempo chiuse. Se è vero, l'universo di Gödel è una curiosità matematica che la fisica esclude, e da esso non si può trarre la conclusione.
senza risposta
Hawking propone la «congettura della protezione cronologica»: le leggi della fisica (in particolare gli effetti quantistici) impedirebbero la formazione di curve di tipo tempo chiuse. Se è vero, l'universo di Gödel è una curiosità matematica che la fisica esclude, e da esso non si può trarre la conclusione.
Arthur Prior (teoria A del tempo) 1959 · attacca la premessa 3Obiezione ricostruita a partire da Prior, che non si rivolge a Gödel: quando, dopo una prova, diciamo «grazie a Dio è finita», siamo contenti che sia passata, non di una relazione di date tra due eventi. I nostri atteggiamenti presuppongono dunque un passato reale e un presente reale. Per i sostenitori del divenire, questa esperienza è un dato che una teoria del tempo deve spiegare, e che un modello fisico non può limitarsi a dichiarare illusorio.
senza risposta
Obiezione ricostruita a partire da Prior, che non si rivolge a Gödel: quando, dopo una prova, diciamo «grazie a Dio è finita», siamo contenti che sia passata, non di una relazione di date tra due eventi. I nostri atteggiamenti presuppongono dunque un passato reale e un presente reale. Per i sostenitori del divenire, questa esperienza è un dato che una teoria del tempo deve spiegare, e che un modello fisico non può limitarsi a dichiarare illusorio.