Non invento ipotesi: la scienza stabilisce leggi, non cause ultime
«Hypotheses non fingo»
Dunque la scienza stabilisce con certezza che la gravità esiste e agisce secondo leggi che rendono conto dei moti dei cieli e del mare, ma la causa di questa forza resta al di là di ciò che essa può stabilire. «Ci basta che la gravità esista realmente e agisca secondo le leggi che abbiamo esposto.»
Si è dimostrato che la gravità esiste e segue delle leggi; la sua causa non è stata dedotta dai fenomeni, perciò resta fuori dalla scienza.
«Non invento ipotesi: la scienza stabilisce leggi, non cause ultime» è un argomento di Isaac Newton (Principia, 2ª ed. (1713), Scolio generale; lettera a Bentley (1693), 1713) sulla domanda «La scienza può spiegare tutto?» (risposta: vera, ma non tutto). La sua tesi: Dunque la scienza stabilisce con certezza che la gravità esiste e agisce secondo leggi che rendono conto dei moti dei cieli e del mare, ma la causa di questa forza resta al di là di ciò che essa può stabilire. «Ci basta che la gravità esista realmente e agisca secondo le leggi che abbiamo esposto.». Secondo la verifica logica di AskPhilosophy (solutore Z3), l'argomento è valido solo se si ammette una premessa che l'autore non formula (P4). AskPhilosophy presenta 3 obiezioni, 3 delle quali con una risposta documentata, e il testo originale di ciascuna premessa, verificato parola per parola.
Newton ha appena spiegato le maree, le orbite dei pianeti e la caduta dei sassi con una sola forza, la gravità. Che cosa la produce? Ammette di non saperlo, e ne fa un principio: non formulerà ipotesi. Ciò che si può dedurre dai fenomeni lo si afferma; ciò che non se ne può dedurre non lo si inventa. Per Newton, la scienza offre verità sicure sul modo in cui le cose si comportano, ma si ferma prima della questione del perché ultimo.
clicca su una premessa per rifiutarla
Senza la premessa implicita: Senza P4, si potrebbe accettare tutto il resto e dire: anche le leggi di Newton sono strumenti di calcolo, non verità. Allora la scienza non stabilirebbe nulla di vero, né sulla causa né sulle leggi.
Obiezioni
3Ogni obiezione è una conversazione: clicca per vedere chi risponde e a che punto è il dibattito.
Gottfried Wilhelm Leibniz 1716 · attacca la premessa 4Leibniz ritiene che una forza che agisce a distanza senza che nulla la spieghi non sia una vera legge, ma una «qualità occulta» o un miracolo perpetuo. Per lui, una regolarità è naturale solo se può essere spiegata dalla natura delle cose: senza una causa, la legge di Newton non è ancora conosciuta.
un difensore risponde
Leibniz ritiene che una forza che agisce a distanza senza che nulla la spieghi non sia una vera legge, ma una «qualità occulta» o un miracolo perpetuo. Per lui, una regolarità è naturale solo se può essere spiegata dalla natura delle cose: senza una causa, la legge di Newton non è ancora conosciuta.
Pierre Duhem 1906 · attacca la premessa 3Duhem sostiene che la legge di gravitazione non è ricavata dai fenomeni per induzione: contraddice persino le leggi di Keplero da cui pretende di partire. Se la teoria di Newton è esatta, quelle leggi sono false. Essa si regge dunque sull'accordo dell'intera teoria con l'osservazione, non su una pura deduzione.
un difensore risponde
Duhem sostiene che la legge di gravitazione non è ricavata dai fenomeni per induzione: contraddice persino le leggi di Keplero da cui pretende di partire. Se la teoria di Newton è esatta, quelle leggi sono false. Essa si regge dunque sull'accordo dell'intera teoria con l'osservazione, non su una pura deduzione.
Pierre-Simon de Laplace 1814 · attacca la conclusioneLaplace immagina un'intelligenza che conoscesse tutte le forze della natura e la posizione di tutti gli esseri: abbraccerebbe nella stessa formula i movimenti dei corpi celesti e quelli del più piccolo atomo, e nulla sarebbe incerto per essa. Aggiunge che lo spirito umano, con le sue scoperte in meccanica e in geometria unite alla gravitazione universale, si avvicina incessantemente a questa intelligenza, da cui tuttavia resterà sempre infinitamente lontano. La nostra lettura: per Laplace nulla nella natura sfugge in linea di principio alle leggi che la scienza cerca; il limite posto da Newton sarebbe un limite di fatto, non di principio.
un difensore risponde
Laplace immagina un'intelligenza che conoscesse tutte le forze della natura e la posizione di tutti gli esseri: abbraccerebbe nella stessa formula i movimenti dei corpi celesti e quelli del più piccolo atomo, e nulla sarebbe incerto per essa. Aggiunge che lo spirito umano, con le sue scoperte in meccanica e in geometria unite alla gravitazione universale, si avvicina incessantemente a questa intelligenza, da cui tuttavia resterà sempre infinitamente lontano. La nostra lettura: per Laplace nulla nella natura sfugge in linea di principio alle leggi che la scienza cerca; il limite posto da Newton sarebbe un limite di fatto, non di principio.