Credere in Dio senza prove può essere razionale: la credenza «di base»
L'epistemologia riformata; la credenza propriamente di base
Pertanto la credenza in Dio può essere propriamente di base: razionale (o garantita) senza essere dedotta da una prova. L'esigenza di prove non è stabilita.
La regola che vieta le credenze senza prove non soddisfa le proprie stesse condizioni: non è né evidente né dimostrata.
«Credere in Dio senza prove può essere razionale: la credenza «di base»» è un argomento di Alvin Plantinga («Reason and Belief in God», 1983; Warranted Christian Belief, 2000, 1983) sulla domanda «Si deve credere senza prove?» (risposta: la fede va oltre). La sua tesi: Pertanto la credenza in Dio può essere propriamente di base: razionale (o garantita) senza essere dedotta da una prova. L'esigenza di prove non è stabilita. Secondo la verifica logica di AskPhilosophy (solutore Z3), l'argomento è valido solo se si ammette una premessa che l'autore non formula (P5, P7). AskPhilosophy presenta 3 obiezioni, 3 delle quali con una risposta documentata, e il testo originale di ciascuna premessa, verificato parola per parola.
Una lunga tradizione (Clifford, Russell, molti altri) risponde di no alla domanda: si può credere in Dio senza prove senza essere irrazionali? Il filosofo americano Alvin Plantinga (nato nel 1932) rovescia la questione. Secondo lui, tutti abbiamo credenze che non deduciamo da nessun'altra: che fuori c'è la neve, che stamattina abbiamo pranzato, che il mondo non è stato creato dieci minuti fa con i nostri ricordi. Queste credenze sono «di base»: sono i punti di partenza del nostro pensiero. Il fondazionalismo classico (Cartesio, Locke) afferma che sono propriamente di base solo le credenze evidenti di per sé, incorreggibili o evidenti ai sensi, e che ogni altra credenza razionale deve essere dedotta da queste. Plantinga mostra che questa regola non regge secondo il proprio stesso criterio: non soddisfa le proprie condizioni, e condannerebbe quasi tutto ciò che crediamo. Ne conclude che la credenza in Dio può essere, come la memoria o la percezione, una credenza propriamente di base, senza prove. Si ispira a Calvino e a Reid, e chiama questa posizione «epistemologia riformata». Attenzione: egli non pretende di provare che Dio esiste, né che una credenza qualsiasi possa essere di base. Negli anni Duemila sostituisce la parola «razionale» con «garantito» (warranted): una credenza è garantita quando proviene da facoltà che funzionano bene, in un ambiente appropriato.
clicca su una premessa per rifiutarla
Senza la premessa implicita: Senza P5, il computer trova un caso in cui la regola non soddisfa le proprie condizioni e condanna le nostre credenze ordinarie, senza che occorra respingerla: la conclusione non segue.
Obiezioni
3Ogni obiezione è una conversazione: clicca per vedere chi risponde e a che punto è il dibattito.
L'obiezione della «Grande Zucca» (formulata da Plantinga) 1983 · attacca la conclusioneSe la credenza in Dio può essere propriamente di base, allora lo può essere anche qualunque altra credenza, per quanto bizzarra. Tanto varrebbe sostenere che la credenza nella Grande Zucca, che ritorna ogni Halloween nel campo di zucche più sincero, sia propriamente di base.
Plantinga risponde
Se la credenza in Dio può essere propriamente di base, allora lo può essere anche qualunque altra credenza, per quanto bizzarra. Tanto varrebbe sostenere che la credenza nella Grande Zucca, che ritorna ogni Halloween nel campo di zucche più sincero, sia propriamente di base.
Vedi il seguito del dibattito (1)
William K. Clifford 1877 · attacca la conclusionePer Clifford è male, sempre, ovunque e per chiunque, credere qualsiasi cosa sulla base di prove insufficienti. Credere in Dio senza prove sarebbe dunque una colpa morale. Plantinga lo colloca tra gli evidenzialisti classici.
Plantinga risponde
Per Clifford è male, sempre, ovunque e per chiunque, credere qualsiasi cosa sulla base di prove insufficienti. Credere in Dio senza prove sarebbe dunque una colpa morale. Plantinga lo colloca tra gli evidenzialisti classici.
Michael Martin 1990 · attacca la conclusionePer Martin, non appena una credenza viene dichiarata «di base», essa sfugge a ogni critica razionale. Il fondazionalismo di Plantinga sarebbe dunque «radicalmente relativistico».
Plantinga risponde
Per Martin, non appena una credenza viene dichiarata «di base», essa sfugge a ogni critica razionale. Il fondazionalismo di Plantinga sarebbe dunque «radicalmente relativistico».