Le costituzioni girano in un ciclo: l'anaciclosi di Polibio
L'anaciclosi, il ciclo delle costituzioni
Dunque la storia politica segue un ciclo naturale: i regimi nascono, crescono, decadono e ritornano, e nessuna costituzione sfugge alla decadenza, nemmeno quella di Roma.
Ogni regime puro degenera nel suo gemello malvagio, e le generazioni che dimenticano il male fanno girare i regimi in un ciclo.
«Le costituzioni girano in un ciclo: l'anaciclosi di Polibio» è un argomento di Polybe (Storie, libro VI, 3-9 e 57 (ca. 150 a.C.)) sulla domanda «La storia ha un senso?» (risposta: cicli). La sua tesi: Dunque la storia politica segue un ciclo naturale: i regimi nascono, crescono, decadono e ritornano, e nessuna costituzione sfugge alla decadenza, nemmeno quella di Roma. Secondo la verifica logica di AskPhilosophy (solutore Z3), l'argomento è valido solo se si ammette una premessa che l'autore non formula (P4). AskPhilosophy presenta 3 obiezioni, 3 delle quali con una risposta documentata, e il testo originale di ciascuna premessa, verificato parola per parola.
Polibio, un greco portato a Roma come ostaggio dopo la sconfitta della Macedonia, cerca di capire come Roma abbia sottomesso quasi tutto il mondo conosciuto in meno di cinquantatré anni. Nel libro VI descrive le costituzioni come esseri viventi. Distingue tre forme buone (monarchia, aristocrazia, democrazia) e tre forme cattive che le corrompono (tirannide, oligarchia, oclocrazia). Esse si susseguono in un ordine naturale, poi il ciclo ricomincia. Roma vi sfugge a lungo grazie a una costituzione mista, ma non per sempre. Attenzione: il libro VI ci è giunto solo per estratti, e la traduzione citata (1889) è antica.
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Senza la premessa implicita: Senza P4, il computer trova un mondo in cui le generazioni dimenticano e i regimi si corrompono, ma in cui il passaggio da un regime all'altro varia secondo le circostanze: una tendenza, senza un ciclo regolare.
Obiezioni
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Obiezione anticipata da Aristotele 330 a.C. · attacca la premessa 3Le costituzioni mutano più spesso nella forma opposta che in quella vicina. La tirannide non si trasforma sempre nella forma successiva: passa anche da tirannide a tirannide o a oligarchia. Non esiste un ordine unico, dunque nessun ciclo che ritorni al punto di partenza.
Polybe risponde
Le costituzioni mutano più spesso nella forma opposta che in quella vicina. La tirannide non si trasforma sempre nella forma successiva: passa anche da tirannide a tirannide o a oligarchia. Non esiste un ordine unico, dunque nessun ciclo che ritorni al punto di partenza.
Machiavelli 1531 · attacca la conclusioneÈ questo il circolo in cui ruotano tutti gli Stati, ma è raro che ricadano negli stessi governi: quasi nessuna repubblica ha vita sufficiente per percorrere più volte questi mutamenti. Spesso diventa suddita di un vicino meglio ordinato prima di averli compiuti.
Polybe risponde
È questo il circolo in cui ruotano tutti gli Stati, ma è raro che ricadano negli stessi governi: quasi nessuna repubblica ha vita sufficiente per percorrere più volte questi mutamenti. Spesso diventa suddita di un vicino meglio ordinato prima di averli compiuti.
Hegel 1837 · attacca la conclusioneI mutamenti della natura mostrano soltanto un ciclo che si ripete senza sosta, e nulla di nuovo vi accade sotto il sole. Solo nel dominio dello spirito appare qualcosa di nuovo: la storia umana non è dunque un cerchio, ma una capacità di mutamento verso il meglio.
un difensore risponde
I mutamenti della natura mostrano soltanto un ciclo che si ripete senza sosta, e nulla di nuovo vi accade sotto il sole. Solo nel dominio dello spirito appare qualcosa di nuovo: la storia umana non è dunque un cerchio, ma una capacità di mutamento verso il meglio.