DomandeLa storia ha un senso?Le costituzioni girano in un ciclo: l'anaciclosi di Polibio
La storia ha un senso?Cicli

Le costituzioni girano in un ciclo: l'anaciclosi di Polibio

L'anaciclosi, il ciclo delle costituzioni

Polybe 200 a.C. · 118 a.C.Storico greco: le costituzioni si trasformano l'una nell'altra secondo un ciclo naturale.
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Che cosa sostiene

Dunque la storia politica segue un ciclo naturale: i regimi nascono, crescono, decadono e ritornano, e nessuna costituzione sfugge alla decadenza, nemmeno quella di Roma.

Perché

Ogni regime puro degenera nel suo gemello malvagio, e le generazioni che dimenticano il male fanno girare i regimi in un ciclo.

In breve

«Le costituzioni girano in un ciclo: l'anaciclosi di Polibio» è un argomento di Polybe (Storie, libro VI, 3-9 e 57 (ca. 150 a.C.)) sulla domanda «La storia ha un senso?» (risposta: cicli). La sua tesi: Dunque la storia politica segue un ciclo naturale: i regimi nascono, crescono, decadono e ritornano, e nessuna costituzione sfugge alla decadenza, nemmeno quella di Roma. Secondo la verifica logica di AskPhilosophy (solutore Z3), l'argomento è valido solo se si ammette una premessa che l'autore non formula (P4). AskPhilosophy presenta 3 obiezioni, 3 delle quali con una risposta documentata, e il testo originale di ciascuna premessa, verificato parola per parola.

Storie, libro VI, 3-9 e 57 (ca. 150 a.C.)
Valido con una premessa implicita

Polibio, un greco portato a Roma come ostaggio dopo la sconfitta della Macedonia, cerca di capire come Roma abbia sottomesso quasi tutto il mondo conosciuto in meno di cinquantatré anni. Nel libro VI descrive le costituzioni come esseri viventi. Distingue tre forme buone (monarchia, aristocrazia, democrazia) e tre forme cattive che le corrompono (tirannide, oligarchia, oclocrazia). Esse si susseguono in un ordine naturale, poi il ciclo ricomincia. Roma vi sfugge a lungo grazie a una costituzione mista, ma non per sempre. Attenzione: il libro VI ci è giunto solo per estratti, e la traduzione citata (1889) è antica.

P1Esistono sei forme di governo: tre pure (monarchia, aristocrazia, democrazia) e tre che le corrompono (tirannide, oligarchia, oclocrazia). Ogni forma pura degenera naturalmente nella sua forma cattiva, che viene rovesciata a favore della successiva.
P2Il meccanismo è quello delle generazioni: quando una nuova generazione succede a quella che ha sofferto, la lunga abitudine indebolisce in essa il valore dell'uguaglianza e della libertà, e alcuni cercano il potere.
P3Questo è il ciclo regolare delle rivoluzioni costituzionali: l'ordine naturale in cui le costituzioni cambiano, si trasformano e ritornano al loro stadio originario.
P4 · premessa implicitaSe ogni regime è spinto dalle proprie cause naturali verso il successivo, e l'ultimo riconduce al primo, allora la storia politica si ripete in cicli.
Dunque la storia politica segue un ciclo naturale: i regimi nascono, crescono, decadono e ritornano, e nessuna costituzione sfugge alla decadenza, nemmeno quella di Roma.

clicca su una premessa per rifiutarla

Se accetti tutte le premesse, la logica ti obbliga ad accettare la conclusione. Il dibattito riguarda dunque le premesse.
Verificato da un solutore logico: è impossibile che tutte le premesse siano vere e la conclusione falsa.
Senza la premessa implicita: Senza P4, il computer trova un mondo in cui le generazioni dimenticano e i regimi si corrompono, ma in cui il passaggio da un regime all'altro varia secondo le circostanze: una tendenza, senza un ciclo regolare.
Valido con P4. P4 passa da un meccanismo (una generazione dimentica) a una legge di ripetizione (i regimi ritornano sempre nello stesso ordine). Senza P4, si può ammettere che l'oblio abbia un ruolo senza che l'ordine dei regimi sia fisso. Lo stesso Polibio concede che ci si può sbagliare sulle date, ma raramente sulla fase raggiunta (VI, 9).
Analogia. Le età di una vita: nascita, vigore, vecchiaia, morte, poi altre nascite altrove. Polibio paragona le costituzioni a corpi viventi. Come un medico sa a che punto è un malato senza prevederne la data di morte, lo storico sa a che punto è una città senza prevederne il giorno esatto.

Obiezioni

3

Ogni obiezione è una conversazione: clicca per vedere chi risponde e a che punto è il dibattito.

Obiezione anticipata da Aristotele 330 a.C. · attacca la premessa 3

Le costituzioni mutano più spesso nella forma opposta che in quella vicina. La tirannide non si trasforma sempre nella forma successiva: passa anche da tirannide a tirannide o a oligarchia. Non esiste un ordine unico, dunque nessun ciclo che ritorni al punto di partenza.

Polybe risponde
Non abbiamo ancora individuato una risposta diretta di Polybe nei suoi testi.
Polybe Passo di Polibio, posteriore ad Aristotele (che non è nominato)
Polibio non pretende di prevedere le date né ogni dettaglio. Chi ha compreso il ciclo può sbagliarsi sul momento in cui avverrà un dato mutamento, ma raramente si sbaglierà del tutto sullo stadio di crescita o di declino che una costituzione ha raggiunto. Il ciclo è presentato come un ordine dominante, non come una legge senza scarti.
Il dibattito continua (nostra sintesi) Aristotele scrive prima di Polibio e prende di mira il ciclo di Platone (Repubblica VIII, criticato in Politica V, 12); Polibio riconosce che Platone e altri lo hanno trattato «con maggiore accuratezza» ma in modo troppo complesso per la maggior parte delle persone (VI, 5), e ne offre una versione semplificata, fondata sulla psicologia delle generazioni. Ammette un margine d'errore sulle date (VI, 9) e una causa esterna, imprevedibile (VI, 57). Non abbiamo trovato alcuna risposta di Polibio che discuta direttamente i mutamenti «verso l'opposto». (Nostra sintesi.)
A che punto è il dibattito (nostra sintesi)Disaccordo di fondo: esiste un ordine unico di successione dei regimi o soltanto tendenze alla corruzione? Lo schema di Polibio resta uno strumento di confronto, discusso come legge. Questione aperta.
Machiavelli 1531 · attacca la conclusione

È questo il circolo in cui ruotano tutti gli Stati, ma è raro che ricadano negli stessi governi: quasi nessuna repubblica ha vita sufficiente per percorrere più volte questi mutamenti. Spesso diventa suddita di un vicino meglio ordinato prima di averli compiuti.

Polybe risponde
vedi l'argomento
Polybe Passo di Polibio, scritto prima dell'obiezione
Polibio distingue due fonti naturali di declino: l'una esterna, che non si può definire con precisione, l'altra interna, che segue un ordine definito. È l'ordine interno che egli descrive.
Il dibattito continua (nostra sintesi) I due autori concordano: il ciclo è uno schema della corruzione interna. Machiavelli ne ricava che la conquista da parte di un vicino è, in pratica, la fine più frequente. Per lui, i conflitti tra i grandi e il popolo, lungi dall'essere un male, hanno aiutato Roma a restare libera; Polibio vi vede soprattutto la forza dell'equilibrio dei poteri. (Nostra sintesi.)
A che punto è il dibattito (nostra sintesi)Disaccordo circoscritto: il ciclo si compie davvero, o è soprattutto una griglia di lettura per comprendere il declino? Entrambi gli autori mantengono la costituzione mista come rimedio parziale. Questione aperta.
Hegel 1837 · attacca la conclusione

I mutamenti della natura mostrano soltanto un ciclo che si ripete senza sosta, e nulla di nuovo vi accade sotto il sole. Solo nel dominio dello spirito appare qualcosa di nuovo: la storia umana non è dunque un cerchio, ma una capacità di mutamento verso il meglio.

un difensore risponde
vedi l'argomento
Nessuna risposta possibile: obiezione formulata nel 1837, dopo la morte dell'autore (-118).
Giambattista Vico difensore dell'argomento · 1744
Vico difende una storia ciclica che non è quella della natura. Il corso delle nazioni non è né un destino, perché gli uomini l'hanno fatto per scelta, né un caso, perché agendo sempre così giungono alle stesse cose. Il ritorno deriva da ciò che gli uomini fanno, non da una necessità della natura. (Testo anteriore a Hegel, che non è nominato.)
Karl Popper 1957
Popper colloca questa dottrina, da Platone a Vico e Spengler, tra quelle che applicano a una società il ciclo vitale di un organismo. I casi di ripetizione riuniscono circostanze molto diverse, che possono mutare ciò che segue: una somiglianza non fa una legge, anche se gli uomini agiscono per scelta.
vedi l'argomento
Il dibattito continua (nostra sintesi) Hegel (lezioni del 1822-1831, pubblicate dopo la sua morte dai suoi allievi) non cita Polibio in questo passo, ma oppone il ciclo della natura alla novità dello spirito. Polibio stesso descrive regimi che nascono, crescono e declinano come organismi, ed è esattamente ciò che Hegel chiama il naturale. Resta da decidere se le vicende umane siano più vicine agli organismi o allo spirito. (Nostra sintesi.)
A che punto è il dibattito (nostra sintesi)Disaccordo di fondo: la storia è un ciclo naturale che si ripete, o un processo in cui lo spirito fa emergere il nuovo? Vico accetta il ritorno pur dicendolo fatto dagli uomini; Popper contesta che delle somiglianze facciano una legge. Questione aperta.