DomandePerché esiste qualcosa anziché il nulla?Se ogni fatto contingente ha una spiegazione, la totalità dei fatti contingenti è spiegata da un essere necessario
Perché esiste qualcosa anziché il nulla?C'è una ragione

Se ogni fatto contingente ha una spiegazione, la totalità dei fatti contingenti è spiegata da un essere necessario

L'argomento cosmologico dal principio di ragion sufficiente (Pruss)

Alexander Pruss nato nel 1973Filosofo e matematico che difende il principio di ragion sufficiente e gli argomenti cosmologici.
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Che cosa sostiene

Dunque esiste un essere necessario che agisce, ed è lui a spiegare perché ci sono cose contingenti anziché nulla.

Perché

Nessun fatto contingente può spiegare tutti i fatti contingenti senza girare in tondo: occorre un essere necessario.

In breve

«Se ogni fatto contingente ha una spiegazione, la totalità dei fatti contingenti è spiegata da un essere necessario» è un argomento di Alexander Pruss (The Principle of Sufficient Reason: A Reassessment, 2006, 2006) sulla domanda «Perché esiste qualcosa anziché il nulla?» (risposta: c'è una ragione). La sua tesi: Dunque esiste un essere necessario che agisce, ed è lui a spiegare perché ci sono cose contingenti anziché nulla. Secondo la verifica logica di AskPhilosophy (solutore Z3), l'argomento è valido solo se si ammette una premessa che l'autore non formula (P4). AskPhilosophy presenta 3 obiezioni, 3 delle quali con una risposta documentata, e il testo originale di ciascuna premessa, verificato parola per parola.

The Principle of Sufficient Reason: A Reassessment, 2006
Valido con una premessa implicita

In un libro del 2006 il filosofo e matematico Alexander Pruss difende il principio di ragion sufficiente (PSR): tutto ciò che accade ha una ragione per cui accade, almeno per le verità contingenti, quelle che avrebbero potuto essere diverse. Ne ricava un argomento in più passaggi. Prendiamo la congiunzione di tutte le verità contingenti, che egli chiama il «Grande Fatto Contingente Congiuntivo». È contingente, quindi ha una spiegazione. Ma questa spiegazione non può citare alcun essere, alcuna legge né alcuna condizione iniziale contingenti, poiché fanno parte di ciò che deve essere spiegato. Resta un essere necessario che agisce. Una precisazione: lo stesso Pruss osserva che ciò lascia aperte due questioni, se questo essere sia il Dio del teismo e se il PSR sia vero. La prima metà del libro difende il PSR e la seconda risponde alle obiezioni; molte di esse compaiono qui sotto.

P1Principio di ragion sufficiente: ogni verità contingente ha una spiegazione.
P2La congiunzione di tutte le verità contingenti è essa stessa contingente e vera. Ha dunque una spiegazione.
P3Questa spiegazione non può passare per alcun essere contingente, né per le leggi di natura o le condizioni iniziali se sono contingenti, poiché tutto ciò fa parte della congiunzione: sarebbe un circolo vizioso. Neppure una catena infinita di spiegazioni parziali spiega il tutto, poiché spiegare ciascun elemento non spiega la totalità.
P4 · premessa implicitaLe uniche spiegazioni possibili sono quelle di un essere necessario che agisce, di un essere o di un fatto contingente, o di una catena senza fine di tali fatti. Se P3 esclude le ultime due, resta la prima.
Dunque esiste un essere necessario che agisce, ed è lui a spiegare perché ci sono cose contingenti anziché nulla.

clicca su una premessa per rifiutarla

Se accetti tutte le premesse, la logica ti obbliga ad accettare la conclusione. Il dibattito riguarda dunque le premesse.
Verificato da un solutore logico: è impossibile che tutte le premesse siano vere e la conclusione falsa.
Senza la premessa implicita: Senza P4, il computer trova un caso in cui il principio di ragione vale, il tutto contingente ha una spiegazione di un tipo non esaminato, e non esiste alcun essere necessario.
Valido con P4. Senza di essa, si potrebbe immaginare una spiegazione di un terzo tipo. Pruss esamina altre spiegazioni (scientifica, riduttiva, circolare) e le esclude una a una; i possibili punti deboli sono dunque P3 e soprattutto P1, che il libro difende in più capitoli. Chiamare Dio questo essere richiede un passo ulteriore.
Analogia. Una storia di famiglia in cui ogni persona è stata cresciuta da un'altra, senza fine. Ciascuna è spiegata dalla precedente, ma «perché esistono le famiglie?» resta senza risposta finché la spiegazione cita qualcuno della famiglia. L'immagine è nostra.

Obiezioni

3

Ogni obiezione è una conversazione: clicca per vedere chi risponde e a che punto è il dibattito.

Peter van Inwagen 1983 · attacca la premessa 1

Se la congiunzione p di tutte le verità contingenti ha una spiegazione q, allora q è essa stessa contingente, quindi uno dei congiunti di p. Finirebbe per spiegare se stessa, il che è assurdo. Il principio di ragione sarebbe dunque falso, oppure renderebbe tutto necessario (il «fatalismo modale»).

Pruss risponde
Alexander Pruss 2006 · La risposta di Pruss
Pruss, riprendendo un argomento di Davey e Clifton (2001), contesta l'esistenza stessa di questa congiunzione. La collezione di tutte le verità contingenti non è un insieme: non esiste un insieme di tutti i cardinali, e l'argomento di van Inwagen presuppone che si possa parlare di una qualsiasi sottocongiunzione.
A che punto è il dibattito (nostra sintesi)Il disaccordo riguarda la possibilità di spiegare la totalità dei fatti contingenti senza che la spiegazione ne faccia parte. Pruss risponde con la teoria degli insiemi, ma riconosce che l'argomento di van Inwagen potrebbe funzionare restringendo la congiunzione; risponde allora con la spiegazione libera di un essere necessario. I suoi critici ritengono che la versione ristretta dell'argomento regga. Nessun ampio accordo.
David Hume 1779 · attacca la premessa 3

In una catena di cause, ogni parte è causata dalla precedente. Chiedere poi la causa del tutto è un atto arbitrario della mente: spiegare ogni particella spiega la collezione (principio ripreso in seguito da Edwards).

un difensore risponde
vedi l'argomento
Alexander Pruss difensore dell'argomento · 2006
Pruss sostiene che il principio di Hume e Edwards è falso. Esso presuppone che spiegare gli elementi basti a spiegare il tutto, mentre la spiegazione non si somma (Gale): spiegare perché ciascuno di due uomini si trova all'angolo della strada non dice perché si trovino lì insieme.
A che punto è il dibattito (nostra sintesi)Ciascuna parte ritiene che l'altra presupponga ciò che va dimostrato: per Hume la causa di ogni parte esaurisce la questione; per Pruss lascia senza risposta il fatto che queste parti esistano insieme. Un punto di fondo non risolto (nostra sintesi).
Alexander Vilenkin 1982 · attacca la premessa 1

Modelli di cosmologia quantistica, come quello di Vilenkin, descrivono un universo creato per effetto tunnel a partire da uno stato privo di spazio e tempo, senza condizione iniziale. Letti in questo modo, suggeriscono che un universo possa comparire senza causa preliminare, il che contraddirebbe il principio di ragione.

un difensore risponde
vedi l'argomento
Non abbiamo ancora individuato una risposta diretta di Pruss nei suoi testi.
Alexander Pruss difensore dell'argomento · 2006
Pruss aggiunge che la disputa tra un fisico teista e un fisico ateo su un simile modello non è un disaccordo di fisica ma di filosofia: concordano sul modello e divergono sulla questione se esso descriva tutta la realtà.
Il dibattito continua (nostra sintesi) Vilenkin scriveva prima di Pruss. Nel suo libro (cap. 4, § 4.5), Pruss risponde a questo tipo di modello: l'intuizione dei fisici rende probabile soltanto un mondo possibile in cui l'universo fisico nasce senza causa fisica, il che è compatibile con il PSR, che non dice che le cause dei fenomeni fisici siano sempre fisiche.
A che punto è il dibattito (nostra sintesi)Il disaccordo riguarda la portata dei modelli fisici: descrivono tutta la realtà, o soltanto la sua parte fisica? La fisica stessa non risolve questo punto (nostra sintesi).