Se ogni fatto contingente ha una spiegazione, la totalità dei fatti contingenti è spiegata da un essere necessario
L'argomento cosmologico dal principio di ragion sufficiente (Pruss)
Dunque esiste un essere necessario che agisce, ed è lui a spiegare perché ci sono cose contingenti anziché nulla.
Nessun fatto contingente può spiegare tutti i fatti contingenti senza girare in tondo: occorre un essere necessario.
«Se ogni fatto contingente ha una spiegazione, la totalità dei fatti contingenti è spiegata da un essere necessario» è un argomento di Alexander Pruss (The Principle of Sufficient Reason: A Reassessment, 2006, 2006) sulla domanda «Perché esiste qualcosa anziché il nulla?» (risposta: c'è una ragione). La sua tesi: Dunque esiste un essere necessario che agisce, ed è lui a spiegare perché ci sono cose contingenti anziché nulla. Secondo la verifica logica di AskPhilosophy (solutore Z3), l'argomento è valido solo se si ammette una premessa che l'autore non formula (P4). AskPhilosophy presenta 3 obiezioni, 3 delle quali con una risposta documentata, e il testo originale di ciascuna premessa, verificato parola per parola.
In un libro del 2006 il filosofo e matematico Alexander Pruss difende il principio di ragion sufficiente (PSR): tutto ciò che accade ha una ragione per cui accade, almeno per le verità contingenti, quelle che avrebbero potuto essere diverse. Ne ricava un argomento in più passaggi. Prendiamo la congiunzione di tutte le verità contingenti, che egli chiama il «Grande Fatto Contingente Congiuntivo». È contingente, quindi ha una spiegazione. Ma questa spiegazione non può citare alcun essere, alcuna legge né alcuna condizione iniziale contingenti, poiché fanno parte di ciò che deve essere spiegato. Resta un essere necessario che agisce. Una precisazione: lo stesso Pruss osserva che ciò lascia aperte due questioni, se questo essere sia il Dio del teismo e se il PSR sia vero. La prima metà del libro difende il PSR e la seconda risponde alle obiezioni; molte di esse compaiono qui sotto.
clicca su una premessa per rifiutarla
Senza la premessa implicita: Senza P4, il computer trova un caso in cui il principio di ragione vale, il tutto contingente ha una spiegazione di un tipo non esaminato, e non esiste alcun essere necessario.
Obiezioni
3Ogni obiezione è una conversazione: clicca per vedere chi risponde e a che punto è il dibattito.
Peter van Inwagen 1983 · attacca la premessa 1Se la congiunzione p di tutte le verità contingenti ha una spiegazione q, allora q è essa stessa contingente, quindi uno dei congiunti di p. Finirebbe per spiegare se stessa, il che è assurdo. Il principio di ragione sarebbe dunque falso, oppure renderebbe tutto necessario (il «fatalismo modale»).
Pruss risponde
Se la congiunzione p di tutte le verità contingenti ha una spiegazione q, allora q è essa stessa contingente, quindi uno dei congiunti di p. Finirebbe per spiegare se stessa, il che è assurdo. Il principio di ragione sarebbe dunque falso, oppure renderebbe tutto necessario (il «fatalismo modale»).
David Hume 1779 · attacca la premessa 3In una catena di cause, ogni parte è causata dalla precedente. Chiedere poi la causa del tutto è un atto arbitrario della mente: spiegare ogni particella spiega la collezione (principio ripreso in seguito da Edwards).
un difensore risponde
In una catena di cause, ogni parte è causata dalla precedente. Chiedere poi la causa del tutto è un atto arbitrario della mente: spiegare ogni particella spiega la collezione (principio ripreso in seguito da Edwards).
Alexander Vilenkin 1982 · attacca la premessa 1Modelli di cosmologia quantistica, come quello di Vilenkin, descrivono un universo creato per effetto tunnel a partire da uno stato privo di spazio e tempo, senza condizione iniziale. Letti in questo modo, suggeriscono che un universo possa comparire senza causa preliminare, il che contraddirebbe il principio di ragione.
un difensore risponde
Modelli di cosmologia quantistica, come quello di Vilenkin, descrivono un universo creato per effetto tunnel a partire da uno stato privo di spazio e tempo, senza condizione iniziale. Letti in questo modo, suggeriscono che un universo possa comparire senza causa preliminare, il che contraddirebbe il principio di ragione.