DomandeLa storia ha un senso?La storia ripete la stessa cosa in altre forme: «eadem, sed aliter»
La storia ha un senso?Nessun senso

La storia ripete la stessa cosa in altre forme: «eadem, sed aliter»

Eadem, sed aliter

Arthur Schopenhauer 1788 · 1860La vita oscilla tra la sofferenza e la noia.
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Che cosa sostiene

Dunque il motto della storia è «eadem, sed aliter»: la stessa cosa, in modo diverso. Non ha né scopo né piano, ma conserva un valore, quello di essere la memoria ragionata del genere umano.

Perché

La storia tratta solo casi unici, e sotto costumi mutevoli si ritrova la stessa natura umana: nessun piano, nessun progresso.

In breve

«La storia ripete la stessa cosa in altre forme: «eadem, sed aliter»» è un argomento di Arthur Schopenhauer (Il mondo come volontà e rappresentazione, II, cap. 38 «Sulla storia» (1844; 2ª ed. 1859), 1819) sulla domanda «La storia ha un senso?» (risposta: nessun senso). La sua tesi: Dunque il motto della storia è «eadem, sed aliter»: la stessa cosa, in modo diverso. Non ha né scopo né piano, ma conserva un valore, quello di essere la memoria ragionata del genere umano. Secondo la verifica logica di AskPhilosophy (solutore Z3), l'argomento è valido solo se si ammette una premessa che l'autore non formula (P5). AskPhilosophy presenta 3 obiezioni, 3 delle quali con una risposta documentata, e il testo originale di ciascuna premessa, verificato parola per parola.

Il mondo come volontà e rappresentazione, II, cap. 38 «Sulla storia» (1844; 2ª ed. 1859)
Valido con una premessa implicita

Questo breve capitolo è scritto contro i filosofi della storia del suo tempo, soprattutto gli hegeliani, di cui Schopenhauer parla con durezza. Sostiene tre cose. La storia non è una scienza, perché non ha concetti generali: si limita ad accostare fatti unici. Voler leggervi un piano complessivo, verso un fine, è un'illusione: solo gli individui hanno una vita dotata di unità. Infine, ciò che la storia mostra sempre è la stessa natura umana, con i suoi difetti, sotto altri costumi. Attenzione: giudica gli hegeliani con ironia; noi citiamo soprattutto i suoi argomenti.

P1La materia della storia è il singolare nella sua singolarità e nella sua contingenza: ciò che è una volta e poi non è mai più. Non ha dunque il carattere della scienza, che conosce il particolare mediante il generale.
P2Solo l'individuo, non il genere umano, ha un'unità di coscienza reale e immediata: l'unità del corso di vita del genere umano, o di un popolo, è una pura finzione.
P3Dall'inizio alla fine, la storia non fa che ripetere la stessa cosa sotto altri nomi e in altre vesti: ciò che resta è la natura dell'uomo, con i suoi difetti e le sue qualità, e non un progresso.
P4I filosofi che «costruiscono» la storia finiscono sempre con uno Stato prospero e ben ordinato, con la tecnica e l'industria, e al più con un progresso dell'intelletto: è il solo possibile, poiché la morale resta nella sostanza immutata.
P5 · premessa implicitaSe la storia è fatta di fatti unici privi di una vera unità, se ripete la stessa natura umana e se la morale non cambia, allora non ha alcun piano complessivo né alcun progresso da scoprire.
Dunque il motto della storia è «eadem, sed aliter»: la stessa cosa, in modo diverso. Non ha né scopo né piano, ma conserva un valore, quello di essere la memoria ragionata del genere umano.

clicca su una premessa per rifiutarla

Se accetti tutte le premesse, la logica ti obbliga ad accettare la conclusione. Il dibattito riguarda dunque le premesse.
Verificato da un solutore logico: è impossibile che tutte le premesse siano vere e la conclusione falsa.
Senza la premessa implicita: Senza P5, il computer trova un mondo in cui la storia è fatta di fatti unici e ripete tratti umani costanti, ma in cui nel corso dei secoli si produce un miglioramento lento e reale, per esempio della violenza.
Valido con P5. P5 è il nesso che porta da quattro constatazioni (fatti unici, assenza di unità del genere umano, ripetizione, morale costante) a una negazione (né piano né progresso). Senza di esso, si possono ammettere le quattro constatazioni senza escludere un progresso a lungo termine troppo lento per essere visibile. Attenzione: P4 è un'affermazione sulla storia morale dell'umanità che storici e psicologi discutono.
Analogia. Uno spettatore che guarda uno spettacolo di marionette i cui costumi cambiano da un atto all'altro. Le commedie si chiamano «Roma», «Bisanzio», «Parigi»; le marionette si muovono come sempre. Per Schopenhauer, chi ha visto una commedia ha visto il soggetto di tutte le altre.

Obiezioni

3

Ogni obiezione è una conversazione: clicca per vedere chi risponde e a che punto è il dibattito.

Hegel 1837 · attacca la conclusione

La storia del mondo è il progresso nella coscienza della libertà, un progresso di cui dobbiamo riconoscere la necessità. Le passioni degli individui ne sono gli strumenti, e la ragione vi si realizza: la storia ha un senso.

Schopenhauer risponde
vedi l'argomento
Schopenhauer Passo di Schopenhauer, scritto contro questa tesi
Schopenhauer risponde che tutti coloro che costruiscono in questo modo il corso del mondo non hanno compreso la verità principale di ogni filosofia: che in ogni tempo esso è la stessa cosa, che ogni divenire è apparente, che solo le Idee permangono e che il tempo è ideale.
Il dibattito continua (nostra sintesi) Il disaccordo non riguarda solo i fatti, ma ciò che è reale: per Schopenhauer (che si richiama a Platone e a Kant) il divenire è un'apparenza; per Hegel la natura si ripete, ma lo spirito fa apparire il nuovo (stessa Introduzione). Schopenhauer avvicina dunque la storia alla natura, Hegel la allontana da essa. (Nostra sintesi.)
A che punto è il dibattito (nostra sintesi)Disaccordo di fondo: il divenire storico è un luogo di senso (Hegel) o la ripetizione di una stessa natura (Schopenhauer)? Ciascuno parte da una metafisica che l'altro rifiuta. Questione aperta.
S
Steven Pinker 2011 · attacca la premessa 4

I dati storici su omicidi, guerre e torture mostrano un calo della violenza nel corso dei secoli. Non è lo stesso abito sulla stessa natura: costumi, istituzioni e ragione hanno realmente cambiato il comportamento morale medio.

Schopenhauer risponde
Schopenhauer Posizione precedente di Schopenhauer
Schopenhauer sostiene che i miglioramenti possibili sono quelli della tecnica e dell'intelletto, mentre la morale rimane sostanzialmente immutata, e che la morale, che è ciò che importa, dipende dalla direzione della volontà di ciascun individuo.
Il dibattito continua (nostra sintesi) Pinker misura i comportamenti (violenze osservate); Schopenhauer parla della direzione della volontà, che le statistiche non misurano. Ciascuno può dunque dire che l'altro cambia argomento. I critici di Pinker contestano inoltre i suoi dati e la sua interpretazione, per esempio sulle guerre del Novecento. (Nostra sintesi.)
A che punto è il dibattito (nostra sintesi)Disaccordo di fondo: il progresso morale si misura dai comportamenti o dalle disposizioni interiori? I dati sulla violenza sono a loro volta oggetto di dibattito. Questione aperta.
R
R. G. Collingwood 1946 · attacca la premessa 1

La storia è una forma di conoscenza a pieno titolo: non si riduce a sommare fatti singolari, perché lo storico ripensa i pensieri degli agenti del passato. Ha un proprio metodo e un proprio rigore, diversi da quelli delle scienze naturali, e non è meno seria di esse.

Schopenhauer risponde
Schopenhauer Schopenhauer, nello stesso testo
Schopenhauer riconosce alla storia un valore proprio: essa è la autocoscienza razionale del genere umano. Solo grazie ad essa un popolo diventa pienamente consapevole di sé, come un individuo grazie alla memoria.
R
R. G. Collingwood 1936
Collingwood ammette che una scienza dello spirito possa stabilire regolarità e ricorrenze. Ma non può garantire che valgano al di là del periodo storico da cui provengono i suoi fatti: i comportamenti dipendono da ordini sociali, che sono storici e cambiano. Il «medesimo» tratto umano non sarebbe dunque una natura fissa.
Il dibattito continua (nostra sintesi) Collingwood e Schopenhauer concordano dunque sull'utilità della storia, ma non sulla sua natura: per Collingwood essa comprende pensieri individuali datati, per Schopenhauer mostra soltanto gli stessi tratti umani. Collingwood risponde che le regolarità osservate dipendono da un'epoca. Il disaccordo riguarda ciò che lo storico comprende leggendo il passato. (Nostra sintesi.)
A che punto è il dibattito (nostra sintesi)Disaccordo di fondo: la storia rivela pensieri singolari, intelligibili in sé, o sempre la stessa natura umana? Questione aperta.