Le culture nascono, maturano e muoiono: il tramonto dell'Occidente
Il tramonto dell'Occidente
Dunque l'Occidente sta entrando in un declino paragonabile a quello dell'Antichità, che occuperà i primi secoli del prossimo millennio: la storia di ogni cultura è un ciclo, e l'Occidente non vi sfugge.
Ogni cultura vive come un organismo dall'infanzia alla vecchiaia e finisce come civiltà irrigidita; l'Occidente sta entrando in questa fase.
«Le culture nascono, maturano e muoiono: il tramonto dell'Occidente» è un argomento di Oswald Spengler (Il tramonto dell'Occidente, vol. I (1918, ed. riveduta 1923), Introduzione) sulla domanda «La storia ha un senso?» (risposta: cicli). La sua tesi: Dunque l'Occidente sta entrando in un declino paragonabile a quello dell'Antichità, che occuperà i primi secoli del prossimo millennio: la storia di ogni cultura è un ciclo, e l'Occidente non vi sfugge. Secondo la verifica logica di AskPhilosophy (solutore Z3), l'argomento è valido solo se si ammette una premessa che l'autore non formula (P4). AskPhilosophy presenta 3 obiezioni, 1 delle quali con una risposta documentata, e il testo originale di ciascuna premessa, verificato parola per parola.
Oswald Spengler, ex insegnante di liceo tedesco, scrive il suo libro prima e durante la Prima guerra mondiale; esce nel 1918. Vi propone di sostituire lo schema consueto (Antichità, Medioevo, età moderna), che mette al centro l'Europa, con un confronto tra otto culture: egizia, babilonese, indiana, cinese, classica, araba, messicana e occidentale. Ciascuna è un organismo con la sua infanzia, la sua giovinezza, la sua maturità e il suo declino, e finisce come «civiltà», rigida e urbana. Poiché le fasi si assomigliano, lo storico potrebbe, a suo avviso, prevedere a grandi linee il tramonto dell'Occidente. Nota: citiamo l'edizione tedesca riveduta del 1923 e la traduzione inglese del 1926 (Atkinson).
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Senza la premessa implicita: Senza P4, il computer trova un mondo in cui tutte le culture passate hanno un ciclo di vita, ma in cui la nostra è di un altro tipo e prosegue il suo cammino: un modello valido solo per il passato.
Obiezioni
3Ogni obiezione è una conversazione: clicca per vedere chi risponde e a che punto è il dibattito.
Karl Popper 1957 · attacca la premessa 4Non si può verificare una legge universale se si è sempre limitati all'osservazione di un unico processo. Eppure Spengler e altri applicano alle società il ciclo vitale di un animale o di una pianta, come se le leggi di vita delle civiltà potessero essere studiate come quelle di una specie. La storia umana, però, è un processo unico, e osservare un unico processo non permette neppure di prevederne la prosecuzione.
senza risposta
Non si può verificare una legge universale se si è sempre limitati all'osservazione di un unico processo. Eppure Spengler e altri applicano alle società il ciclo vitale di un animale o di una pianta, come se le leggi di vita delle civiltà potessero essere studiate come quelle di una specie. La storia umana, però, è un processo unico, e osservare un unico processo non permette neppure di prevederne la prosecuzione.
Francis Fukuyama 1989 · attacca la conclusioneCiò che vediamo non è il declino di una cultura tra le altre, ma l'universalizzazione della democrazia liberale occidentale come forma finale di governo. Se le idee liberali conquistano il mondo, l'Occidente non è un ciclo che si chiude, ma il punto d'arrivo dell'evoluzione delle idee.
un difensore risponde
Ciò che vediamo non è il declino di una cultura tra le altre, ma l'universalizzazione della democrazia liberale occidentale come forma finale di governo. Se le idee liberali conquistano il mondo, l'Occidente non è un ciclo che si chiude, ma il punto d'arrivo dell'evoluzione delle idee.
TTheodor W. Adorno 1950 · attacca la premessa 3Adorno riconosce che gli eventi hanno spesso dato ragione alle previsioni di Spengler. Ma Spengler fa della storia un destino naturale e del declino una fatalità cieca. Questa visione fa apparire inevitabili l'ordine esistente e il potere, e dimentica che ciò che declina porta in sé anche la possibilità di una vita più libera.
senza risposta
Adorno riconosce che gli eventi hanno spesso dato ragione alle previsioni di Spengler. Ma Spengler fa della storia un destino naturale e del declino una fatalità cieca. Questa visione fa apparire inevitabili l'ordine esistente e il potere, e dimentica che ciò che declina porta in sé anche la possibilità di una vita più libera.