La democrazia liberale, punto d'arrivo della storia delle idee
La fine della storia
Dunque ciò a cui assistiamo è la fine della storia in quanto tale: il punto d'arrivo dell'evoluzione ideologica dell'umanità e l'universalizzazione della democrazia liberale occidentale come forma finale di governo umano.
Fascismo e comunismo hanno fallito, e nessuna ideologia rivale fa meglio della democrazia liberale: l'evoluzione delle idee sembra conclusa.
«La democrazia liberale, punto d'arrivo della storia delle idee» è un argomento di Francis Fukuyama («The End of History?», The National Interest, estate 1989; La fine della storia e l'ultimo uomo (1992)) sulla domanda «La storia ha un senso?» (risposta: il progresso). La sua tesi: Dunque ciò a cui assistiamo è la fine della storia in quanto tale: il punto d'arrivo dell'evoluzione ideologica dell'umanità e l'universalizzazione della democrazia liberale occidentale come forma finale di governo umano. Secondo la verifica logica di AskPhilosophy (solutore Z3), l'argomento è valido solo se si ammette una premessa che l'autore non formula (P4). AskPhilosophy presenta 3 obiezioni, 3 delle quali con una risposta documentata, e il testo originale di ciascuna premessa, verificato parola per parola.
Nel 1989, pochi mesi prima della caduta del Muro di Berlino, il politologo americano Francis Fukuyama pubblicò un articolo destinato a fare epoca. La sua tesi, spesso fraintesa: non dice che non ci saranno più eventi. Dice che la storia, intesa come competizione delle grandi idee sul miglior modo di governare, sembra giunta al suo termine. Si ispira a Hegel, riletto da Alexandre Kojève: la storia è un conflitto di princìpi che si conclude quando un regime risponde a ciò che gli uomini chiedono, il riconoscimento della loro dignità. Sviluppò l'idea in un libro nel 1992. Attenzione: questo testo è protetto da diritti d'autore; vengono citate solo frasi brevi dell'articolo, verificate su una copia dell'articolo pubblicato.
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Senza la premessa implicita: Senza P4, il computer trova un mondo in cui i rivali di oggi sono esauriti, ma in cui compaiono nuove sfide e il mondo materiale non segue l'idea liberale: una pausa, non una fine.
Obiezioni
3Ogni obiezione è una conversazione: clicca per vedere chi risponde e a che punto è il dibattito.
SSamuel Huntington 1993 · attacca la conclusioneLa fonte fondamentale dei conflitti nel nuovo mondo non sarà più innanzitutto ideologica o economica, ma culturale. Le civiltà, con le loro religioni e le loro identità, sono i grandi attori. La fine della guerra fredda non riporta il mondo verso un unico modello occidentale: libera altre linee di frattura.
Fukuyama risponde
La fonte fondamentale dei conflitti nel nuovo mondo non sarà più innanzitutto ideologica o economica, ma culturale. Le civiltà, con le loro religioni e le loro identità, sono i grandi attori. La fine della guerra fredda non riporta il mondo verso un unico modello occidentale: libera altre linee di frattura.
JJacques Derrida 1993 · attacca la premessa 1Mentre alcuni annunciano che l'ideale della democrazia liberale si è finalmente realizzato, mai la violenza, la disuguaglianza, l'esclusione e la fame hanno colpito tanti esseri umani nella storia della Terra. Questo discorso sulla fine della storia è, secondo Derrida, un vangelo della vittoria che nasconde questa realtà.
Fukuyama risponde
Mentre alcuni annunciano che l'ideale della democrazia liberale si è finalmente realizzato, mai la violenza, la disuguaglianza, l'esclusione e la fame hanno colpito tanti esseri umani nella storia della Terra. Questo discorso sulla fine della storia è, secondo Derrida, un vangelo della vittoria che nasconde questa realtà.
Obiezione anticipata da Fukuyama 1989 · attacca la conclusioneLa fine della storia sarà un'epoca molto triste. La lotta per il riconoscimento, la disponibilità a rischiare la vita per un obiettivo astratto, la lotta ideologica mondiale che suscitava audacia, coraggio, immaginazione e idealismo saranno sostituite dal calcolo economico e dalla soddisfazione di sofisticate richieste di consumo. Un mondo senza arte né filosofia, in cui si conserva soltanto il museo della storia umana.
Fukuyama risponde
La fine della storia sarà un'epoca molto triste. La lotta per il riconoscimento, la disponibilità a rischiare la vita per un obiettivo astratto, la lotta ideologica mondiale che suscitava audacia, coraggio, immaginazione e idealismo saranno sostituite dal calcolo economico e dalla soddisfazione di sofisticate richieste di consumo. Un mondo senza arte né filosofia, in cui si conserva soltanto il museo della storia umana.