Viktor Frankl
Psichiatra sopravvissuto ai lager: il senso si trova dedicandosi a una causa, e la felicità arriva per giunta.
La sua vita
Viktor Frankl (1905-1997), neurologo e psichiatra viennese, sopravvisse a quattro lager nazisti, tra cui Auschwitz; i suoi genitori, suo fratello e sua moglie morirono nei campi. Fondò la logoterapia, secondo cui la forza che anima l'essere umano è la ricerca di un senso, anche nella sofferenza. Il suo racconto Man's Search for Meaning (in italiano Uno psicologo nei lager) è diventato uno dei libri più letti sul senso della vita.
Le sue opere
Racconto della vita nel lager ed esposizione della logoterapia: il senso si trova nell'amore, nell'opera e nel modo di affrontare la sofferenza inevitabile.
Espone l'analisi esistenziale e la dimensione «noetica» della persona, al di là del corpo e della psiche.
Cosa ha scritto
« Se la vita ha un senso, allora deve esserci un senso anche nella sofferenza. La sofferenza è una parte ineliminabile della vita, come il destino e la morte. »
« In ultima analisi, l'uomo non dovrebbe chiedersi quale sia il senso della sua vita, ma riconoscere che è lui a essere interrogato. »
Posizioni
clicca su una riga per vedere la provaParla di un «Dio inconscio»: una religiosità latente in ogni persona, che lascia aperta alla fede personale.
Frankl, The Unconscious God (1948)
Oltre al corpo e alla psiche, la persona ha una dimensione «noetica» dello spirito, propriamente umana.
Frankl, The Doctor and the Soul (1946)
L'uomo è condizionato ma non determinato: anche nel lager conserva la libertà di scegliere il proprio atteggiamento.
Frankl, Man's Search for Meaning (1946)
I valori sono scoperti, non inventati, e la coscienza è l'organo che percepisce il senso unico di una situazione.
Frankl, The Will to Meaning (1969)
Il senso non è inventato ma scoperto: ogni situazione di vita pone una domanda alla quale solo la persona può rispondere.
Frankl, Man's Search for Meaning (1946)