Richard Rorty
Il parlare di sensazioni potrebbe un giorno scomparire, sostituito dal linguaggio delle neuroscienze.
La sua vita
Richard Rorty (1931-2007), nato a New York, insegnò a Princeton, all'Università della Virginia e a Stanford. In La filosofia e lo specchio della natura (1979) attaccò l'idea che la mente rispecchi la realtà e promosse un pragmatismo privo di fondamenti ultimi. Sostenne che la verità non è corrispondenza con il mondo e che la filosofia dovrebbe mantenere viva la conversazione anziché cercare certezze.
Le sue opere
Critica l'idea che la conoscenza rappresenti la realtà.
Raccolta di saggi che difende un pragmatismo antifondazionalista.
Sostiene che i nostri vocabolari sono contingenti e che la solidarietà si costruisce.
Cosa ha scritto
« Il mondo non parla. Solo noi parliamo. »
« Non c'è nulla di profondo dentro di noi, se non ciò che vi abbiamo messo noi stessi. »
Posizioni
clicca su una riga per vedere la provaÈ un non credente e pensa che la religione debba restare privata e non bloccare la conversazione pubblica.
Rorty, Religion as a Conversation-stopper (1994)
Nessun vocabolario né credenza è definitivo o fondato sulla realtà stessa; tutti sono strumenti contingenti.
Rorty, Contingency, Irony, and Solidarity (1989)
Ha difeso il materialismo eliminativista: il parlare di sensazioni potrebbe essere sostituito dal linguaggio delle neuroscienze.
Rorty, Mind-Body Identity, Privacy, and Categories (1965)
Non c'è alcuna verità morale in attesa di essere scoperta; il progresso morale lo costruiamo allargando il nostro senso del «noi».
Rorty, Contingency, Irony, and Solidarity (1989)
Nulla dà in anticipo un senso alla vita; ciascuno si crea una descrizione di sé e uno scopo.
Rorty, Contingency, Irony, and Solidarity (1989)