L'angelo della storia: il progresso visto come una tempesta
L'angelo della storia
Dunque non esiste un senso della storia come progresso verso il meglio; occorre spazzolare la storia contropelo, dal punto di vista dei vinti, e cogliere l'occasione di interrompere il corso delle cose.
L'angelo della storia vede un'unica catastrofe che accumula macerie; ciò che chiamiamo progresso è la tempesta che lo spinge.
«L'angelo della storia: il progresso visto come una tempesta» è un argomento di Walter Benjamin (Sul concetto di storia (Tesi), IX, VII, XIII (1940)) sulla domanda «La storia ha un senso?» (risposta: nessun senso). La sua tesi: Dunque non esiste un senso della storia come progresso verso il meglio; occorre spazzolare la storia contropelo, dal punto di vista dei vinti, e cogliere l'occasione di interrompere il corso delle cose. Secondo la verifica logica di AskPhilosophy (solutore Z3), l'argomento è valido solo se si ammette una premessa che l'autore non formula (P5). AskPhilosophy presenta 3 obiezioni, 3 delle quali con una risposta documentata, e il testo originale di ciascuna premessa, verificato parola per parola.
Walter Benjamin scrisse queste diciotto tesi nella primavera del 1940, in Francia, mentre l'esercito tedesco avanzava; pochi mesi prima, il patto tra Hitler e Stalin aveva deluso le sue speranze. Morì al confine spagnolo a settembre, prima di poterle pubblicare. Nella tesi IX descrive un quadro di Paul Klee, «Angelus Novus», e ne fa un'immagine della storia: un angelo che guarda al passato come a un cumulo di rovine, mentre una tempesta lo spinge verso il futuro. Questa tempesta, dice, è ciò che chiamiamo progresso. Attenzione: il testo è ellittico, mescola il vocabolario marxista e quello teologico, e non era stato preparato per la pubblicazione; è stato interpretato in modi molto diversi.
clicca su una premessa per rifiutarla
Senza la premessa implicita: Senza P5, il computer trova un mondo in cui la storia lascia rovine e vittime, la cultura è anche barbarie, eppure il tutto avanza verso un miglioramento reale, misurato in speranza di vita o in libertà.
Obiezioni
3Ogni obiezione è una conversazione: clicca per vedere chi risponde e a che punto è il dibattito.
Hegel 1837 · attacca la premessa 5Anche se si considera la storia come un mattatoio in cui sono stati sacrificati la felicità dei popoli, la saggezza degli Stati e la virtù degli individui, il pensiero deve chiedersi a quale scopo finale siano stati offerti questi immensi sacrifici. Vedere soltanto le rovine significa fermarsi al lamento e rifiutare di comprendere.
Benjamin risponde
Anche se si considera la storia come un mattatoio in cui sono stati sacrificati la felicità dei popoli, la saggezza degli Stati e la virtù degli individui, il pensiero deve chiedersi a quale scopo finale siano stati offerti questi immensi sacrifici. Vedere soltanto le rovine significa fermarsi al lamento e rifiutare di comprendere.
SSteven Pinker 2018 · attacca la premessa 5I dati degli ultimi due secoli mostrano un progresso reale e misurabile: l'aspettativa di vita, l'alfabetizzazione, la ricchezza, la salute e, secondo Pinker, la diminuzione della violenza sono avanzate quasi ovunque. Ridurre la storia a una catastrofe significa ignorare questi guadagni, che hanno salvato un numero molto elevato di vite.
Benjamin risponde
I dati degli ultimi due secoli mostrano un progresso reale e misurabile: l'aspettativa di vita, l'alfabetizzazione, la ricchezza, la salute e, secondo Pinker, la diminuzione della violenza sono avanzate quasi ovunque. Ridurre la storia a una catastrofe significa ignorare questi guadagni, che hanno salvato un numero molto elevato di vite.
Kant 1798 · attacca la conclusioneL'esperienza può mostrare un segno di progresso morale: l'entusiasmo disinteressato degli spettatori della Rivoluzione francese rivela, secondo Kant, una disposizione del genere umano al bene. Non si può quindi concludere che ci sia solo catastrofe: la storia contiene segni che permettono di sperare.
un difensore risponde
L'esperienza può mostrare un segno di progresso morale: l'entusiasmo disinteressato degli spettatori della Rivoluzione francese rivela, secondo Kant, una disposizione del genere umano al bene. Non si può quindi concludere che ci sia solo catastrofe: la storia contiene segni che permettono di sperare.