DomandeChe cos'è l'amore?L'amore è il desiderio della bellezza, e riposa solo in Dio
Che cos'è l'amore?Un'ascesa verso il bello

L'amore è il desiderio della bellezza, e riposa solo in Dio

L'amore platonico di Ficino; il desiderio di bellezza

Marsile Ficin 1433 · 1499Ha tradotto Platone per l'Europa e ha fatto dell'amore un desiderio di bellezza che sale dal corpo fino a Dio.
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Che cosa sostiene

Amare è dunque salire: dalla bellezza dei corpi a quella dell'anima, poi a quella degli angeli, fino alla bellezza di Dio, nella quale soltanto il desiderio di bellezza trova il suo riposo.

Perché

Amare è desiderare la bellezza; la bellezza di un corpo viene da una bellezza più alta, infinita in Dio, che sola placa il desiderio.

La stessa idea attraverso la storia
Platone380 a.C.Platone, il Simposio: Diotima descrive la scala dell'amore, dai bei corpi fino al Bello in sé. Ficino ne ha dato il primo grande commento del Rinascimento.
Marsile Ficin1469Commentarium in Convivium Platonis de amore (1469): Ficino definisce l'amore come desiderio di bellezza, distingue l'amore dalla semplice passione, e fa dell'ascesa dell'anima verso la bellezza di Dio il senso di ogni amore. L'espressione «amore platonico» viene da lui.
In breve

«L'amore è il desiderio della bellezza, e riposa solo in Dio» è un argomento di Marsile Ficin (Commento al Simposio di Platone, De amore, 1469, 1469) sulla domanda «Che cos'è l'amore?» (risposta: un'ascesa verso il bello). La sua tesi: Amare è dunque salire: dalla bellezza dei corpi a quella dell'anima, poi a quella degli angeli, fino alla bellezza di Dio, nella quale soltanto il desiderio di bellezza trova il suo riposo. Secondo la verifica logica di AskPhilosophy (solutore Z3), l'argomento è valido solo se si ammette una premessa che l'autore non formula (P5). AskPhilosophy presenta 3 obiezioni, 1 delle quali con una risposta documentata, e il testo originale di ciascuna premessa, verificato parola per parola.

Commento al Simposio di Platone, De amore, 1469
Valido con una premessa implicita

A Firenze, Marsilio Ficino commenta il Simposio di Platone per i suoi amici. La sua definizione è semplice: amare è desiderare la bellezza. Ora, la bellezza è percepita soltanto dalla mente, dagli occhi e dagli orecchi: il vero amore non è dunque la passione del corpo, che egli chiama furore. E la bellezza di un corpo non è la bellezza prima, poiché cambia e si mescola alla bruttezza. Essa proviene da una bellezza più alta, quella dell'anima, poi quella degli angeli, infine quella di Dio, che è senza limite. L'amore sale dunque di grado in grado, e il desiderio si placa solo in Dio.

P1L'amore è il desiderio della bellezza.
P2Si gode della bellezza solo attraverso la mente, la vista e l'udito. L'amore si accontenta di questi tre sensi; il desiderio del tatto e del gusto non è amore ma passione.
P3La bellezza di un corpo non è né pura né prima: cambia e si mescola alla bruttezza. La bellezza comune a molti corpi dipende da un artefice incorporeo, Dio, che agisce per mezzo degli angeli e delle anime.
P4La bellezza di Dio è infinita, e una bellezza infinita esige un amore illimitato. Nessun amore per una bellezza creata colma dunque interamente il desiderio.
P5 · premessa implicitaIl desiderio di un essere che cerca la bellezza si dirige verso la più alta bellezza che esso possa raggiungere: non si ferma a una bellezza che si sa derivata.
Amare è dunque salire: dalla bellezza dei corpi a quella dell'anima, poi a quella degli angeli, fino alla bellezza di Dio, nella quale soltanto il desiderio di bellezza trova il suo riposo.

clicca su una premessa per rifiutarla

Se accetti tutte le premesse, la logica ti obbliga ad accettare la conclusione. Il dibattito riguarda dunque le premesse.
Verificato da un solutore logico: è impossibile che tutte le premesse siano vere e la conclusione falsa.
Senza la premessa implicita: Senza P5, il computer trova un mondo in cui la bellezza di Dio è infinita ma il desiderio si ferma a una persona amata, senza salire. Le altre premesse sono vere, la conclusione è falsa.
Valido con P5. Senza di essa, si dimostra che ogni bellezza creata proviene da una bellezza più alta e che Dio è infinitamente bello, ma non che il desiderio debba salire fino a Dio: si potrebbe amare un bel volto sapendo che è derivato, senza cercare più in alto. P5 è l'idea di Platone (la scala di Diotima), e la premessa che gli obiettori contestano.
Analogia. Un bambino ama una cartolina del mare, poi guarda il cielo dalla finestra, infine sogna il mare stesso. Ficino dice: la cartolina era certo amabile, ma era l'eco di qualcosa di più grande, e il desiderio si placa solo alla fine. I suoi critici rispondono che forse si ama proprio la cartolina, e che chi l'ha inviata conta più del mare.

Obiezioni

3

Ogni obiezione è una conversazione: clicca per vedere chi risponde e a che punto è il dibattito.

Gregory Vlastos 1973 · attacca la premessa 5

Per Vlastos, nell'amore platonico ciò che si ama non è la persona unica, ma la bellezza che essa porta con sé. Le persone sono occasioni successive della stessa bellezza e vengono lasciate indietro, come i pioli di una scala. Secondo lui, Platone non parla dell'amore di una persona per se stessa.

Ficin risponde
M
Marsilio Ficino 1469 · Ficino (Oratio II, testo anteriore all'obiezione)
Ficino descrive l'amore reciproco come uno scambio di persone: nell'amore reciproco c'è una sola morte e una doppia rinascita. L'amante si perde in se stesso, poi rivive nell'amato, che pensa a lui, e si ritrova in lui. Ciascuno è così più vicino all'altro che a se stesso.
Il dibattito continua (nostra sintesi) Questo testo non risponde a Vlastos in modo esplicito, dato che egli scrive cinque secoli dopo. Un difensore di Ficino può vedervi la prova che l'amore per una persona conta per lui. Un sostenitore di Vlastos risponde che l'amato vi resta l'occasione per ritrovare se stessi, e che ciò che si ama è ancora la bellezza dell'altro vista come un riflesso di Dio.
A che punto è il dibattito (nostra sintesi)Il dibattito riguarda ciò che il platonismo ama in una persona: la sua individualità o la bellezza che essa riflette. Gli studiosi di Platone e di Ficino sono divisi; alcuni sostengono che si può amare la persona perché partecipa della bellezza.
Søren Kierkegaard 1847 · attacca la premessa 1

Per Kierkegaard, l'amore che sceglie un solo essere perché lo trova bello resta una forma di amore di sé: la preferenza appassionata dell'amore si chiude su questo unico amato in modo egoistico quanto l'amore di sé si chiude su questo solo io. Il vero amore è un dovere di amare ogni essere umano, chiunque egli sia.

senza risposta
vedi l'argomento
Nessuna risposta possibile: obiezione formulata nel 1847, dopo la morte dell'autore (1499).
Il dibattito continua (nostra sintesi) Un platonico risponde che l'amore della bellezza non si chiude sull'amato: sale verso ciò che è comune a tutti gli esseri belli, fino a Dio. Kierkegaard risponde che allora non si ama più l'uomo concreto, ma la bellezza, e che un amore che dipende dalla bellezza può finire con essa.
A che punto è il dibattito (nostra sintesi)Disaccordo di fondo: l'amore si fonda su una qualità dell'amato (bellezza, virtù), o deve amare senza condizioni? Ficino risponde con la qualità; Kierkegaard con il dovere.
Tommaso d'Aquino 1271 · attacca la premessa 1

Per Tommaso d'Aquino, ciò che è amato con l'amore di amicizia è amato in modo semplice e per se stesso; ciò che è amato con l'amore di concupiscenza è amato per qualcos'altro. Definire l'amore come il desiderio di godere della bellezza significa descrivere la concupiscenza, che non è amore in senso pieno, poiché mira a un bene per sé piuttosto che al bene di qualcuno.

senza risposta
vedi l'argomento
Non abbiamo ancora individuato una risposta diretta di Ficin nei suoi testi.
Il dibattito continua (nostra sintesi) Ficino non risponde a questa distinzione nel testo letto qui. Un difensore di Ficino può rimandare al suo testo sull'amore reciproco, in cui gli amanti si donano l'uno all'altro. Un difensore di Tommaso d'Aquino risponde che questo dono resta, in Ficino, una conseguenza del desiderio di bellezza e non il suo punto di partenza.
A che punto è il dibattito (nostra sintesi)Il dibattito resta aperto: l'amore comincia da una mancanza (desiderare il bello) o da un dono (volere il bene dell'altro)? Entrambi gli schieramenti riconoscono che i due movimenti esistono; discutono sull'ordine.