Il primo dovere è che ci sia un'umanità
Il principio responsabilità; l'imperativo di Jonas; il neonato come archetipo della responsabilità
Dunque abbiamo, collettivamente, un dovere verso l'esistenza dell'umanità a venire: che nuovi esseri umani nascano e siano accolti. Non è un dovere per ciascuno di avere figli.
La tecnica può distruggere le condizioni della vita umana, quindi il primo dovere è che degli esseri umani esistano in futuro.
«Il primo dovere è che ci sia un'umanità» è un argomento di Hans Jonas (Il principio responsabilità, 1979, capp. 1, 2 e 4, 1979) sulla domanda «Dobbiamo avere figli?» (risposta: dare la vita è un bene). La sua tesi: Dunque abbiamo, collettivamente, un dovere verso l'esistenza dell'umanità a venire: che nuovi esseri umani nascano e siano accolti. Non è un dovere per ciascuno di avere figli. Secondo la verifica logica di AskPhilosophy (solutore Z3), l'argomento è valido solo se si ammette una premessa che l'autore non formula (P4). AskPhilosophy presenta 3 obiezioni, 1 delle quali con una risposta documentata, e il testo originale di ciascuna premessa, verificato parola per parola.
Hans Jonas scrive all'epoca della bomba atomica e dell'inquinamento industriale. La sua idea: per la prima volta, i nostri atti possono distruggere le condizioni stesse della vita umana sulla terra. Ne ricava una nuova regola, che si può riassumere così: agisci in modo che gli effetti della tua azione siano compatibili con la permanenza di una vita autenticamente umana sulla terra. Il primo obbligo è dunque che ci sia un'umanità. Per far comprendere che cos'è una responsabilità, Jonas prende l'esempio del neonato: con la sua sola esistenza, fragile com'è, rivolge un «tu devi» a chi lo circonda. Attenzione: Jonas fonda un dovere verso l'esistenza dell'umanità, non un dovere per ogni persona di avere figli. Il dovere riguarda l'insieme delle generazioni; non dice chi debba averne. Riassumiamo qui le sue idee senza citarle, perché non abbiamo potuto leggere il testo.
clicca su una premessa per rifiutarla
Senza la premessa implicita: Senza P4, il computer trova un caso in cui l'umanità è minacciata dalle nostre tecniche, in cui il primo obbligo è che essa esista, in cui il neonato è il modello della responsabilità, ma in cui nessuno è tuttavia tenuto a rispondere della continuità delle generazioni.
Obiezioni
3Ogni obiezione è una conversazione: clicca per vedere chi risponde e a che punto è il dibattito.
David Benatar 2006 · attacca la conclusioneRiassunto: secondo Benatar, venire all'esistenza è sempre un danno per chi nasce, perché il dolore è un male anche se non c'è nessuno a rimpiangere l'assenza di piacere. Se è vero, la continuità delle generazioni non è ciò che occorre proteggere: impone a nuovi esseri il male di esistere. Aggiunge che un'umanità che si estinguesse dolcemente non sarebbe una tragedia, dato che nessuno ne soffrirebbe.
un difensore risponde
Riassunto: secondo Benatar, venire all'esistenza è sempre un danno per chi nasce, perché il dolore è un male anche se non c'è nessuno a rimpiangere l'assenza di piacere. Se è vero, la continuità delle generazioni non è ciò che occorre proteggere: impone a nuovi esseri il male di esistere. Aggiunge che un'umanità che si estinguesse dolcemente non sarebbe una tragedia, dato che nessuno ne soffrirebbe.
Derek Parfit 1984 · attacca la premessa 4Riassunto: Parfit esamina che cosa accade se si sostiene che esiste un dovere di far esistere più persone le cui vite valgono la pena di essere vissute. Se sommiamo i beni, arriviamo alla conclusione ripugnante: una popolazione immensa le cui vite sono appena felici sarebbe migliore di una più piccola e molto felice. Un dovere verso l'esistenza futura deve dunque dire fin dove arriva, pena il condurre a conseguenze che quasi nessuno accetta.
senza risposta
Riassunto: Parfit esamina che cosa accade se si sostiene che esiste un dovere di far esistere più persone le cui vite valgono la pena di essere vissute. Se sommiamo i beni, arriviamo alla conclusione ripugnante: una popolazione immensa le cui vite sono appena felici sarebbe migliore di una più piccola e molto felice. Un dovere verso l'esistenza futura deve dunque dire fin dove arriva, pena il condurre a conseguenze che quasi nessuno accetta.
SSeth Wynes e Kimberly Nicholas 2017 · attacca la conclusioneIn un articolo sulle azioni individuali che riducono le emissioni di gas serra, gli autori annoverano tra le azioni più efficaci l'avere un figlio in meno. Alcuni ne ricavano un argomento a favore del fare meno figli; altri lo contestano. Non prendiamo posizione: questo argomento si fonda, come quello di Jonas, sulla protezione delle condizioni della vita umana, ma ne trae una conseguenza opposta per quanto riguarda la dimensione delle famiglie.
senza risposta
In un articolo sulle azioni individuali che riducono le emissioni di gas serra, gli autori annoverano tra le azioni più efficaci l'avere un figlio in meno. Alcuni ne ricavano un argomento a favore del fare meno figli; altri lo contestano. Non prendiamo posizione: questo argomento si fonda, come quello di Jonas, sulla protezione delle condizioni della vita umana, ma ne trae una conseguenza opposta per quanto riguarda la dimensione delle famiglie.