DomandeDobbiamo avere figli?Non avere discendenza è la più grave mancanza di pietà filiale
Dobbiamo avere figli?Dare la vita è un bene

Non avere discendenza è la più grave mancanza di pietà filiale

«Ci sono tre mancanze di pietà filiale, e la più grave è non avere discendenza»; Shun si sposò senza avvisare i genitori

Mencius ca. 372 a.C. · ca. 289 a.C.La natura umana è buona: ognuno porta in sé il germe della benevolenza.
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Che cosa sostiene

Dunque bisogna fondare una famiglia e avere figli, perché la linea di discendenza continui: è un dovere verso i propri genitori e i propri antenati.

Perché

La famiglia è una catena tra antenati e discendenti: non avere figli la spezza.

La stessa idea attraverso la storia
Confucio500 a.C.Per Confucio, la pietà filiale non finisce con la morte dei genitori: li si serve secondo i riti finché vivono, li si seppellisce secondo i riti, poi si fanno loro delle offerte. La famiglia unisce così i vivi e i morti. Egli non dice ancora che non avere figli sia una colpa.
Mencius320 a.C.Mencio (ca. 372-289 a.C.) annovera l'assenza di discendenza fra tre mancanze di pietà filiale e la dice la più grave. L'idea è legata a quella delle offerte agli antenati: senza figli, nessuno più le fa.
Hans Jonas1979Altra ragione, altra epoca: Jonas non parla di pietà filiale ma di responsabilità verso gli esseri umani a venire. Come Mencio, pensa che la continuità delle generazioni sia un dovere, ma la riferisce all'umanità intera, non alla linea di discendenza di ciascuno.
In breve

«Non avere discendenza è la più grave mancanza di pietà filiale» è un argomento di Mencius (Mencio 4A.26 (IV secolo a.C.), 320 a.C.) sulla domanda «Dobbiamo avere figli?» (risposta: dare la vita è un bene). La sua tesi: Dunque bisogna fondare una famiglia e avere figli, perché la linea di discendenza continui: è un dovere verso i propri genitori e i propri antenati. Secondo la verifica logica di AskPhilosophy (solutore Z3), l'argomento è valido solo se si ammette una premessa che l'autore non formula (P3). AskPhilosophy presenta 3 obiezioni, 1 delle quali con una risposta documentata, e il testo originale di ciascuna premessa, verificato parola per parola.

Mencio 4A.26 (IV secolo a.C.)
Valido con una premessa implicita

Nell'antica Cina la famiglia non è soltanto l'insieme delle persone che vivono sotto lo stesso tetto. È una catena: gli antenati, i vivi, i figli a venire. Mencio lo dice in una frase: ci sono tre mancanze di pietà filiale, e la più grave è non avere discendenza. Aggiunge un esempio sorprendente. Il saggio Shun si sposò senza avvisare i genitori, contro l'usanza, per non rischiare di restare senza figli. Secondo il commentatore Zhao Qi (nella resa di Couvreur), le altre due mancanze sono lasciare che i propri genitori agiscano male senza dire nulla, e non guadagnare abbastanza per nutrirli; ma questo è un commento, non il testo di Mencio. Qui la ragione per avere figli non è la felicità del bambino: è ciò che si deve ai propri genitori e ai propri antenati.

P1Ci sono tre mancanze di pietà filiale, e la più grave è non avere discendenza.
P2Questo dovere pesa così tanto che Shun, il saggio modello, accettò di sposarsi senza avvisare i genitori piuttosto che rischiare di venirvi meno. I saggi giudicano che sia come se li avesse avvisati.
P3 · premessa implicitaCiò che la pietà filiale esige, e che si pone persino al di sopra di una regola di galateo familiare, è un vero dovere: la famiglia unisce i vivi agli antenati e alle generazioni future, e ciascuno deve occupare il proprio posto nella catena.
Dunque bisogna fondare una famiglia e avere figli, perché la linea di discendenza continui: è un dovere verso i propri genitori e i propri antenati.

clicca su una premessa per rifiutarla

Se accetti tutte le premesse, la logica ti obbliga ad accettare la conclusione. Il dibattito riguarda dunque le premesse.
Verificato da un solutore logico: è impossibile che tutte le premesse siano vere e la conclusione falsa.
Senza la premessa implicita: Senza P3, il computer trova un caso in cui la discendenza è la più grave mancanza e Shun la pone al di sopra del galateo, senza che per questo sia un dovere: per esempio perché è soltanto una cosa molto desiderabile.
Con P1, P2 e P3 l'argomento è valido. Senza P3 non lo è più: si potrebbe pensare che la più grave delle tre mancanze resti, nonostante tutto, un semplice ideale o un rimpianto, non un obbligo. Mencio non lo scrive, ma l'esempio di Shun mostra che lo tratta come un obbligo che ha la precedenza su altre regole. Da notare: l'argomento riguarda il figlio che deve una discendenza alla propria linea, non ciò che ne guadagnerebbe il bambino che nascerà.
Analogia. In una staffetta, ogni corridore riceve il testimone e deve passarlo. Chi si ferma non perde soltanto la propria frazione: spezza la catena per tutta la squadra, dietro e davanti a sé. Mencio vede così la famiglia.

Obiezioni

3

Ogni obiezione è una conversazione: clicca per vedere chi risponde e a che punto è il dibattito.

Simone de Beauvoir 1949 · attacca la conclusione

Riassunto: ne Il secondo sesso, Beauvoir sostiene che la maternità non debba essere né un destino né un obbligo, ma una scelta libera. Un dovere di discendenza fa del figlio un debito da pagare e, nella pratica, pesa soprattutto sulle donne. Per lei, non si è meno realizzati senza figli.

senza risposta
vedi l'argomento
Nessuna risposta possibile: obiezione formulata nel 1949, dopo la morte dell'autore (-289).
A che punto è il dibattito (nostra sintesi)Punto aperto: non abbiamo trovato una risposta confuciana a Beauvoir. Il disaccordo di fondo riguarda la natura del dovere: un debito verso la stirpe, o un progetto che ciascuno sceglie liberamente.
David Benatar 2006 · attacca la conclusione

Riassunto: in Better Never to Have Been, Benatar difende un'asimmetria. Il dolore è sempre un male, anche se nessuno lo prova; l'assenza di piacere è un male solo se c'è qualcuno che ne è privato. Quindi, per chi nasce, esistere è un danno, mentre non c'è alcun danno nel non nascere. Se è vero, la discendenza non può essere un dovere: imporrebbe un danno a un essere che non ha chiesto nulla.

un difensore risponde
vedi l'argomento
Nessuna risposta possibile: obiezione formulata nel 2006, dopo la morte dell'autore (-289).
E
Elizabeth Harman difensore dell'argomento · 2009
Riassunto: nella sua recensione critica del libro di Benatar, Harman nega che venire all'esistenza sia un danno per chi ha una vita che vale la pena di essere vissuta. Esamina l'asimmetria di Benatar e le oppone il caso di una vita i cui beni superano i mali.
A che punto è il dibattito (nostra sintesi)Entrambi gli schieramenti concordano su un punto: se venire al mondo fosse un danno, nessuna discendenza potrebbe essere un dovere. Il disaccordo di fondo riguarda l'asimmetria: la mancanza di un bene, quando nessuno esiste per rimpiangerla, è neutra o è un male?
L
Lu Xun 1919 · attacca la premessa 1

Lu Xun, scrittore del Movimento del 4 maggio, attacca la vecchia morale della pietà filiale: essa pone il centro dalla parte degli anziani, mentre dovrebbe stare dalla parte dei giovani, e rivolge al passato ciò che dovrebbe guardare al futuro. Non nega per questo che non avere figli sia una sventura: rifiuta soltanto che la si usi per giustificare qualsiasi mezzo (risponde così a chi invoca la frase di Mencio per difendere la pluralità di mogli).

senza risposta
Nessuna risposta possibile: obiezione formulata nel 1919, dopo la morte dell'autore (-289).
A che punto è il dibattito (nostra sintesi)Lu Xun conserva una parte della tesi (la continuità della vita è un fine) e ne rifiuta l'orientamento verso gli antenati. Punto aperto: i difensori confuciani moderni non sono stati raccolti qui; il disaccordo riguarda la direzione del dovere (verso il passato o verso il futuro).