La storia è la storia delle lotte di classe
La lotta di classe
Dunque la storia ha una direzione: da società divise in classi verso un'associazione in cui il libero sviluppo di ciascuno è la condizione del libero sviluppo di tutti.
In ogni società le classi si oppongono e la loro lotta la trasforma; il capitalismo crea esso stesso la classe che dovrà abbatterlo.
«La storia è la storia delle lotte di classe» è un argomento di Karl Marx (Manifesto del Partito Comunista (Marx ed Engels, 1848), capitoli I e II, 1859) sulla domanda «La storia ha un senso?» (risposta: il progresso). La sua tesi: Dunque la storia ha una direzione: da società divise in classi verso un'associazione in cui il libero sviluppo di ciascuno è la condizione del libero sviluppo di tutti. Secondo la verifica logica di AskPhilosophy (solutore Z3), l'argomento è valido solo se si ammette una premessa che l'autore non formula (P4). AskPhilosophy presenta 3 obiezioni, 3 delle quali con una risposta documentata, e il testo originale di ciascuna premessa, verificato parola per parola.
Il Manifesto è un testo di battaglia scritto a due mani, da Marx ed Engels, per una lega di operai, nel 1848. La sua prima frase riassume una visione della storia: finora ogni società è stata divisa in classi (uomini liberi e schiavi, signori e servi della gleba, padroni e operai) la cui lotta fa avanzare le cose. Il capitalismo, riunendo gli operai nelle fabbriche, creerebbe esso stesso la forza che lo abbatterà e aprirà una società senza classi. Attenzione: il testo è un manifesto politico, non un trattato; Marx ed Engels preciseranno più tardi la loro concezione della storia (si veda anche l'argomento sull'essere sociale).
clicca su una premessa per rifiutarla
Senza la premessa implicita: Senza P4, il computer trova un mondo in cui le lotte di classe hanno trasformato le società del passato, il capitalismo produce i propri oppositori, e l'esito è una nuova società di classi, o una rovina comune, piuttosto che una società senza classi.
Obiezioni
3Ogni obiezione è una conversazione: clicca per vedere chi risponde e a che punto è il dibattito.
Karl Popper 1957 · attacca la premessa 3Non può esserci una teoria scientifica dello sviluppo storico che serva da base a una previsione storica: il corso della storia dipende dalla crescita della nostra conoscenza, che non possiamo prevedere. Annunciare che la caduta della borghesia è «inevitabile» è dunque profezia, non scienza.
un difensore risponde
Non può esserci una teoria scientifica dello sviluppo storico che serva da base a una previsione storica: il corso della storia dipende dalla crescita della nostra conoscenza, che non possiamo prevedere. Annunciare che la caduta della borghesia è «inevitabile» è dunque profezia, non scienza.
Vedi il seguito del dibattito (1)
EEduard Bernstein 1899 · attacca la premessa 3I fatti non confermano la polarizzazione annunciata: le classi medie non scompaiono, la concentrazione delle imprese è disomogenea, le crisi non portano a un crollo. Il socialismo verrà attraverso riforme graduali e non attraverso una caduta inevitabile del capitalismo.
un difensore risponde
I fatti non confermano la polarizzazione annunciata: le classi medie non scompaiono, la concentrazione delle imprese è disomogenea, le crisi non portano a un crollo. Il socialismo verrà attraverso riforme graduali e non attraverso una caduta inevitabile del capitalismo.
Max Weber 1922 · attacca la premessa 1La lotta per il potere non si riduce alle classi economiche. Accanto alle classi vi sono i ceti (gruppi di status), fondati sull'onore e sullo stile di vita, e i partiti, che cercano di conquistare il potere. Il motore della storia è dunque più vario del solo conflitto tra proprietari e non proprietari.
Marx risponde
La lotta per il potere non si riduce alle classi economiche. Accanto alle classi vi sono i ceti (gruppi di status), fondati sull'onore e sullo stile di vita, e i partiti, che cercano di conquistare il potere. Il motore della storia è dunque più vario del solo conflitto tra proprietari e non proprietari.