DomandeDio esiste?La scommessa
Dio esiste?TeismoRagioni pratiche (la scommessa)

La scommessa

Blaise Pascal 1623 · 1662Il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce.
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Che cosa sostiene

Dunque bisogna scommettere che Dio è.

Perché

Se Dio esiste, si vince una felicità infinita; se non esiste, si perde soltanto qualcosa di finito, e non ci si può astenere dallo scommettere.

In breve

«La scommessa» è un argomento di Blaise Pascal (Pensieri, B233) sulla domanda «Dio esiste?» (risposta: teismo). La sua tesi: Dunque bisogna scommettere che Dio è. Secondo la verifica logica di AskPhilosophy (solutore Z3), l'argomento è valido solo se si ammette una premessa che l'autore non formula (P4). AskPhilosophy presenta 6 obiezioni, 5 delle quali con una risposta documentata, e il testo originale di ciascuna premessa, verificato parola per parola.

Pensieri, B233
Valido con una premessa implicita

Pascal non pretende di dimostrare che Dio esiste: la ragione non può deciderlo. Sostiene un'altra cosa: poiché bisogna scegliere, è più ragionevole scommettere che Dio sia.

P1Non possiamo astenerci: non scegliere è già scommettere contro.
P2La ragione non può decidere: c'è una possibilità reale che Dio esista.
P3Scommettere che Dio è: se si vince, si vince tutto (una felicità infinita); se si perde, si perde soltanto qualcosa di finito.
P4 · premessa implicitaNessun'altra opzione promette lo stesso guadagno infinito: la scelta si riduce a «Dio è» o «non è».
P5Quando si è costretti a giocare, se un guadagno infinito ha una possibilità reale e si punta soltanto qualcosa di finito, bisogna puntare su quel guadagno.
Dunque bisogna scommettere che Dio è.

clicca su una premessa per rifiutarla

Se accetti tutte le premesse, la logica ti obbliga ad accettare la conclusione. Il dibattito riguarda dunque le premesse.
Verificato da un solutore logico: è impossibile che tutte le premesse siano vere e la conclusione falsa.
Senza la premessa implicita: Senza P4, il computer trova un caso in cui si è costretti a giocare e un guadagno infinito ha una possibilità reale a fronte di una posta finita, ma in cui un'altra opzione promette anch'essa l'infinito: la regola non indica più una scommessa unica.
Con le sue cinque premesse, la conclusione segue. Senza P4 non segue più: se un'altra religione promettesse anch'essa un guadagno infinito, il calcolo non direbbe su quale dio scommettere. È esattamente qui che colpisce l'obiezione più celebre.
Analogia. Sei obbligato a comprare un biglietto. Uno costa poco e offre una piccola possibilità di vincere un tesoro illimitato; l'altro non rende quasi nulla. Pascal dice: prendi il primo. Tutta la questione è se esista un solo biglietto di questo tipo.

Obiezioni

6

Ogni obiezione è una conversazione: clicca per vedere chi risponde e a che punto è il dibattito.

Obiezione anticipata da Pascal attacca la premessa 5

Il guadagno è incerto, la posta è certa: puntare una cosa sicura per un guadagno dubbio non è ragionevole.

Pascal risponde
Pascal
Ogni giocatore punta una cosa certa per un guadagno incerto senza essere irragionevole. Ciò che conta è la proporzione tra le probabilità e la posta in gioco: di fronte a un guadagno infinito, una posta finita vale la pena.
A che punto è il dibattito (nostra sintesi)Pascal assimila la scommessa a un gioco d'azzardo, in cui si punta sempre qualcosa di certo contro qualcosa di incerto. Il disaccordo attuale riguarda meno questa analogia che il valore da attribuire a un guadagno «infinito» (si veda più sotto l'obiezione di Hájek).
L
L'incredulo del dialogo attacca la conclusione

Sono disposto a scommettere, ma sono fatto in modo tale che non posso credere: non si decide di credere come si lancia una moneta.

Pascal risponde
Pascal
Cominciate con l'agire come agiscono i credenti (pratiche, preghiere): questo attenua le passioni, che sono il vero ostacolo alla fede.
A che punto è il dibattito (nostra sintesi)Punto controverso: Pascal propone di agire come i credenti perché la credenza venga in seguito; i suoi critici (James, più avanti) ritengono che una fede ottenuta in questo modo manchi di sincerità, e altri si chiedono se si possa davvero arrivare a credere per abitudine. Nessun consenso.
Diderot 1762 · attacca la premessa 4

Il ragionamento vale per qualsiasi religione: un imam potrebbe dire esattamente ciò che dice Pascal. Non dice dunque su quale dio scommettere.

un difensore risponde
Nessuna risposta possibile: obiezione formulata nel 1762, dopo la morte dell'autore (1662).
W
William Lycan e George Schlesinger difensore dell'argomento · 1989
Riassunto: tra gli dèi possibili, non tutti si equivalgono. Il Dio della tradizione, definito come assolutamente perfetto, è l'ipotesi più semplice; gli dèi rivali, più arbitrari, sono meno semplici e quindi meno probabili. La scommessa non sarebbe dunque simmetrica tra tutte le religioni.
J
Jeff Jordan difensore dell'argomento · 1994
Riassunto: Jordan scarta gli dèi che non hanno il sostegno di alcuna tradizione religiosa vivente: non sono opzioni reali per una persona concreta. La scommessa si rivolge a coloro per i quali solo poche opzioni sono serie, e resta da scegliere tra queste.
A che punto è il dibattito (nostra sintesi)I difensori della scommessa riducono la lista degli dèi seri (semplicità, sostegno di una tradizione), ma restano comunque diverse religioni candidate: la scommessa da sola non dice quale scegliere. Il disaccordo di fondo riguarda il modo di attribuire probabilità alle diverse religioni.
Voltaire 1734 · attacca la conclusione

L'interesse che ho a credere una cosa non prova che questa cosa esista. La scommessa dà una ragione per voler credere, non una ragione per pensare che sia vero.

un difensore risponde
Nessuna risposta possibile: obiezione formulata nel 1734, dopo la morte dell'autore (1662).
J
Jeff Jordan difensore dell'argomento · 2006
Riassunto: la scommessa non pretende di stabilire che Dio esista; offre una ragione pratica per credere. Jordan sostiene che, quando le prove non risolvono la questione, è legittimo formarsi una credenza per ragioni pratiche, sulla scia di William James.
A che punto è il dibattito (nostra sintesi)I due schieramenti concordano su un punto: la scommessa non prova nulla sull'esistenza di Dio. Il disaccordo riguarda la legittimità di formarsi una credenza (o un'accettazione) per ragioni pratiche quando le prove non risolvono la questione.
William James 1896 · attacca la conclusione

Una fede adottata volontariamente dopo un calcolo così meccanico mancherebbe dell'anima della fede autentica. Se fossimo al posto di Dio, probabilmente proveremmo un piacere particolare nel privare di una ricompensa infinita i credenti di questo tipo.

senza risposta
Nessuna risposta possibile: obiezione formulata nel 1896, dopo la morte dell'autore (1662).
A che punto è il dibattito (nostra sintesi)Punto aperto: non abbiamo trovato una risposta largamente accettata. Pascal stesso presenta il calcolo come un punto di partenza, prima della pratica e dell'attenuarsi delle passioni, ma resta controverso se Dio ricompenserebbe una credenza nata dall'interesse.
A
Alan Hájek 2003 · attacca la premessa 4

Riassunto: se si calcola il guadagno atteso, anche altre scelte promettono l'infinito. Una strategia mista (ad esempio lanciare una moneta e scommettere su Dio solo se esce testa) dà una probabilità positiva, anche se piccola, al guadagno infinito: la sua speranza matematica è dunque anch'essa infinita. Quasi ogni azione può essere descritta così, e il calcolo non permette più di distinguere. L'obiezione risale ad Antony Duff (1986).

un difensore risponde
Nessuna risposta possibile: obiezione formulata nel 2003, dopo la morte dell'autore (1662).
B
Bradley Monton difensore dell'argomento · 2011
Riassunto: se il lancio dà croce, si può rilanciare. Ripetendo, si finisce quasi certamente per ottenere testa, e quindi per scommettere su Dio. La strategia mista non dispensa dalla scommessa: vi conduce con probabilità pari a 1.
S
S. Robertson 2012
Riassunto: alcune strategie miste sfuggono a questa risposta: si possono costruire in modo che la probabilità di finire per scommettere su Dio resti inferiore a 1.
Vedi il seguito del dibattito (1)
K
Kenny Easwaran e Bradley Monton difensore dell'argomento · 2012
Riassunto: considerando un continuo di istanti in cui si può tirare a sorte, sostengono che la risposta di Monton regga ancora, e che le strategie miste non eludano la scommessa.
A che punto è il dibattito (nostra sintesi)Il dibattito tecnico resta aperto: riguarda che cosa sia razionale fare quando i guadagni attesi sono infiniti, e le ipotesi (lanci ripetuti, istanti non numerabili) da cui dipende la risposta di Monton. Non esiste alcun accordo sulla sua validità.