La scommessa
Dunque bisogna scommettere che Dio è.
Se Dio esiste, si vince una felicità infinita; se non esiste, si perde soltanto qualcosa di finito, e non ci si può astenere dallo scommettere.
«La scommessa» è un argomento di Blaise Pascal (Pensieri, B233) sulla domanda «Dio esiste?» (risposta: teismo). La sua tesi: Dunque bisogna scommettere che Dio è. Secondo la verifica logica di AskPhilosophy (solutore Z3), l'argomento è valido solo se si ammette una premessa che l'autore non formula (P4). AskPhilosophy presenta 6 obiezioni, 5 delle quali con una risposta documentata, e il testo originale di ciascuna premessa, verificato parola per parola.
Pascal non pretende di dimostrare che Dio esiste: la ragione non può deciderlo. Sostiene un'altra cosa: poiché bisogna scegliere, è più ragionevole scommettere che Dio sia.
clicca su una premessa per rifiutarla
Senza la premessa implicita: Senza P4, il computer trova un caso in cui si è costretti a giocare e un guadagno infinito ha una possibilità reale a fronte di una posta finita, ma in cui un'altra opzione promette anch'essa l'infinito: la regola non indica più una scommessa unica.
Obiezioni
6Ogni obiezione è una conversazione: clicca per vedere chi risponde e a che punto è il dibattito.
Obiezione anticipata da Pascal attacca la premessa 5Il guadagno è incerto, la posta è certa: puntare una cosa sicura per un guadagno dubbio non è ragionevole.
Pascal risponde
Il guadagno è incerto, la posta è certa: puntare una cosa sicura per un guadagno dubbio non è ragionevole.
LL'incredulo del dialogo attacca la conclusioneSono disposto a scommettere, ma sono fatto in modo tale che non posso credere: non si decide di credere come si lancia una moneta.
Pascal risponde
Sono disposto a scommettere, ma sono fatto in modo tale che non posso credere: non si decide di credere come si lancia una moneta.
Diderot 1762 · attacca la premessa 4Il ragionamento vale per qualsiasi religione: un imam potrebbe dire esattamente ciò che dice Pascal. Non dice dunque su quale dio scommettere.
un difensore risponde
Il ragionamento vale per qualsiasi religione: un imam potrebbe dire esattamente ciò che dice Pascal. Non dice dunque su quale dio scommettere.
Voltaire 1734 · attacca la conclusioneL'interesse che ho a credere una cosa non prova che questa cosa esista. La scommessa dà una ragione per voler credere, non una ragione per pensare che sia vero.
un difensore risponde
L'interesse che ho a credere una cosa non prova che questa cosa esista. La scommessa dà una ragione per voler credere, non una ragione per pensare che sia vero.
William James 1896 · attacca la conclusioneUna fede adottata volontariamente dopo un calcolo così meccanico mancherebbe dell'anima della fede autentica. Se fossimo al posto di Dio, probabilmente proveremmo un piacere particolare nel privare di una ricompensa infinita i credenti di questo tipo.
senza risposta
Una fede adottata volontariamente dopo un calcolo così meccanico mancherebbe dell'anima della fede autentica. Se fossimo al posto di Dio, probabilmente proveremmo un piacere particolare nel privare di una ricompensa infinita i credenti di questo tipo.
AAlan Hájek 2003 · attacca la premessa 4Riassunto: se si calcola il guadagno atteso, anche altre scelte promettono l'infinito. Una strategia mista (ad esempio lanciare una moneta e scommettere su Dio solo se esce testa) dà una probabilità positiva, anche se piccola, al guadagno infinito: la sua speranza matematica è dunque anch'essa infinita. Quasi ogni azione può essere descritta così, e il calcolo non permette più di distinguere. L'obiezione risale ad Antony Duff (1986).
un difensore risponde
Riassunto: se si calcola il guadagno atteso, anche altre scelte promettono l'infinito. Una strategia mista (ad esempio lanciare una moneta e scommettere su Dio solo se esce testa) dà una probabilità positiva, anche se piccola, al guadagno infinito: la sua speranza matematica è dunque anch'essa infinita. Quasi ogni azione può essere descritta così, e il calcolo non permette più di distinguere. L'obiezione risale ad Antony Duff (1986).