DomandeLa bellezza è negli occhi di chi guarda?La bellezza non è simmetria: è forma nella materia
La bellezza è negli occhi di chi guarda?La bellezza è nelle cose

La bellezza non è simmetria: è forma nella materia

Plotino contro la teoria della simmetria

Plotin ca. 205 · ca. 270Per lui la bellezza è la presenza della forma e dell'intelligibile nella materia, e l'anima la riconosce perché le è affine.
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Che cosa sostiene

Dunque la bellezza non è simmetria: è la presenza della forma, dell'intelligibile, nella materia; e l'anima la riconosce perché è della stessa natura.

Perché

Cose prive di parti, come la luce del sole o il fulmine, sono belle: la bellezza non può dunque essere la simmetria delle parti.

La stessa idea attraverso la storia
Platone385 a.C.Plotino parte da Platone: il bello di quaggiù viene da un Bello che non muta (Simposio 211, Fedone 100). Vi aggiunge una critica della definizione per simmetria, che Platone non aveva formulato.
Plotin253Enneadi I, 6: la tesi qui presentata. La bellezza è la presenza della forma (dell'intelligibile) nella materia; l'anima la riconosce perché le è affine.
In breve

«La bellezza non è simmetria: è forma nella materia» è un argomento di Plotin (Enneadi I, 6, «Sul Bello» (circa 253), 253) sulla domanda «La bellezza è negli occhi di chi guarda?» (risposta: la bellezza è nelle cose). La sua tesi: Dunque la bellezza non è simmetria: è la presenza della forma, dell'intelligibile, nella materia; e l'anima la riconosce perché è della stessa natura. Secondo la verifica logica di AskPhilosophy (solutore Z3), l'argomento è valido solo se si ammette una premessa che l'autore non formula (P7). AskPhilosophy presenta 2 obiezioni, 1 delle quali con una risposta documentata, e il testo originale di ciascuna premessa, verificato parola per parola.

Enneadi I, 6, «Sul Bello» (circa 253)
Valido con una premessa implicita

Si ripete che la bellezza sia la giusta proporzione delle parti unita a un bel colore. Plotino mostra che ciò non regge: un colore semplice, la luce del sole, un fulmine non hanno parti, eppure sono belli. Uno stesso volto, con le stesse proporzioni, ci appare bello un giorno e non un altro. E un'anima bella non ha né grandezza né numero. Per lui, ciò che fa la bellezza è la presenza di una forma che porta unità in una materia. E la riconosciamo perché la nostra anima è della stessa famiglia di quella forma.

P1Se la bellezza fosse la simmetria delle parti, solo un composto potrebbe essere bello, mai ciò che è semplice, privo di parti.
P2Eppure cose semplici sono belle: i colori, la luce del sole, l'oro, il fulmine nella notte, gli astri.
P3Uno stesso volto, la cui proporzione non cambia, appare ora bello, ora no: la stessa simmetria deve la sua bellezza a qualcos'altro.
P4La virtù è una bellezza dell'anima più vera delle bellezze dei corpi, e non ha né grandezza né numero: la proporzione non può renderne ragione.
P5Quando una forma entra in una materia, riunisce le parti in un'unità, e la bellezza prende sede in quell'unità: i corpi sono belli partecipando di questa forma.
P6L'anima riconosce subito il bello, gioisce alla vista di ciò che le è affine e si ritrae davanti al brutto.
P7 · premessa implicitaSe la simmetria non è ciò che fa la bellezza, e se la forma che unifica la materia rende conto di tutte le bellezze, allora la bellezza è la presenza di quella forma, che l'anima riconosce perché le è affine.
Dunque la bellezza non è simmetria: è la presenza della forma, dell'intelligibile, nella materia; e l'anima la riconosce perché è della stessa natura.

clicca su una premessa per rifiutarla

Se accetti tutte le premesse, la logica ti obbliga ad accettare la conclusione. Il dibattito riguarda dunque le premesse.
Verificato da un solutore logico: è impossibile che tutte le premesse siano vere e la conclusione falsa.
Senza la premessa implicita: Senza P7, il computer trova un caso in cui la simmetria è respinta, la forma unifica la materia, l'anima è affine al bello, eppure la bellezza sarebbe qualcosa di diverso da quella forma (per esempio una reazione di piacere che non ha rapporto con essa).
Le prime quattro premesse permettono di respingere la simmetria (P1 e P2 danno una contraddizione se la bellezza è simmetria). Per passare a «la bellezza è la forma nella materia» bisogna aggiungere P7: una volta scartata la simmetria, la forma unificante è la sola spiegazione rimasta. È il passo che compie Plotino, senza sempre scriverlo in una sola frase.
Analogia. Dire che la bellezza è simmetria è come dire che un fuoco è caldo a causa della sua forma. Plotino risponde: il calore viene dal fuoco presente nel legno. Allo stesso modo, la bellezza viene dalla forma presente nel corpo.

Obiezioni

2

Ogni obiezione è una conversazione: clicca per vedere chi risponde e a che punto è il dibattito.

G
Gli stoici (teoria riportata da Plotino) 250 a.C. · attacca la premessa 1

La bellezza di un corpo consiste nella giusta proporzione delle sue parti, insieme alla grazia dei colori. Una tale bellezza esiste dunque soltanto in un composto.

Plotin risponde
P
Plotino 253 · Risposta di Plotino
La stessa proporzione può lasciare un volto ora bello, ora brutto. Bisogna dunque dire che la bellezza è altro dalla proporzione, e che la proporzione è bella per qualcos'altro.
Il dibattito continua (nostra sintesi) Nostra sintesi: Plotino scrive che «quasi tutti» dicono questo, senza nominare una scuola. Di solito viene attribuita agli stoici; un'idea vicina si legge in Cicerone (I doveri I, 98: la bellezza del corpo viene dalla disposizione conveniente delle membra). Plotino risponde prima con i casi semplici (colore, luce), poi con l'esempio del volto e della virtù.
A che punto è il dibattito (nostra sintesi)Oggi molti teorici dell'arte ritengono che la proporzione conti senza spiegare tutto. Il disaccordo di fondo: serve un principio unico dietro tutte le bellezze (la forma, per Plotino), o più spiegazioni a seconda dei casi? Punto aperto.
David Hume 1757 · attacca la premessa 6

La bellezza e la bruttezza non sono qualità degli oggetti: appartengono interamente al sentimento. Ciò che l'anima prova davanti al bello è un sentimento, non il riconoscimento di una parentela con un mondo intelligibile.

senza risposta
Nessuna risposta possibile: obiezione formulata nel 1757, dopo la morte dell'autore (270).
Il dibattito continua (nostra sintesi) Nostra sintesi: Hume non parla di Plotino; l'obiezione è un nostro accostamento. Hume stesso ammette che certe qualità degli oggetti sono fatte per produrre questo sentimento, il che lascia spazio a una bellezza che dipende anche dalle cose.
A che punto è il dibattito (nostra sintesi)Disaccordo di fondo: l'emozione davanti al bello è il segno di una bellezza reale che si riconosce, o solo una reazione della nostra natura? Punto aperto: non c'è una risposta largamente accettata.