La bellezza è negli occhi di chi guarda?
Gusto, armonia, cultura e universalità
La bellezza è negli occhi di chi guarda? I filosofi danno 4 risposte principali: la bellezza è nelle cose, dei gusti, ma anche dei giudici, soggettiva ma universale e tutto è relativo. AskPhilosophy presenta 14 argomenti, da Platone a Roger Scruton, ricostruiti passo per passo, controllati dalla logica e verificati parola per parola sui testi originali.
Le 4 risposte possibili
Ogni colonna è un modo di rispondere alla domanda: ciò che sostiene e i filosofi che la difendono. Clicca su una colonna per vedere solo i suoi argomenti.
Il bello è una realtà: armonia, proporzione, riflesso di un bello assoluto.
Platone, Plotin, Roger Scruton
La bellezza dipende dal sentimento, ma alcuni gusti sono più giusti di altri.
David Hume, Francis Hutcheson, Edmund Burke
La bellezza non è una proprietà delle cose, ma quando dico «è bello» parlo a nome di tutti.
Immanuel Kant, Friedrich Schiller, Hannah Arendt
La bellezza cambia secondo la specie, la cultura, la classe sociale: non esiste un bello in sé.
Voltaire, Friedrich Nietzsche, Charles Darwin, Pierre Bourdieu…
Gli argomenti
Clicca su un argomento per vederlo passo per passo, con le obiezioni e le risposte.
La bellezza è nelle cose
Il bello è una realtà: armonia, proporzione, riflesso di un bello assoluto.
3 argomentiLe cose belle sono belle per il Bello in sé
Le cose belle cambiano e svaniscono; sono belle solo in quanto partecipano di un Bello che, esso, non cambia.
La bellezza non è simmetria: è forma nella materia
Cose prive di parti, come la luce del sole o il fulmine, sono belle: la bellezza non può dunque essere la simmetria delle parti.
Si discute della bellezza, si educa il proprio gusto: dunque il bello riguarda l'oggetto, non solo il soggetto
Si discute di bellezza e si educa il gusto: ciò ha senso solo se il giudizio riguarda l'oggetto e può essere più o meno giusto.
Dei gusti, ma anche dei giudici
La bellezza dipende dal sentimento, ma alcuni gusti sono più giusti di altri.
3 argomentiGusti diversi, ma una norma del gusto: il verdetto dei veri giudici
La bellezza sta nel sentimento, ma non tutti i gusti si equivalgono: certe qualità piacciono naturalmente ai veri giudici.
Un senso interno del bello: non scegliamo ciò che ci appare bello, ma la base è comune
Il bello ci colpisce subito e senza scelta, come un senso, e questo senso ha una base comune che l'abitudine può deviare.
Il gusto ha principi comuni: ciò che varia da un uomo all'altro è il grado, non la natura
I sensi e l'immaginazione funzionano allo stesso modo in tutti: i gusti differiscono solo per conoscenza e grado.
Soggettiva ma universale
La bellezza non è una proprietà delle cose, ma quando dico «è bello» parlo a nome di tutti.
3 argomentiIl bello piace a tutti, senza concetto e senza interesse
Il piacere del bello è privo di interesse personale, perciò ciascuno può attenderlo dagli altri, senza che alcuna regola dica che cosa sia bello.
La forma vivente: il bello non è né nell'oggetto soltanto né nel mio piacere privato, parla a ciò che abbiamo in comune
Il piacere dei sensi resta privato, ma il bello coinvolge contemporaneamente entrambe le nostre nnature e si rivolge dunque a ciò che abbiamo in comune.
La mentalità allargata: giudicare il bello significa pensare al posto di tutti gli altri
Giudicare il bello significa pensare al posto degli altri: non si può dimostrare il proprio giudizio, ma solo cercare il loro consenso.
Tutto è relativo
La bellezza cambia secondo la specie, la cultura, la classe sociale: non esiste un bello in sé.
5 argomentiChiedi a un rospo che cos'è la bellezza
Ogni essere trova bello ciò che gli piace, e ciò che cambia a seconda di chi guarda non è una proprietà delle cose stesse.
Niente è bello, solo l'uomo è bello
L'uomo considera bello tutto ciò che gli rimanda la propria immagine: il giudizio «bello» parla di lui, non delle cose.
Il senso del bello deriva dalla selezione sessuale, e ogni popolo ha il proprio ideale
Gli animali scelgono ciò che trovano bello, e ogni specie o popolo ama cose diverse: non esiste un bello universale.
Il gusto non è un dono: è un marchio di classe
Il gusto varia secondo l'educazione e la posizione sociale, e serve a collocarsi: giudicare qualcosa «bello» classifica chi giudica.
Il push-pin vale quanto la poesia
Il valore di un'arte si misura dal piacere che procura; ogni altra graduatoria tra le arti è immaginaria.
Le posizioni degli altri filosofi arriveranno man mano che le schede verranno completate. Nessuna posizione viene presentata come vincente.