Al-Ghazali
La ragione ha i suoi limiti: la certezza viene dall'esperienza di Dio.
Idee sbagliate comuni
Al-Ghazali ha ucciso la scienza e la filosofia nel mondo musulmano.
Attacca la metafisica dei filosofi, non le scienze. Giudica persino un crimine contro la religione rifiutare la matematica e l'astronomia (per esempio la spiegazione delle eclissi) in nome dell'islam. Conserva la logica e la usa ovunque. Gli storici della scienza ricordano inoltre che l'astronomia e la medicina arabe continuarono a progredire dopo di lui; e Averroè gli risponde già nel XII secolo.
Al-Ghazali ha dichiarato i filosofi miscredenti.
Solo su tre punti: l'eternità del mondo, l'idea che Dio non conosca le cose particolari e il rifiuto della resurrezione dei corpi. Sugli altri diciassette li giudica in errore, ma non fuori dall'islam. Il verdetto resta pesante: la questione posta alla fine del libro è se si debbano dichiarare miscredenti, e punire con la morte, coloro che condividono queste tesi; egli risponde che la miscredenza è certa su questi tre punti.
Per al-Ghazali, il fuoco non brucia.
Egli dice che il legame tra il fuoco e la combustione non è necessario: è un'abitudine che Dio mantiene, e che potrebbe interrompere (miracolo). Propone persino una seconda risposta, in cui il fuoco ha effettivamente la natura di bruciare, ma Dio può cambiare tale natura. E precisa che credere in cause naturali necessarie non è, ai suoi occhi, miscredenza.
Al-Ghazali rifiutava la ragione a favore della fede cieca.
Al contrario, rifiuta la credenza per semplice imitazione dei genitori e dei maestri, e parte alla ricerca di una certezza senza falle. La sua crisi finisce quando ritrova fiducia nelle verità della ragione. Ciò che rifiuta è che la ragione da sola possa raggiungere ogni cosa.