Jean Calvin
Teologo della Riforma: ogni essere umano porta in sé un senso naturale del divino.
La sua vita
Teologo e riformatore francese (1509-1564), nato a Noyon e stabilitosi a Ginevra. La sua Istituzione della religione cristiana, pubblicata per la prima volta nel 1536 e continuamente rielaborata, è l'esposizione più influente del pensiero protestante riformato. Vi afferma la sovranità di Dio, la predestinazione e un senso naturale del divino presente in ogni essere umano.
Le sue opere
Espone la dottrina riformata: conoscenza di Dio, Cristo, fede, Chiesa.
Riassume la fede riformata in domande e risposte.
Cosa ha scritto
« Riteniamo fuori discussione che nella mente umana, e anzi per istinto naturale, vi sia un senso del divino. »
Quemdam inesse humanae menti, et quidem naturali instinctu, divinitatis sensum, extra controversiam ponimus
« Quasi tutta la somma della nostra sapienza, quella che merita di essere considerata vera e solida, consiste di due parti: la conoscenza di Dio e quella di noi stessi. »
Tota fere sapientiae nostrae summa, quae vera demum ac solida sapientia censeri debeat, duabus partibus constat, Dei cognitione et nostri
Posizioni
clicca su una riga per vedere la provaOgni essere umano ha un senso naturale del divino, e la creazione mostra la gloria di Dio.
Calvin, Institutes of the Christian Religion (1559), I.iii-v
Predestinazione: Dio ha scelto i salvati prima della creazione del mondo, e la volontà decaduta non può volgersi al bene con le proprie forze.
Calvin, Institutes of the Christian Religion (1559), II.ii-v and III.xxi-xxiv
Il peccato ha oscurato la ragione in materia spirituale: la fede è un dono dello Spirito Santo, non il risultato di un argomento.
Calvin, Institutes of the Christian Religion (1559), II.ii and III.ii
Il fine principale della vita umana è conoscere e glorificare Dio.
Calvin, Institutes of the Christian Religion (1559), I.i-ii
Dopo la Caduta, la natura umana è interamente corrotta dal peccato, nella mente come nella volontà.
Calvin, Institutes of the Christian Religion (1559), II.i