Dio non è cento talleri: Hegel difende la prova ontologica contro Kant
Dunque la critica di Kant non confuta la prova ontologica: il passaggio dal pensiero di Dio alla certezza che egli esiste resta legittimo.
Pensare cento talleri non li fa esistere, ma Dio non è una cosa finita: il suo concetto unisce pensiero ed essere.
«Dio non è cento talleri: Hegel difende la prova ontologica contro Kant» è un argomento di Georg Wilhelm Friedrich Hegel (Enciclopedia, § 51 Osservazione e § 193 Osservazione (1830)) sulla domanda «Dio esiste?» (risposta: teismo). La sua tesi: Dunque la critica di Kant non confuta la prova ontologica: il passaggio dal pensiero di Dio alla certezza che egli esiste resta legittimo. Secondo la verifica logica di AskPhilosophy (solutore Z3), l'argomento è valido solo se si ammette una premessa che l'autore non formula (P4). AskPhilosophy presenta 3 obiezioni, 3 delle quali con una risposta documentata, e il testo originale di ciascuna premessa, verificato parola per parola.
Kant aveva confutato la prova ontologica (Anselmo, Cartesio) con un esempio diventato celebre: cento talleri reali non contengono nulla di più di cento talleri pensati. Hegel, uno dei pochi grandi filosofi a difendere ancora la prova dopo Kant, risponde: l'esempio vale per le cose finite, non per Dio. Classificazione onesta: il Dio di Hegel non è esattamente il creatore personale del teismo classico (molti vi vedono un panteismo), ma l'argomento qui difeso è la prova classica dell'esistenza di Dio, e Hegel si diceva cristiano.
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Senza la premessa implicita: Senza P4, il computer trova un mondo in cui Dio non è finito, il suo concetto include l'essere, e tuttavia la critica di Kant confuta comunque la prova: per esempio perché nessun concetto, nemmeno quello, può garantire che una cosa esista fuori dal pensiero.
Obiezioni
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Kant, Critica della ragion pura (testo precedente) 1781 · attacca la premessa 4L'esistenza non è il predicato reale di alcun concetto: cento talleri reali non contengono nulla di più di cento talleri possibili. Questo vale per ogni concetto, compreso quello di Dio. Se nego che Dio esista, tolgo il soggetto con tutti i suoi predicati, senza alcuna contraddizione.
Hegel risponde
L'esistenza non è il predicato reale di alcun concetto: cento talleri reali non contengono nulla di più di cento talleri possibili. Questo vale per ogni concetto, compreso quello di Dio. Se nego che Dio esista, tolgo il soggetto con tutti i suoi predicati, senza alcuna contraddizione.
Una difficoltà che Hegel stesso riconosce (Enciclopedia, § 193) attacca la premessa 3Nella prova di Anselmo (e in Cartesio e Spinoza), l'unità di pensiero ed essere non è dimostrata: è solo presupposta. Le si può sempre opporre la loro differenza, come è stato fatto fin dall'epoca di Anselmo.
Hegel risponde
Nella prova di Anselmo (e in Cartesio e Spinoza), l'unità di pensiero ed essere non è dimostrata: è solo presupposta. Le si può sempre opporre la loro differenza, come è stato fatto fin dall'epoca di Anselmo.
Frege e Russell: l'esistenza non è una proprietà delle cose 1884 · attacca la premessa 3La logica moderna precisa l'idea di Kant: dire «Dio esiste» significa dire che un concetto si applica ad almeno una cosa. L'esistenza non può dunque far parte di alcun concetto, e nessuna definizione, nemmeno quella di Dio, può garantire che si applichi a qualcosa.
Hegel risponde
La logica moderna precisa l'idea di Kant: dire «Dio esiste» significa dire che un concetto si applica ad almeno una cosa. L'esistenza non può dunque far parte di alcun concetto, e nessuna definizione, nemmeno quella di Dio, può garantire che si applichi a qualcosa.