DomandeDio esiste?La prova ontologica
Dio esiste?TeismoOntologico

La prova ontologica

René Descartes 1596 · 1650Dubitare di tutto per trovare ciò che resiste al dubbio.
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Che cosa sostiene

Dunque Dio esiste.

Perché

Concepisco chiaramente che l'esistenza appartiene all'essere perfetto, e ciò che appartiene alla natura di una cosa le appartiene veramente.

In breve

«La prova ontologica» è un argomento di René Descartes (Meditazione quinta) sulla domanda «Dio esiste?» (risposta: teismo). La sua tesi: Dunque Dio esiste. Secondo la verifica logica di AskPhilosophy (solutore Z3), l'argomento è valido solo se si ammette una premessa che l'autore non formula (P3). AskPhilosophy presenta 3 obiezioni, 3 delle quali con una risposta documentata, e il testo originale di ciascuna premessa, verificato parola per parola.

Meditazione quinta
Valido con una premessa implicita

Seconda prova di Dio, senza passare per il mondo né per la causalità: basterebbe la sola idea di un essere perfetto.

P1Tutto ciò che concepisco chiaramente come appartenente alla natura di una cosa le appartiene veramente.
P2Concepisco chiaramente che l'esistenza appartiene alla natura di Dio, l'essere perfetto: un essere perfetto privo di esistenza mancherebbe di una perfezione.
P3 · premessa implicitaSe l'esistenza appartiene alla natura di una cosa, allora quella cosa esiste realmente, e non soltanto nel nostro pensiero.
Dunque Dio esiste.

clicca su una premessa per rifiutarla

Se accetti tutte le premesse, la logica ti obbliga ad accettare la conclusione. Il dibattito riguarda dunque le premesse.
Verificato da un solutore logico: è impossibile che tutte le premesse siano vere e la conclusione falsa.
Senza la premessa implicita: Senza P3, il computer trova un mondo possibile in cui l'esistenza fa effettivamente parte dell'idea di Dio, ma in cui Dio non esiste al di fuori del pensiero.
Con P1 e P2 soltanto si ottiene «l'esistenza appartiene alla natura di Dio», non «Dio esiste». Occorre il ponte P3, che Cartesio difende esplicitamente (la necessità è «nella cosa stessa»). È proprio questo ponte che contestano Caterus, Gassendi e poi Kant.
Analogia. Concepire una montagna implica una valle, anche se nessuna montagna esiste. Cartesio risponde: con Dio è diverso, perché ciò che è inseparabile dalla sua idea è l'esistenza stessa.

Obiezioni

3

Ogni obiezione è una conversazione: clicca per vedere chi risponde e a che punto è il dibattito.

C
Caterus 1641 · attacca la premessa 3

Anche se il concetto di essere perfetto contiene l'esistenza, ne segue soltanto che le due idee sono legate nella nostra mente, non che questo essere esista in natura.

Descartes risponde
Descartes
Le cose che concepiamo contengono un'esistenza possibile; solo l'idea di Dio contiene un'esistenza necessaria. Non è una finzione della mente: è la vera natura di un tale essere.
A che punto è il dibattito (nostra sintesi)Cartesio risponde che solo l'idea di Dio contiene un'esistenza necessaria e non soltanto possibile. Caterus e i suoi successori contestano che questa necessità nel concetto garantisca l'esistenza al di fuori del pensiero: il disaccordo di fondo riguarda il passaggio dal concetto alla realtà.
Gassendi 1641 · attacca la premessa 2

L'esistenza non è una perfezione tra le altre: è ciò senza cui non c'è alcuna perfezione. Metterla nell'elenco delle perfezioni di Dio significa supporre ciò che si deve dimostrare.

Descartes risponde
Descartes
L'esistenza può ben essere chiamata una proprietà. E l'esistenza necessaria è una proprietà nel senso più stretto, poiché appartiene solo a Dio e fa parte soltanto della sua essenza.
A che punto è il dibattito (nostra sintesi)Cartesio sostiene che l'esistenza necessaria è una proprietà in senso stretto, propria di Dio. Gassendi sostiene che l'esistenza non è una perfezione tra le altre. Il dibattito sullo statuto dell'esistenza prosegue con Kant, poi nella logica moderna.
Kant 1781 · attacca la premessa 2

«Essere» non è un vero predicato: dire che una cosa esiste non aggiunge nulla al suo concetto. Cento talleri reali non contengono un tallero in più di cento talleri pensati.

Descartes risponde
Nessuna risposta possibile: obiezione formulata nel 1781, dopo la morte dell'autore (1650).
Norman Malcolm 1960
Malcolm difende Anselmo piuttosto che Cartesio: concede a Kant che la semplice esistenza non è una perfezione, ma sostiene che l'esistenza necessaria lo è: su di essa si fonda, a suo avviso, il secondo argomento di Anselmo. Il seguito del dibattito (Kant, poi le versioni modali) è trattato nell'argomento di Anselmo.
vedi l'argomento
A che punto è il dibattito (nostra sintesi)I sostenitori della prova distinguono l'esistenza semplice dall'esistenza necessaria per sfuggire a Kant, come già faceva Cartesio contro Caterus; Kant sosteneva già che sopprimere il soggetto ne sopprime la necessità senza contraddizione. Il dibattito si è spostato sulla premessa di possibilità delle versioni modali.