Affermazioni straordinarie richiedono prove straordinarie
Il criterio di Sagan; ECREE
Dunque, finché mancano prove straordinarie, non abbiamo ragione di credere a un'affermazione straordinaria; possiamo studiarla senza crederci.
Quanto più un'affermazione si discosta da ciò che sappiamo, tanto più solide devono essere le prove, e spetta a chi la avanza fornirle.
«Affermazioni straordinarie richiedono prove straordinarie» è un argomento di Carl Sagan (Broca's Brain, 1979; Cosmos, 1980, 1979) sulla domanda «Si deve credere senza prove?» (risposta: nessuna credenza senza prove). La sua tesi: Dunque, finché mancano prove straordinarie, non abbiamo ragione di credere a un'affermazione straordinaria; possiamo studiarla senza crederci. Secondo la verifica logica di AskPhilosophy (solutore Z3), l'argomento è valido solo se si ammette una premessa che l'autore non formula (P3). AskPhilosophy presenta 3 obiezioni, 1 delle quali con una risposta documentata, e il testo originale di ciascuna premessa, verificato parola per parola.
Nel 1979, in Broca's Brain, l'astronomo Carl Sagan riferisce di un dibattito all'interno di un comitato di scettici americani: bisogna combattere tutte le dottrine che sanno di pseudoscienza, oppure giudicare ogni questione nel merito, facendo ricadere l'onere della prova su chi avanza le proposte? Egli si schiera con il secondo campo. L'straordinario va esplorato, scrive, ma le affermazioni straordinarie richiedono prove straordinarie. La formula, ripresa nella serie Cosmos (1980), prolunga un principio più antico, quello di Hume sui miracoli. Si applica a qualsiasi affermazione fuori dall'ordinario, comprese quelle religiose. Una precisazione: Sagan non la propone come un argomento dimostrato, ma come una regola di metodo; abbiamo riletto soltanto il passo di Broca's Brain, non il testo di Cosmos.
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Senza la premessa implicita: Senza P3, il computer trova un caso in cui l'onere della prova ricade su chi sostiene l'affermazione e lo straordinario viene esaminato, ma in cui prove ordinarie basterebbero per credere a un'affermazione fuori dall'ordinario.
Obiezioni
3Ogni obiezione è una conversazione: clicca per vedere chi risponde e a che punto è il dibattito.
MMarcello Truzzi 1987 · attacca la premessa 1Truzzi, sociologo e scettico, accetta la regola: più un'affermazione è straordinaria, più pesante è l'onere della prova. Ma distingue il vero scettico, che dice soltanto «non è provato», dallo «pseudoscettico», che nega. Chi afferma che un risultato strano deriva da un errore o da un imbroglio avanza anch'egli una tesi, e deve dunque provarla a sua volta.
senza risposta
Truzzi, sociologo e scettico, accetta la regola: più un'affermazione è straordinaria, più pesante è l'onere della prova. Ma distingue il vero scettico, che dice soltanto «non è provato», dallo «pseudoscettico», che nega. Chi afferma che un risultato strano deriva da un errore o da un imbroglio avanza anch'egli una tesi, e deve dunque provarla a sua volta.
Alvin Plantinga 2000 · attacca la premessa 3Esigere prove per ogni credenza è un'esigenza che non applichiamo ad altre credenze (la memoria, le altre menti). Alcune credenze sono «di base»: punti di partenza del pensiero, razionali senza prove. La credenza in Dio può essere tra queste, e il criterio di Sagan non vi si applica.
un difensore risponde
Esigere prove per ogni credenza è un'esigenza che non applichiamo ad altre credenze (la memoria, le altre menti). Alcune credenze sono «di base»: punti di partenza del pensiero, razionali senza prove. La credenza in Dio può essere tra queste, e il criterio di Sagan non vi si applica.
RRichard Price 1767 · attacca la premessa 3Contro Hume, Price osserva che una particolare estrazione della lotteria è improbabile al di là di ogni immaginazione: con 50.000 biglietti, ogni ordine di estrazione ha quasi nessuna possibilità. Eppure la testimonianza di un giornale o di una persona qualunque basta a farcela credere. Un'affermazione molto improbabile non richiede dunque sempre prove fuori dall'ordinario.
senza risposta
Contro Hume, Price osserva che una particolare estrazione della lotteria è improbabile al di là di ogni immaginazione: con 50.000 biglietti, ogni ordine di estrazione ha quasi nessuna possibilità. Eppure la testimonianza di un giornale o di una persona qualunque basta a farcela credere. Un'affermazione molto improbabile non richiede dunque sempre prove fuori dall'ordinario.