Le Leggi del Critone: non si evade, nemmeno se condannati ingiustamente
Le Leggi di Atene parlano a Socrate
Dunque Socrate non deve evadere: deve accettare la sentenza, anche se ingiusta.
Restare nella città significa impegnarsi a obbedirle o a convincerla; evadere sarebbe un'ingiustizia in più, e al male non si risponde con il male.
«Le Leggi del Critone: non si evade, nemmeno se condannati ingiustamente» è un argomento di Socrate (Platone, Critone, 49a-54d (Socrate secondo Platone), 390 a.C.) sulla domanda «Bisogna sempre obbedire alla legge?» (risposta: obbedire). La sua tesi: Dunque Socrate non deve evadere: deve accettare la sentenza, anche se ingiusta. Secondo la verifica logica di AskPhilosophy (solutore Z3), l'argomento è valido solo se si ammette una premessa che l'autore non formula (P4). AskPhilosophy presenta 3 obiezioni, 3 delle quali con una risposta documentata, e il testo originale di ciascuna premessa, verificato parola per parola.
Nel 399 a.C. Socrate, condannato a morte da un tribunale ateniese che ritiene ingiusto, attende l'esecuzione in prigione. Il suo amico Critone ha preparato tutto per l'evasione. Socrate rifiuta, e Platone gli fa immaginare che le Leggi di Atene vengano a parlargli. Il loro discorso è il testo fondativo della domanda «bisogna obbedire alla legge anche quando ci tratta male?». Le Leggi non dicono che la sentenza sia giusta: dicono che evadere sarebbe un'ingiustizia in più. La forma da P1 a P5 → C è una nostra ricostruzione.
clicca su una premessa per rifiutarla
Senza la premessa implicita: Senza P4, il computer trova un caso in cui evadere è un impegno infranto e un torto fatto alle leggi, senza per questo essere un'ingiustizia: per esempio se l'impegno non era giusto, o se le leggi avevano fatto torto per prime. Le Leggi del Critone affermano che qui non è così (P5), ma ciò deve essere posto.
Obiezioni
3Ogni obiezione è una conversazione: clicca per vedere chi risponde e a che punto è il dibattito.
David Hume 1748 · attacca la premessa 2Restare nel proprio paese non significa acconsentire. Non si può dire seriamente che un povero contadino o artigiano abbia la libera scelta di lasciare il proprio paese, quando non conosce né lingua né costumi stranieri e vive alla giornata del suo piccolo salario. Sarebbe come dire che un uomo portato addormentato su una nave acconsente all'autorità del capitano restandovi, quando dovrebbe gettarsi nell'oceano e morire per andarsene.
Socrate risponde
Restare nel proprio paese non significa acconsentire. Non si può dire seriamente che un povero contadino o artigiano abbia la libera scelta di lasciare il proprio paese, quando non conosce né lingua né costumi stranieri e vive alla giornata del suo piccolo salario. Sarebbe come dire che un uomo portato addormentato su una nave acconsente all'autorità del capitano restandovi, quando dovrebbe gettarsi nell'oceano e morire per andarsene.
Socrate (personaggio di Platone) 399 a.C. · attacca la conclusioneNell'Apologia, Socrate dice ai suoi giudici che obbedirà al dio piuttosto che a loro, anche se gli ordinassero di smettere di filosofare. E sotto il regime dei Trenta rifiutò l'ordine di andare ad arrestare Leone di Salamina per farlo mettere a morte: tornò semplicemente a casa, a rischio della vita. Socrate ha dunque già disobbedito a ordini della città. Il Critone si contraddice?
Socrate risponde
Nell'Apologia, Socrate dice ai suoi giudici che obbedirà al dio piuttosto che a loro, anche se gli ordinassero di smettere di filosofare. E sotto il regime dei Trenta rifiutò l'ordine di andare ad arrestare Leone di Salamina per farlo mettere a morte: tornò semplicemente a casa, a rischio della vita. Socrate ha dunque già disobbedito a ordini della città. Il Critone si contraddice?
Tommaso d'Aquino 1270 · attacca la premessa 5Una legge ingiusta non obbliga in coscienza, se non forse per evitare lo scandalo o il disordine. È piuttosto una violenza che una legge. Obiezione tratta dal suo pensiero (Tommaso d'Aquino non commenta il Critone): bisogna distinguere le leggi giuste da quelle ingiuste, mentre le Leggi del Critone chiedono di obbedire anche a una sentenza ingiusta, a meno che si riesca a convincere la città.
un difensore risponde
Una legge ingiusta non obbliga in coscienza, se non forse per evitare lo scandalo o il disordine. È piuttosto una violenza che una legge. Obiezione tratta dal suo pensiero (Tommaso d'Aquino non commenta il Critone): bisogna distinguere le leggi giuste da quelle ingiuste, mentre le Leggi del Critone chiedono di obbedire anche a una sentenza ingiusta, a meno che si riesca a convincere la città.