Bisogna sempre obbedire alla legge?
Obbedienza, coscienza, rivolta, e lo Stato stesso
Bisogna sempre obbedire alla legge? I filosofi danno 4 risposte principali: obbedire, prima la coscienza, il diritto di ribellarsi e nessun padrone. AskPhilosophy presenta 17 argomenti, da Sophocle a Alexandre Soljenitsyne, ricostruiti passo per passo, controllati dalla logica e verificati parola per parola sui testi originali.
Le 4 risposte possibili
Ogni colonna è un modo di rispondere alla domanda: ciò che sostiene e i filosofi che la difendono. Clicca su una colonna per vedere solo i suoi argomenti.
Anche se imperfetta, la legge va rispettata: senza di essa vi sono il disordine o la legge del più forte.
Socrate, Immanuel Kant, David Hume
Una legge ingiusta non obbliga: si può, o si deve, rifiutarsi di obbedirle, a viso scoperto.
Tommaso d'Aquino, Sophocle, Henry David Thoreau, Hannah Arendt…
Quando un potere diventa tirannico, il popolo ha il diritto di rovesciarlo.
John Locke, Étienne de La Boétie, Juan de Mariana, Mencius
Nessuno Stato ha un'autorità legittima su di noi: una società può organizzarsi senza governo.
Pierre-Joseph Proudhon, Mikhaïl Bakounine, Léon Tolstoï
Gli argomenti
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Obbedire
Anche se imperfetta, la legge va rispettata: senza di essa vi sono il disordine o la legge del più forte.
3 argomentiLe Leggi del Critone: non si evade, nemmeno se condannati ingiustamente
Restare nella città significa impegnarsi a obbedirle o a convincerla; evadere sarebbe un'ingiustizia in più, e al male non si risponde con il male.
Nessun diritto di resistenza contro il potere legislativo
Un diritto di resistere alla legge suprema presupporrebbe una legge che lo autorizzi, dunque una legge suprema che non sarebbe più suprema: è una contraddizione.
Si obbedisce per utilità e per abitudine, non per contratto
I governi nascono dalla forza e vivere in un paese non significa acconsentire: si obbedisce perché altrimenti la società non reggerebbe.
Prima la coscienza
Una legge ingiusta non obbliga: si può, o si deve, rifiutarsi di obbedirle, a viso scoperto.
7 argomentiUna legge ingiusta non è veramente una legge
Una legge che si allontana dalla ragione e dal bene comune è più un atto di violenza che una legge: perciò non obbliga la coscienza.
Antigone: le leggi non scritte contro l'editto del re
Le leggi non scritte degli dèi valgono per ogni tempo, e l'editto di un mortale non ha la forza di scavalcarle.
Violare la legge quando fa di me l'agente di un'ingiustizia
Se la legge esige che io sia l'agente di un'ingiustizia verso un altro, obbedire mi rende complice: devo dunque violarla.
«Ho obbedito» non è una scusa: Eichmann e la responsabilità
Obbedire a un potere criminale significa sostenerlo: chi poteva giudicare da sé non può dire di aver soltanto obbedito.
Elvidio Prisco: «Tu farai la tua parte, e io farò la mia»
L'imperatore può espellermi o uccidermi, ma finché sono senatore la mia parte è dire ciò che ritengo giusto, e la mantengo senza tremare.
Davanti all'imperatore: «La mia coscienza è vincolata alla Parola di Dio»
La sua coscienza è vincolata alla Parola di Dio, e agire contro coscienza non è né sicuro né giusto: non si ritratterà senza prove.
Vivere senza menzogna: rifiutarsi di parteciparvi
Se non possiamo rovesciare la violenza, possiamo rifiutarci di dire, scrivere o firmare ciò che sappiamo essere falso: la menzogna si regge solo grazie a noi.
Il diritto di ribellarsi
Quando un potere diventa tirannico, il popolo ha il diritto di rovesciarlo.
4 argomentiIl potere è un deposito fiduciario: il popolo può riprenderselo e appellarsi al cielo
Il potere è un deposito fiduciario affidato per proteggere il popolo: se lo asservisce, perde la fiducia e il popolo è sciolto dall'obbedienza.
Il tiranno è forte solo della nostra obbedienza: non sosteniamolo più
Un tiranno ha solo due occhi e due mani come chiunque altro: la sua forza è quella che il popolo gli presta, basta smettere di dargliela.
Il tiranno può essere deposto dalla comunità e, come ultimo ricorso, ucciso: il De rege di Mariana
Il potere del re viene dalla comunità: se si rivolge contro di essa, questa può deporlo e, come ultimo ricorso, ucciderlo.
Il tiranno non è più un re: ucciderlo non significa uccidere un sovrano
Un sovrano che distrugge la benevolenza e la giustizia non è che un semplice individuo: si punisce un uomo, non si uccide un re.
Nessun padrone
Nessuno Stato ha un'autorità legittima su di noi: una società può organizzarsi senza governo.
3 argomenti«Essere governato significa…»: il governo sostituito dal libero contratto
Essere governati significa essere comandati e sfruttati da persone senza titolo: uomini liberi possono impegnarsi per contratto, senza padrone.
L'autorità del calzolaio: si accetta un'autorità che si sceglie, non quella che ci viene imposta
Ci si affida al calzolaio perché lo si sceglie e lo si può controllare; un'autorità fissa e imposta, come lo Stato, non ha questa base.
Governare significa fare agli altri ciò che non vorremmo fosse fatto a noi: rifiutare di partecipare piuttosto che rovesciare
Governare significa usare la forza, quindi fare agli altri ciò che non vorremmo subire: l'unico rimedio è rifiutarsi di prendervi parte.
Le posizioni degli altri filosofi arriveranno man mano che le schede verranno completate. Nessuna posizione viene presentata come vincente.