John Searle
La coscienza è un fatto reale e irriducibile della vita interiore; negarla significa non vedere ciò che abbiamo sotto gli occhi.
La sua vita
John Searle (1932-2025), filosofo americano nato a Denver, ha insegnato all'Università della California, Berkeley. Ha rinnovato la filosofia del linguaggio con la teoria degli atti linguistici, poi la filosofia della mente con l'argomento della stanza cinese (1980), contro l'idea che un programma basti a pensare. Difende un «naturalismo biologico»: la coscienza è causata dal cervello ed è nondimeno reale.
Le sue opere
Analizza il parlare come azione governata da regole: promettere, ordinare, asserire.
Con la stanza cinese sostiene che manipolare simboli non basta per comprendere.
Difende la realtà e l'irriducibilità della coscienza contro il materialismo e il dualismo.
Spiega come il denaro, i governi e i matrimoni esistano grazie a un accordo collettivo.
Cosa ha scritto
« Quando si tratta della soggettività cosciente, non c'è distinzione tra l'osservazione e la cosa osservata. »
« Il dualismo rende il problema insolubile; il materialismo nega l'esistenza di qualsiasi fenomeno da studiare, e quindi di qualsiasi problema. »
Posizioni
clicca su una riga per vedere la provaDifende il realismo esterno e la verità come corrispondenza con i fatti, contro le posizioni scettiche e relativiste.
Searle, The Construction of Social Reality (1995)
Naturalismo biologico: la coscienza è causata da processi cerebrali ed è una caratteristica reale, irriducibile e in prima persona del cervello, né una sostanza separata né un semplice calcolo.
Searle, The Rediscovery of the Mind (1992)
Egli pensa che il «divario» tra ragioni e azione sia un'esperienza reale che può riflettere un cervello non determinato, per cui il libero arbitrio non è un'illusione da liquidare.
Searle, Rationality in Action (2001); Freedom and Neurobiology (2007)