DomandeLa mente è il cervello?Che cosa si prova a essere un pipistrello?
La mente è il cervello?La mente non è materia

Che cosa si prova a essere un pipistrello?

Il pipistrello di Nagel («what it is like»)

Thomas Nagel nato nel 1937La coscienza è un punto di vista soggettivo che la fisica non descrive: bisogna ampliare la nostra idea di natura.
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Che cosa sostiene

Dunque una teoria fisica oggettiva non descrive che cosa si prova a essere un pipistrello (né a essere noi): una parte della mente le sfugge, e oggi non abbiamo alcuna idea di che aspetto potrebbe avere una spiegazione fisica di questi fatti.

Perché

Che cosa si prova a essere qualcuno dipende dal suo punto di vista, e una teoria fisica si allontana da ogni punto di vista.

In breve

«Che cosa si prova a essere un pipistrello?» è un argomento di Thomas Nagel («What Is It Like to Be a Bat?», The Philosophical Review, 1974, 1974) sulla domanda «La mente è il cervello?» (risposta: la mente non è materia). La sua tesi: Dunque una teoria fisica oggettiva non descrive che cosa si prova a essere un pipistrello (né a essere noi): una parte della mente le sfugge, e oggi non abbiamo alcuna idea di che aspetto potrebbe avere una spiegazione fisica di questi fatti. Secondo la verifica logica di AskPhilosophy (solutore Z3), la conclusione segue effettivamente dalle sue 3 premesse. AskPhilosophy presenta 3 obiezioni, 2 delle quali con una risposta documentata, e il testo originale di ciascuna premessa, verificato parola per parola.

«What Is It Like to Be a Bat?», The Philosophical Review, 1974
Valido

Per sapere che cos'è un organo come il fegato, possiamo sezionarlo e misurarlo. Ma per una coscienza manca qualcosa: che cosa si prova a viverla dall'interno. Nel 1974 Thomas Nagel prende l'esempio del pipistrello, che percepisce il mondo tramite ecolocalizzazione, un senso che noi non abbiamo. Possiamo studiare il suo cervello e il suo sonar nei minimi dettagli; sapremmo per questo che cosa si prova a essere un pipistrello? Nagel pensa di no: questo punto di vista è soggettivo, mentre la scienza cerca una descrizione oggettiva, che non è quella di nessuno in particolare. Lo collochiamo qui perché l'argomento mostra che la mente non si riduce a ciò che la fisica descrive oggi. Attenzione: lo stesso Nagel non è dualista. Non difende l'esistenza di un'anima separata dal corpo, e scrive che sarebbe sbagliato concludere che il fisicalismo sia falso. Dice soltanto che non abbiamo alcuna idea di come potrebbe essere vero.

P1I pipistrelli hanno esperienze: c'è qualcosa che si prova a essere un pipistrello, dal suo punto di vista. È questo che significa «avere stati coscienti».
P2Ogni fatto su «cosa si prova» a essere qualcuno è legato a un unico punto di vista, quello dell'essere che vive l'esperienza.
P3Una teoria fisica è oggettiva: si allontana da ogni punto di vista particolare per descrivere le cose così come sono per tutti.
P4 · premessa implicitaCiò che una teoria abbandona allontanandosi da un punto di vista, non lo descrive.
Dunque una teoria fisica oggettiva non descrive che cosa si prova a essere un pipistrello (né a essere noi): una parte della mente le sfugge, e oggi non abbiamo alcuna idea di che aspetto potrebbe avere una spiegazione fisica di questi fatti.

clicca su una premessa per rifiutarla

Se accetti tutte le premesse, la logica ti obbliga ad accettare la conclusione. Il dibattito riguarda dunque le premesse.
Verificato da un solutore logico: è impossibile che tutte le premesse siano vere e la conclusione falsa.
Senza la premessa implicita: Senza P4, si potrebbero accettare da P1 a P3 e dire che la fisica, pur allontanandosi dai punti di vista, descrive comunque i fatti soggettivi in un altro modo, come una mappa descrive un paesaggio senza essere un paesaggio.
L'argomento è valido. P1 dice che esistono fatti su «che cosa si prova». P2 li lega a un punto di vista. P3 dice che la fisica abbandona i punti di vista particolari. Con P4, questi fatti non sono dunque descritti dalla fisica. Il dibattito riguarda soprattutto P1 (questi fatti esistono come fatti a parte?) e il passaggio da «la nostra teoria non li descrive» a «nessuna teoria fisica potrà mai farlo».
Analogia. Una ricetta descrive con precisione il sapore di una torta, ma chi non ha mai assaggiato lo zucchero non impara leggendola che cosa sia il sapore dolce. La ricetta è oggettiva; il sapore no.

Obiezioni

3

Ogni obiezione è una conversazione: clicca per vedere chi risponde e a che punto è il dibattito.

Daniel Dennett 1988 · attacca la premessa 1

La nozione di un «che cosa si prova» privato e ineffabile, che si aggiungerebbe a tutto ciò che fa il cervello, è confusa. Dennett pensa che i difensori del materialismo abbiano sbagliato a dire «spiegheremo questi qualia»; avrebbero dovuto chiedere: «quali qualia?». A suo avviso non esistono fatti di questo tipo oltre a ciò che siamo in grado di discriminare, a cui possiamo reagire e che possiamo dire.

Nagel risponde
David Chalmers 2003
Chalmers dice che un materialista di questo tipo deve o negare perfino l'apparenza di un ulteriore fatto da spiegare, il che equivale a negare ciò che è evidente, o fornire solidi argomenti per mostrare che si tratta soltanto di un'apparenza.
Il dibattito continua (nostra sintesi) Il dibattito continua. Dennett risponde che ciò che ci sembra evidente deriva da un modo fuorviante di descrivere la nostra stessa vita interiore, e propone di studiare ciò che le persone dicono delle proprie esperienze (eterofenomenologia). I suoi avversari ritengono che così si cambi argomento. Nessuna delle due parti ha prevalso.
Patricia Churchland 1996 · attacca la conclusione

Il fatto che non riusciamo a immaginare come il cervello produca l'esperienza è un fatto su di noi, non sul mondo. Churchland ritiene che ragionare a partire dalla nostra ignoranza attuale, o da ciò che non possiamo immaginare, per fissare un limite alla scienza sia un cattivo ragionamento.

senza risposta
Nagel non ha mai risposto a questa obiezione.
Il dibattito continua (nostra sintesi) Nagel stesso dice che il suo argomento non prova che il fisicalismo sia falso (si veda la risposta successiva). La questione è se la nostra ignoranza attuale sia un semplice ritardo della scienza, come per altri misteri risolti, o se l'esperienza soggettiva sia un caso diverso dalle altre riduzioni riuscite. Nagel pensa che sia diversa perché gli esempi del passato non contenevano alcun punto di vista soggettivo; Churchland non è convinta.
Thomas Nagel (la sua precisazione) 1974 · attacca la conclusione

Nagel stesso limita la portata del suo argomento: sarebbe un errore concludere che il fisicalismo è falso. Dice che non lo si può comprendere, dal momento che non abbiamo alcuna idea di come potrebbe essere vero. Se i processi mentali sono processi fisici, allora c'è qualcosa che si prova nel sottoporsi a certi processi fisici, e che cosa ciò significhi resta un mistero.

Nagel risponde
Thomas Nagel 1974 · Stesso passo
Nagel scrive che sarebbe più corretto dire che il fisicalismo è una posizione che non possiamo comprendere, perché al momento non abbiamo alcuna idea di come potrebbe essere vero.
Il dibattito continua (nostra sintesi) Questa cautela è il motivo per cui Nagel non è un dualista in senso stretto. In seguito ha difeso l'idea che la natura debba contenere più di ciò che descrive la fisica attuale (Mind and Cosmos, 2012), ma questo argomento del 1974 non si spinge fino a questo punto.