DomandeLa mente è il cervello?Il problema difficile della coscienza e gli zombie
La mente è il cervello?La mente non è materia

Il problema difficile della coscienza e gli zombie

L'argomento degli zombie filosofici (il «problema difficile»)

David Chalmers nato nel 1966Il «problema difficile»: perché l'elaborazione dell'informazione è accompagnata da un'esperienza vissuta?
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Che cosa sostiene

Dunque la coscienza non è fisica: il materialismo, secondo cui tutto, coscienza compresa, è fisico, è falso.

Perché

Possiamo concepire un essere fisicamente identico a noi ma privo di coscienza: dunque la coscienza è qualcosa che si aggiunge al fisico.

La stessa idea attraverso la storia
René Descartes1641Cartesio sostiene di poter concepire la propria mente senza il proprio corpo, e che dunque essi sono distinti. Chalmers lo cita tra i predecessori dell'argomento.Gottfried Wilhelm Leibniz1714Il «mulino» di Leibniz: attraversando una macchina, vedremmo solo dei pezzi, mai una percezione. Chalmers lo cita anch'esso come predecessore.
Saul Kripke1980In Naming and Necessity, Saul Kripke afferma che Dio, dopo aver creato i processi fisici del nostro mondo, avrebbe dovuto compiere un lavoro in più per inserirvi la coscienza.
David Chalmers1995Chalmers distingue i «problemi facili» (spiegare l'attenzione, la memoria, il linguaggio) dal «problema difficile»: perché tutta questa elaborazione di informazioni si accompagna a un'esperienza vissuta?
David Chalmers1996In The Conscious Mind, Chalmers sviluppa l'argomento degli zombie; lo riprende in forma breve nel suo testo del 2003, che citiamo.
In breve

«Il problema difficile della coscienza e gli zombie» è un argomento di David Chalmers («Facing Up to the Problem of Consciousness», 1995; The Conscious Mind, 1996, 1995) sulla domanda «La mente è il cervello?» (risposta: la mente non è materia). La sua tesi: Dunque la coscienza non è fisica: il materialismo, secondo cui tutto, coscienza compresa, è fisico, è falso. Secondo la verifica logica di AskPhilosophy (solutore Z3), la conclusione segue effettivamente dalle sue 3 premesse. AskPhilosophy presenta 5 obiezioni, 5 delle quali con una risposta documentata, e il testo originale di ciascuna premessa, verificato parola per parola.

«Facing Up to the Problem of Consciousness», 1995; The Conscious Mind, 1996
Valido

Spiegare come il cervello presti attenzione, ricordi, parli o reagisca: questi sono «problemi facili», difficili per i ricercatori, ma di cui si vede come arrivare alla soluzione. David Chalmers (1995) chiama «problema difficile» un'altra questione: perché tutta questa elaborazione di informazioni si accompagna a un'esperienza vissuta? Per mostrare che la questione non scompare, ricorre agli zombie. Uno zombie filosofico è un essere identico a noi, atomo per atomo, che si comporta come noi e dice «ho male», ma per il quale non c'è nulla che si provi nel sentire alcunché. Chalmers sostiene che un simile essere può essere concepito senza contraddizione. Se è possibile, la coscienza non discende dal fisico: è qualcosa in più. L'argomento mostra che la mente non può essere ridotta alla fisica. Chalmers stesso difende una forma di dualismo (parla di «dualismo naturalistico»), ma dice anche che è possibile un'altra via d'uscita: il panpsichismo.

P1Si può concepire senza contraddizione uno zombie: un essere fisicamente identico a un essere cosciente (stesso cervello, stesso comportamento) ma privo di qualsiasi coscienza. Questa idea non si contraddice, nemmeno dopo averci riflettuto.
P2Ciò che è concepibile in questo modo (senza contraddizione nascosta) è metafisicamente possibile: uno zombie avrebbe potuto esistere, forse in un universo con leggi diverse dalle nostre.
P3Se è possibile che esista un universo fisicamente identico al nostro ma privo di coscienza, allora nel nostro universo la coscienza è qualcosa in più rispetto al fisico.
Dunque la coscienza non è fisica: il materialismo, secondo cui tutto, coscienza compresa, è fisico, è falso.

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Se accetti tutte le premesse, la logica ti obbliga ad accettare la conclusione. Il dibattito riguarda dunque le premesse.
Verificato da un solutore logico: è impossibile che tutte le premesse siano vere e la conclusione falsa.
L'argomento è valido: è una catena in tre passaggi. Concepibile, dunque possibile (P1 e P2); possibile, dunque la coscienza non è fisica (P3). Non c'è alcuna premessa nascosta. L'intero dibattito riguarda P1 (possiamo davvero concepire uno zombie?) e P2 (ciò che è concepibile è sempre possibile?).
Analogia. Se possiamo immaginare, senza contraddizione, due case con esattamente gli stessi mattoni e la stessa pianta, di cui una abitata e l'altra vuota, allora l'abitarla non è un mattone in più. Resta da sapere se la immaginiamo davvero senza contraddizione.

Obiezioni

5

Ogni obiezione è una conversazione: clicca per vedere chi risponde e a che punto è il dibattito.

I materialisti «di tipo B» (Block e Stalnaker, Loar, Papineau, Tye...), sulla scia di Kripke 1990 · attacca la premessa 2

Ciò che è concepibile non è sempre possibile. Possiamo concepire che l'acqua non sia H2O, eppure l'acqua è necessariamente H2O: abbiamo scoperto questa verità per mezzo dell'esperienza, non con la sola riflessione. Allo stesso modo, il legame tra stati cerebrali e coscienza potrebbe essere necessario senza che noi possiamo vederlo riflettendo. Gli zombie ci sembrano possibili, ma non lo sono.

Chalmers risponde
David Chalmers 2003
Chalmers risponde che acqua e H2O sono un cattivo modello. Il legame tra acqua e H2O può essere dedotto dalla descrizione fisica completa del mondo; il materialista di tipo B deve invece sostenere che il legame tra stati fisici e coscienza sia «epistemicamente primitivo», cioè che non possa essere dedotto dalla verità fisica completa.
N
Ned Block e Robert Stalnaker 1999
Block e Stalnaker sostengono che persino le verità sull'acqua o sui geni non possono essere dedotte dalle verità fisiche sottostanti. Non ci sarebbe quindi una differenza così netta tra la coscienza e gli altri casi.
Il dibattito continua (nostra sintesi) Il dibattito continua. Chalmers e Frank Jackson hanno risposto a Block e Stalnaker nel 2001 («Conceptual Analysis and Reductive Explanation»), sostenendo che le verità sull'acqua possono essere dedotte dal fisico se i concetti sono compresi correttamente. I materialisti di tipo B giudicano questa deduzione troppo esigente. Nessuno dei due campi ha prevalso. Si noti che lo stesso Kripke pensava che la sua lezione sull'acqua non si applicasse al dolore.
Daniel Dennett 1995 · attacca la premessa 1

Gli zombie non sono concepibili: crediamo di concepirli perché li immaginiamo male. Supporre che si possa togliere la coscienza mantenendo tutte le funzioni del corpo è come supporre che si possa togliere la salute mantenendo intatte tutte le funzioni del corpo: si immagina allora erroneamente un «modulo» della salute che potrebbe mancare. Dennett pensa che la tradizione degli zombie scomparirebbe se i filosofi smettessero di immaginarli male.

Chalmers risponde
David Chalmers 2003
Chalmers risponde che questo materialista deve o negare perfino l'apparenza di un fatto ulteriore da spiegare, il che equivale a negare ciò che è evidente, oppure fornire solidi argomenti per mostrare che bisogna spiegare solo le funzioni.
Il dibattito continua (nostra sintesi) Il dibattito continua. Dennett risponde che proprio questo senso di evidenza è ciò che va spiegato, e che deriva dal nostro modo di pensare la nostra stessa vita interiore. Per i suoi avversari, questo significa rispondere a un'altra domanda. Nessuno dei due campi ha prevalso.
Paul Churchland 1996 · attacca la premessa 2

Un divario tra ciò che sappiamo spiegare e ciò che sentiamo non è un divario nella natura. All'epoca di Goethe, qualcuno avrebbe potuto costruire argomenti dello stesso genere contro l'idea che la luce si riduca a onde: la luce non si sarebbe potuta dedurre dal resto della fisica. Eppure la riduzione è riuscita.

Chalmers risponde
David Chalmers 2003
Chalmers risponde che, nel caso della luce, l'unico fatto ulteriore che poteva suscitare dubbi è l'esperienza di vedere la luce. L'analogia non aiuta quindi questo materialista, perché quel fatto resta ancora inspiegato.
K
Keith Frankish (illusionismo) 2016 · attacca la premessa 1

Non esistono misteriose proprietà «fenomeniche»: l'idea di averle deriva da un'illusione introspettiva, cioè dal modo in cui rappresentiamo a noi stessi i nostri stati mentali. Il «problema difficile» poggia dunque su un errore. Frankish propone di sostituire il problema difficile con il «problema dell'illusione»: spiegare perché crediamo di avere queste proprietà. Gli zombie sono concepibili solo perché questa illusione è potente.

Chalmers risponde
David Chalmers 2018
Chalmers sostiene che l'illusionista debba spiegare perché abbiamo questa illusione, e che questo «metaproblema» (perché pensiamo che ci sia un problema difficile?) sia a sua volta difficile. A suo avviso, questa spiegazione resta da dare.
Il dibattito continua (nostra sintesi) Il dibattito continua. Gli illusionisti rispondono che il metaproblema è proprio il loro programma di ricerca e che è più facile del problema difficile, perché riguarda credenze e comportamenti. I loro avversari ritengono che l'illusione stessa sia un'esperienza che resta da spiegare. Nessuno dei due campi ha prevalso.
David Chalmers e poi Philip Goff (il panpsichismo come via d'uscita) 2003 · attacca la conclusione

Si può accettare l'argomento senza credere in un'anima separata. Secondo il monismo «di tipo F» di Chalmers, la coscienza è costituita dalle proprietà intrinseche delle entità fisiche fondamentali: nel più profondo della realtà ci sarebbero proprietà che sono esperienza (o quasi), e la fisica ne descrive soltanto le relazioni. È una forma di panpsichismo, che Philip Goff difende oggi. Esiste un solo mondo, ma esso contiene coscienza alla sua base.

Chalmers risponde
William James (il problema della combinazione), ripreso da Chalmers 1890
Chalmers riconosce una difficoltà: come fanno un gran numero di piccole esperienze o proto-esperienze, una per particella, a sommarsi in un'unica coscienza ricca come la nostra? Vi vede una versione di ciò che James chiamava il problema della combinazione.
P
Philip Goff 2017
Philip Goff difende il panpsichismo in Consciousness and Fundamental Reality (2017) e discute il problema della combinazione.
Il dibattito continua (nostra sintesi) Il panpsichismo non risolve ogni questione e resta molto dibattuto: i suoi critici dicono che è difficile da mettere alla prova e che si limita a spostare il mistero. I suoi sostenitori rispondono che è l'unica posizione che prenda sul serio sia la scienza sia l'esperienza. Nessuno dei due schieramenti ha prevalso.
Cosa dicono le voci di oggi
Lo difendono
Sam HarrisNel 2021 dice ad Anil Seth di essere «più affascinato dal cosiddetto problema difficile della coscienza». Anche senza zombie, «il problema difficile resta difficile».
Steven PinkerNel 2023 dice che è «una fallacia dire: beh, non mi è intuitivo, quindi è un miracolo»; nel 2026 definisce l'esperienza soggettiva «il problema intellettuale più difficile», perché nessuna spiegazione causale colma il divario tra oggettivo e soggettivo. Nel 2025 definisce il problema difficile «un enigma concettuale da far grattare la testa» più che un rompicapo scientifico, e condivide il desiderio di Dennett di abbandonare il termine. Sostiene comunque che la sensibilità esiste davvero.
David ChalmersIl suo argomento: gli zombie sono concepibili, quindi i fatti fisici non spiegano l'esperienza.
Donald HoffmanDice di essere partito dai pochi progressi compiuti dagli approcci fisicalisti sul problema difficile della coscienza, e quindi parte dalla coscienza. Propone di risolvere il problema inverso: come gli agenti coscienti creano ciò che chiamiamo cervelli.
Lo criticano
Deepak ChopraDice che il problema difficile della coscienza non è affatto un problema, perché la coscienza viene prima. Ricordando una conversazione con Chalmers, dice che la filosofia indiana affronta invece il problema difficile della materia.
Daniel DennettNegava che esistesse un problema difficile: lo definiva un vitalismo rinato e si aspettava che si dissolvesse una volta risolti i tanti problemi minori. Definiva lo zombie filosofico «un errore palese».
Sean CarrollIn Mindscape (2018) dice di non aver bisogno di nulla al di là della fisica per spiegare la coscienza, di trovare poco convincente il dualismo delle proprietà di Chalmers e di dubitare che gli zombie siano concepibili.