Le religioni si contraddicono: perché credere nella propria?
L'argomento delle rivelazioni contraddittorie
Dunque le rivelazioni non sono fonti affidabili per sapere quale Dio esista: nessuno ha una buona ragione per credere nel Dio della propria religione piuttosto che in quelli delle altre.
Le religioni si contraddicono, e ciascuna si appoggia su ragioni dello stesso genere: un libro sacro, un'esperienza, la tradizione ricevuta.
«Le religioni si contraddicono: perché credere nella propria?» è un argomento di Herman Philipse (God in the Age of Science?, 2012; «The Real Conflict between Science and Religion», 2013, 2012) sulla domanda «Dio esiste?» (risposta: ateismo). La sua tesi: Dunque le rivelazioni non sono fonti affidabili per sapere quale Dio esista: nessuno ha una buona ragione per credere nel Dio della propria religione piuttosto che in quelli delle altre. Secondo la verifica logica di AskPhilosophy (solutore Z3), l'argomento è valido solo se si ammette una premessa che l'autore non formula (P5). AskPhilosophy presenta 4 obiezioni, 3 delle quali con una risposta documentata, e il testo originale di ciascuna premessa, verificato parola per parola.
Un cristiano crede che Gesù sia Dio fatto uomo. Un musulmano crede che Dio non si sia mai incarnato. Un indù può credere in più dèi. Non possono avere tutti ragione. Eppure ciascuno ha ragioni dello stesso genere: un libro sacro, un'esperienza interiore, la tradizione ricevuta dai genitori. E per lo più si ha la religione del paese in cui si è nati. Il filosofo olandese Herman Philipse ne trae una conclusione: queste fonti non sono affidabili per sapere quale Dio esista. L'argomento non prova che Dio non esista, e lascia aperta una porta: argomenti indipendenti dalle rivelazioni (la «teologia naturale») potrebbero decidere tra le religioni. Ma finché non lo fanno, nessuno ha una buona ragione per credere nel Dio della propria religione piuttosto che in quelli delle altre. Per questo l'argomento è classificato qui sotto l'ateismo («nessuna buona ragione per credere»); lo stesso Philipse rifiuta espressamente di fermarsi all'agnosticismo.
clicca su una premessa per rifiutarla
Senza la premessa implicita: Senza P5, il computer trova un caso in cui le religioni si contraddicono e poggiano su ragioni dello stesso genere che non decidono nulla, e in cui tuttavia un credente ha una buona ragione per preferire la propria: dispone di un argomento indipendente che mostra che il suo Dio esiste.
Obiezioni
4Ogni obiezione è una conversazione: clicca per vedere chi risponde e a che punto è il dibattito.
JJohn Hick (il pluralismo religioso) 1989 · attacca la premessa 1Le religioni non sono teorie rivali su un medesimo oggetto, di cui una sola sarebbe vera. Sono risposte umane diverse a un'unica realtà ultima, che Hick chiama «il Reale». Ogni cultura la percepisce e la nomina a modo suo: la Trinità, Allah, Vishnu, il Tao. Le grandi religioni sono dunque tutte vie valide verso questa stessa realtà.
Philipse risponde
Le religioni non sono teorie rivali su un medesimo oggetto, di cui una sola sarebbe vera. Sono risposte umane diverse a un'unica realtà ultima, che Hick chiama «il Reale». Ogni cultura la percepisce e la nomina a modo suo: la Trinità, Allah, Vishnu, il Tao. Le grandi religioni sono dunque tutte vie valide verso questa stessa realtà.
Vedi il seguito del dibattito (2)
Alvin Plantinga («Pluralismo: una difesa dell'esclusivismo religioso») 1995 · attacca la premessa 4Un credente può sapere che altri la pensano diversamente, che sono sinceri e che non può convincerli, e conservare la sua fede senza alcuna colpa intellettuale o morale. Non è arbitrario: pensa che le altre credenze non siano fondate altrettanto bene della sua, perché Dio gli ha dato un senso del divino o la testimonianza interiore dello Spirito Santo. Lo stesso facciamo in etica: so che il razzismo è sbagliato, anche se non posso dimostrarlo a un razzista.
Philipse risponde
Un credente può sapere che altri la pensano diversamente, che sono sinceri e che non può convincerli, e conservare la sua fede senza alcuna colpa intellettuale o morale. Non è arbitrario: pensa che le altre credenze non siano fondate altrettanto bene della sua, perché Dio gli ha dato un senso del divino o la testimonianza interiore dello Spirito Santo. Lo stesso facciamo in etica: so che il razzismo è sbagliato, anche se non posso dimostrarlo a un razzista.
Vedi il seguito del dibattito (1)
Alvin Plantinga 1995 · attacca la premessa 2L'argomento della nascita si ritorce contro il pluralista. Il pluralismo non è mai stato popolare nel mondo: nato in Madagascar o nella Francia medievale, il pluralista probabilmente non sarebbe pluralista. Dobbiamo concluderne che non ha il diritto di esserlo?
Philipse risponde
L'argomento della nascita si ritorce contro il pluralista. Il pluralismo non è mai stato popolare nel mondo: nato in Madagascar o nella Francia medievale, il pluralista probabilmente non sarebbe pluralista. Dobbiamo concluderne che non ha il diritto di esserlo?
William Alston 1997 · attacca la premessa 1La contraddizione è esagerata. Nulla mostra che la maggior parte delle credenze di una religione contraddica la maggior parte delle credenze delle altre, e non abbiamo nemmeno un modo per contare le credenze. Le religioni possono concordare su molte cose, e l'esperienza religiosa conserva un certo valore, anche se può sbagliare.
senza risposta
La contraddizione è esagerata. Nulla mostra che la maggior parte delle credenze di una religione contraddica la maggior parte delle credenze delle altre, e non abbiamo nemmeno un modo per contare le credenze. Le religioni possono concordare su molte cose, e l'esperienza religiosa conserva un certo valore, anche se può sbagliare.