La religione, un'illusione nata dal desiderio
L'avvenire di un'illusione
Dunque le dottrine religiose sono illusioni, nate dai desideri più antichi e più forti dell'umanità, e non c'è alcuna ragione di ritenerle vere, anche se non si può dimostrare che siano false.
Le dottrine religiose rispondono esattamente ai desideri nati dal nostro smarrimento infantile: protezione, giustizia, vita dopo la morte.
«La religione, un'illusione nata dal desiderio» è un argomento di Sigmund Freud (L'avvenire di un'illusione, VI (1927), 1927) sulla domanda «Dio esiste?» (risposta: ateismo). La sua tesi: Dunque le dottrine religiose sono illusioni, nate dai desideri più antichi e più forti dell'umanità, e non c'è alcuna ragione di ritenerle vere, anche se non si può dimostrare che siano false. Secondo la verifica logica di AskPhilosophy (solutore Z3), l'argomento è valido solo se si ammette una premessa che l'autore non formula (P5). AskPhilosophy presenta 3 obiezioni, 2 delle quali con una risposta documentata, e il testo originale di ciascuna premessa, verificato parola per parola.
Freud, medico e fondatore della psicoanalisi, non era un filosofo di professione, ma questo piccolo libro del 1927 è diventato un classico. Vi scrive, in forma di dialogo con un immaginario interlocutore, che le dottrine religiose sono illusioni. Il termine è preciso: un'illusione non è un errore, è una credenza sostenuta da un desiderio. Lo dice lo stesso Freud: queste dottrine non si possono né confutare né dimostrare, e non vuole giudicarne la verità. Ma trova molto sospetto che il mondo descritto dalla religione sia esattamente quello che non possiamo fare a meno di desiderare. La sua conclusione: non c'è alcuna ragione di ritenerle vere, e l'umanità dovrebbe imparare a farne a meno.
clicca su una premessa per rifiutarla
Senza la premessa implicita: Senza P5, il computer trova un caso in cui la religione risponde davvero ai nostri desideri infantili, non è dimostrata, e tuttavia si avrebbe una ragione per crederci: per esempio un'esperienza religiosa, o un argomento che Freud non esamina. Lo stesso Freud porta l'esempio della ragazza che sogna che verrà a prenderla un principe: a volte succede.
Obiezioni
3Ogni obiezione è una conversazione: clicca per vedere chi risponde e a che punto è il dibattito.
Il sofisma genetico (lo stesso Freud lo concede) 1927 · attacca la premessa 5Da dove viene una credenza non dice se sia vera. Una credenza nata dal desiderio può benissimo essere giusta. Lo scrive lo stesso Freud: un'illusione non è un errore, e non è necessariamente falsa. Aggiunge che queste dottrine, impossibili da dimostrare, sono anche impossibili da confutare. Dunque la psicologia del credente non decide nulla su Dio.
Freud risponde
Da dove viene una credenza non dice se sia vera. Una credenza nata dal desiderio può benissimo essere giusta. Lo scrive lo stesso Freud: un'illusione non è un errore, e non è necessariamente falsa. Aggiunge che queste dottrine, impossibili da dimostrare, sono anche impossibili da confutare. Dunque la psicologia del credente non decide nulla su Dio.
OOskar Pfister 1928 · attacca la premessa 5Pfister, pastore a Zurigo che lavorava con Freud da diciannove anni, gli risponde sulla rivista dello stesso Freud, con un titolo capovolto: «L'illusione di un futuro». Concede molto: le idee su Dio e sull'aldilà sono spesso dipinte con i colori del desiderio. Ma chiede: questo spiega tutto il pensiero religioso? E confondere desiderio e realtà è una peculiarità della religione? Anche la scienza parte da desideri, e deve continuamente correggerli con la realtà. La questione dunque non è «c'è del desiderio?», ma «resta qualcosa di vero una volta corretto il desiderio?»
Freud risponde
Pfister, pastore a Zurigo che lavorava con Freud da diciannove anni, gli risponde sulla rivista dello stesso Freud, con un titolo capovolto: «L'illusione di un futuro». Concede molto: le idee su Dio e sull'aldilà sono spesso dipinte con i colori del desiderio. Ma chiede: questo spiega tutto il pensiero religioso? E confondere desiderio e realtà è una peculiarità della religione? Anche la scienza parte da desideri, e deve continuamente correggerli con la realtà. La questione dunque non è «c'è del desiderio?», ma «resta qualcosa di vero una volta corretto il desiderio?»
PPaul C. Vitz 1999 · attacca la premessa 5L'argomento si ritorce. Lo psicologo americano Paul Vitz applica il metodo di Freud all'ateismo: in molti noti atei individua un padre morto presto, assente, debole o violento. Rifiutare Dio potrebbe dunque essere, anch'esso, un desiderio: sbarazzarsi di un padre. Se l'origine psicologica di una credenza bastasse a screditarla, screditerebbe anche l'ateismo.
senza risposta
L'argomento si ritorce. Lo psicologo americano Paul Vitz applica il metodo di Freud all'ateismo: in molti noti atei individua un padre morto presto, assente, debole o violento. Rifiutare Dio potrebbe dunque essere, anch'esso, un desiderio: sbarazzarsi di un padre. Se l'origine psicologica di una credenza bastasse a screditarla, screditerebbe anche l'ateismo.