La pietà, fondamento della morale, si estende agli animali
L'etica della pietà (Mitleid); i doveri verso gli animali
Dunque abbiamo doveri morali diretti verso gli animali. La morale che non ne riconosce alcuno (quella di Kant) è rivoltante.
L'unico motivo veramente morale è la compassione, ed essa si rivolge a ogni sofferenza, dunque anche a quella degli animali.
«La pietà, fondamento della morale, si estende agli animali» è un argomento di Arthur Schopenhauer (Sul fondamento della morale (1840), §§ 8 e 19, 1840) sulla domanda «Gli animali contano quanto noi?» (risposta: un dovere di compassione). La sua tesi: Dunque abbiamo doveri morali diretti verso gli animali. La morale che non ne riconosce alcuno (quella di Kant) è rivoltante. Secondo la verifica logica di AskPhilosophy (solutore Z3), l'argomento è valido solo se si ammette una premessa che l'autore non formula (P3). AskPhilosophy presenta 3 obiezioni, 1 delle quali con una risposta documentata, e il testo originale di ciascuna premessa, verificato parola per parola.
Per Schopenhauer, ciò che dà a un'azione un valore morale è il fatto che nasca dalla pietà (Mitleid): soffrire con un altro e voler aiutarlo senza pensare a sé. Questa pietà non si ferma alla specie umana: si rivolge a ogni essere che soffre. Ne trae una conseguenza che giudica decisiva: una morale che nega ogni dovere verso gli animali è una morale falsa. Giudica «odiosa» quella di Kant (§ 8), e dice (§ 19) che affermare che «non si hanno doveri verso le bestie» è una dottrina «rivoltante, rozza e barbara». Aggiunge una spiegazione che rende difficile la lettura di questo passo: attribuisce questa dottrina all'ebraismo. Non è un argomento, è un pregiudizio, e non lo riprendiamo qui. Il ragionamento sulla pietà regge anche senza di esso. Nella domanda «Gli animali contano quanto noi?», difende il campo «Dovere di compassione».
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Senza la premessa implicita: Senza P3, il computer trova un caso in cui la pietà è il fondamento della morale e si estende agli animali, senza che abbiamo il minimo dovere verso di loro: la pietà resterebbe un sentimento che non comanda nulla. P3 è ciò che permette di passare dal sentimento al dovere.
Obiezioni
3Ogni obiezione è una conversazione: clicca per vedere chi risponde e a che punto è il dibattito.
Immanuel Kant 1797 · attacca la conclusioneScrive che, secondo la sola ragione, l'uomo ha doveri soltanto verso l'uomo: un dovere è una costrizione morale che proviene dalla volontà di un essere razionale, e gli animali non lo sono. Ammette tuttavia che la crudeltà verso di loro è un male, ma come dovere verso se stessi.
Schopenhauer risponde
Scrive che, secondo la sola ragione, l'uomo ha doveri soltanto verso l'uomo: un dovere è una costrizione morale che proviene dalla volontà di un essere razionale, e gli animali non lo sono. Ammette tuttavia che la crudeltà verso di loro è un male, ma come dovere verso se stessi.
Friedrich Nietzsche 1881 · attacca la premessa 1Ritiene che la pietà, nella misura in cui crea davvero sofferenza, sia una debolezza: accresce la sofferenza nel mondo.
senza risposta
Ritiene che la pietà, nella misura in cui crea davvero sofferenza, sia una debolezza: accresce la sofferenza nel mondo.
Peter Singer 1975 · attacca la premessa 1Difende la causa degli animali senza fondarla sulla pietà. Per lui bisogna appoggiarsi a un principio morale, l'eguale considerazione degli interessi di tutti gli esseri che possono soffrire, e non sull'amore per le bestie o sulla pietà nei loro confronti.
senza risposta
Difende la causa degli animali senza fondarla sulla pietà. Per lui bisogna appoggiarsi a un principio morale, l'eguale considerazione degli interessi di tutti gli esseri che possono soffrire, e non sull'amore per le bestie o sulla pietà nei loro confronti.