Chrysippe
Tutto accade per destino, ma le nostre azioni dipendono da noi, come il cilindro rotola secondo la sua forma.
La sua vita
Filosofo stoico greco (ca. 279-206 a.C.), nato a Soli in Cilicia, terzo scolarca della scuola stoica. Si diceva che avesse scritto più di settecento opere, quasi tutte perdute: lo conosciamo attraverso frammenti e autori successivi. Difende un destino universale sostenendo al tempo stesso che le nostre azioni dipendono da noi, mediante l'immagine del cilindro che rotola secondo la sua forma.
Cosa ha scritto
« Se lanci un cilindro di pietra lungo un terreno scosceso e in pendenza, gli hai dato la causa e l'inizio della sua caduta; eppure poi esso rotola, non perché tu lo faccia ancora, ma perché tale è la sua natura e la facilità di rotolamento della sua forma. »
lapidem cylindrum si per spatia terrae prona atque derupta iacias, causam quidem ei et initium praecipitantiae feceris, mox tamen ille praeceps volvitur, non quia tu id iam facis, sed quoniam ita sese modus eius et formae volubilitas habet
Posizioni
clicca su una riga per vedere la provaDio è il fuoco o soffio razionale che pervade il mondo e lo ordina mediante la provvidenza: un Dio impersonale e immanente.
Diogenes Laertius, Lives, VII.134-139 (3rd c.)
La conoscenza parte dalle impressioni dei sensi: la mente è una tabula rasa su cui scrive l'esperienza.
Diogenes Laertius, Lives, VII.49-51 (3rd c.)
L'impressione «catalettica» (che afferra) è abbastanza chiara da garantire la verità, per cui il saggio può raggiungere una conoscenza certa.
Cicero, Academica II (45 BC); Diogenes Laertius, Lives, VII.46 (3rd c.)
L'anima è un soffio materiale (pneuma): esistono solo i corpi, e l'anima può agire sul corpo.
Diogenes Laertius, Lives, VII.156-157 (3rd c.)
Tutto è fatale, ma le azioni dipendono da noi: come un cilindro spinto, rotoliamo secondo la nostra propria natura.
Cicero, De fato (44 BC); Aulus Gellius, Attic Nights VII.2 (c. 170)
Solo la virtù è un bene e basta alla felicità; vivere secondo natura significa vivere virtuosamente.
Diogenes Laertius, Lives, VII.87-89 (3rd c.)